Sabato 25 marzo 2017
ore 18.30
Cortometraggi sul tema del lavoro dall’archivio della Cineteca di Bologna, 49’

Nessuna arte ha una data di inizio precisa, mentre la nascita del cinema si può identificare con La Sortie de l’usine dei Fratelli Lumière, proiettata per la prima volta a Parigi il 28 dicembre 1895. L’opera apre la strada a una ricca produzione di cortometraggi che mettono in scena la gente comune, pescatori, operai, pompieri, lavandaie, raccontando la fatica e la dignità del lavoro.

Introduce le proiezioni Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna
La Sortie de l’usine Lumière (L’uscita dalle officine Lumière), di Louis Lumière, 1895, 2’30’’

La Francia che lavora
Una selezione dei primi cortometraggi girati dai fratelli Lumière. Un viaggio nella Francia di fine Ottocento, lavoro in piccoli filmati da 50 secondi l’uno.

Ateliers de La Ciotat (Laboratori di La Ciotat), di Louis Lumière, Francia, 1899
Chaudière (Caldaia), Louis Lumière, Francia, 1896
Ouvriers réparant un trottoir en bitume (Operai che riparano un marciapiede d’asfalto), Francia, 1897
Défournage du Coke (Sfornatura del coke), Francia, 1896
Laveuses sur la rivière (Lavandaie sul fiume), Francia, 1896
Transport d’une tourelle par un attelage de 60 chevaux (Trasporto di una torretta con traino a 60 cavalli), Francia, 1896
Pêche aux sardines (Pesca delle sardine), di Louis Lumière, Francia, 1896
Les pompiers, I : passage des pompes (I pompieri, I: passaggio delle pompe), Francia, 1896
Attelage d’un camion (Traino di un camion), Francia, 1896

The Harvest (Il raccolto), Gran Bretagna, 1908, 6'
Exploitation du sel en Sicile (Lo sfruttamento del sale in Sicilia), Italia-Francia, 1912, 5’
Industrie des marbres à carrare (industria del marmo a carrara), Francia, 1914, 6’
L’industria dell’argilla in Sicilia, di Piero Marelli, Italia, anni ’10, 5’
L'industria dei cappelli di paglia, Italia, 1911, 6’
Fiat et son activité multiforme (La Fiat e la sua attività multiforme), anni ’20, 11’

ore 20.30
Il cameraman
di Buster Keaton ed Edward Sedgwick, 1928, 75’

Un goffo cameraman non riesce a combinare niente di buono: potrebbe riprendere fatti importanti se non dimenticasse di inserire la pellicola in macchina e se non sovrapponesse due filmati… Sta per abbandonare il lavoro quando una scimmietta, che ha ripreso involontariamente due scene interessanti, gli porta il successo e l’amore di una bella ragazza.

Domenica 2 aprile 2017
ore 18.30
Ladri di biciclette
di Vittorio De Sica, 1948, 92’

Dopo due anni di disoccupazione Antonio ottiene un lavoro come attacchino grazie al fatto di possedere una bicicletta. Il primo giorno di lavoro la bici viene rubata e Antonio, insieme al figlio di dieci anni, prende a vagare per la città in cerca del ladro. Inizia così un lungo pellegrinaggio per Roma, metafora della società del dopoguerra in cui la povertà si intreccia con il desiderio di conservare la dignità. Il film, capolavoro del neorealismo realizzato da Vittorio De Sica insieme a Cesare Zavattini, ha ottenuto numerosissimi riconoscimenti internazionali, tra cui il Nastro d’argento per la regia, la sceneggiatura, il soggetto, la fotografia e la colonna sonora nel 1949, il Premio BAFTA, l’Oscar e il Golden Globe come miglior film straniero nel 1950.

ore 20.30
Il posto,
di Ermanno Olmi, 1961, 98’

Il posto è uno dei film più emblematici del miracolo economico italiano. Il regista osserva il progresso industriale da una prospettiva eccentrica, che gli permette di coglierne gli aspetti meno evidenti ma, forse anche per questo, più decisivi: è lo sguardo spaesato, stretto tra la speranza e l’amarezza, di un ragazzo che lascia la provincia nebbiosa e cerca un nuovo ruolo nella metropoli e nell’industria milanesi. La sua vicenda è lo specchio dell’Italia che cambia non solo nel paesaggio ma, soprattutto, nelle coscienze.

ORE 22.15
Tre fili fino a Milano
di Ermanno Olmi, 1958, 25’

Il documentario segue una squadra di operai impegnata nel montaggio di una linea elettrica a 220.000 volt in Val Daone, per conto della Edisonvolta di Milano. I tralicci, superando le aspre montagne e le impervie vallate del Trentino, portano la preziosa energia fino alla grande città per alimentare lo sforzo produttivo – negli anni del "boom" economico – delle principali industrie lombarde. Tuttavia nel regista ad avere il sopravvento è l’attenzione per la dimensione umana, per i volti degli operai segnati dalla fatica, in un cantiere di alta montagna all’inizio dell’inverno, per i gesti, grandi e piccoli, e per la volontà capace di abbattere ogni ostacolo.

 

Domenica 9 aprile 2017
ore 18.00
Io, Daniel Blake
di Ken Loach, 2016, 100’

Nella sua ultima opera, Palma d’oro a Cannes nel 2016, Ken Loach ritrova i temi cari del lavoro, della dignità e dei diritti violati. La lotta quotidiana per la sopravvivenza è vista attraverso gli occhi di Daniel, carpentiere cardiopatico costretto a lasciare il lavoro in seguito a un infarto, che combatte per il sussidio di disoccupazione, e Katie, madre single indigente che abbandona Londra per trasferirsi a Newcastle, in un alloggio popolare fatiscente. Daniel e Katie si incontrano, due naufraghi nell’oceano della burocrazia e dell’assistenzialismo, e provano a unire le forze.

ore 20.30
Vi presento Toni Erdmann
di Maren Ade, 2017, 162’

Inès è una donna in carriera che lavora in una grande azienda tedesca a Bucarest. La sua vita sembra scorrere tranquilla fino all'arrivo improvviso del padre, che le pone una domanda: "Sei felice?". La sua incapacità di rispondere segna l'inizio di un profondo turbamento. Questo padre ingombrante, sempre pronto a fare scherzi, farà di tutto per aiutarla a ritrovare se stessa, inventandosi un buffo ed eccentrico personaggio: Toni Erdmann. L’opera è stata insignita del Lux Prize 2016 e nominato come miglior film straniero agli Oscar 2017.