PROIEZIONE / Nino Migliori. Viaggio intorno alla mia stanza

TALK / Adam Lowe

TALK / Roger Ballen

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Vito Mancuso – Etica per giorni difficili

Talk e proiezioni / Welcome Roger Deakins

PROIEZIONE / Into the Weeds

Presentazione editoriale / Serena Dandini

Talk / Georg Vrachliotis

Talk / Linke Zanot

TALK / Livio De Luca / Costanza Caraffa

TALK / Luciano Floridi

Spettacolo teatrale / The Pixelated Revolution

TALK / Franco Farinelli

TALK E PROIEZIONE / John Landis

PRESENTAZIONE EDITORIALE / MASSIMO RECALCATI

Talk / Florian Ebner

Proiezione e talk / Paolo di Paolo - Bruce Weber

Rassegna cinematografica / Visiones

Summer School 2022

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Elsa Osorio

TALK / Joachim Brohm

Laboratorio di Etica 2022

TALK / Martin Roemers

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Massimo Recalcati, IVANO DIONIGI

TALK / Paolo Woods

TALK / Oscar Monzon

Talk / Doug Menuez

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Marco Antonio Bazzocchi. Cento

talk / William Hunt

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Pasolini

TALK / Timothy Prus

PRESENTAZIONE EDITORIALE / VITO MANCUSO - La mente innamorata

PRESENTAZIONE EDITORIALE / MARCO ANTONIO BAZZOCCHI - ALFABETO PASOLINI

TALK / Marin Karmitz, Francois Hébel

TALK / Georges Didi-Huberman

TALK / Matthias Harder, DENIS CURTI

MOSTRA / The MAST Collection

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Bibbia - Enzo Bianchi, Vito Mancuso

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Esiste il rapporto sessuale?

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Lilli Gruber

SPETTACOLO TEATRALE / Retrovie Tita Ruggeri

PROIEZIONI / Future Film Kids 2021

Foto/Industria 2021 — EVENTI

Foto/Industria 2021

MOSTRA / Richard Mosse - Displaced

TALK / Ferdinando Scianna

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Vittorio Lingiardi

talk / SUKETU MEHTA

PROIEZIONE IN ANTEPRIMA / Anamei

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Namsa Leuba

Rassegna cinematografica / Displaced

TALK / RIchard Mosse - Tristes Tropiques

Talk / Christian Viveros-Fauné

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Il grido di Giobbe

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Bazzocchi - Con gli occhi di Artemisia

TALK / Nello Scavo

TALK / Stefano Allovio

MOSTRA / Inventions

MOSTRA / MAST Photo Grant 2020

MAST PHOTOGRAPHY GRANT

CONTENUTI VIDEO / INCONTRI SULLA FOTOGRAFIA

Presentazione editoriale / Manuel Vilas

MOSTRA / UNIFORM

CONTENUTI VIDEO / INCONTRI CON GLI ARTISTI DELLA MOSTRA UNIFORM

TALK / Nido delle idee 2020

CONFERENZA / ECOLOGIA DELLA CREATIVITÀ

SCREENINGS / IL CINEMA IN DIVISA

TALK E CONCERTO / CLAUDIO LOLLI'S SOCIAL POETRY

TALK E PROIEZIONE / CRISTINA CATTANEO

MOSTRA / ANTHROPOCENE

TALK E PROIEZIONE / FILIPPO RAVENDA

PROIEZIONE / NOMAD

PROIEZIONE / LEVIATHAN

PROIEZIONI / FORESTE, DAI DESERTI ALLE PRATERIE

PROIEZIONI / SMOG JOURNEYS, AWAKEN

Aggregatore Risorse

PROIEZIONE / Nino Migliori. Viaggio intorno alla mia stanza

TALK / Adam Lowe

Massimo Recalcati - La luce delle stelle morte

Massimo Recalcati - La luce delle stelle morte Massimo Recalcati - La luce delle stelle morte
mercoledì 14 dicembre 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
PRESENTAZIONE EDITORIALE
MASSIMO RECALCATI
LA LUCE DELLE STELLE MORTE
SAGGIO SU LUTTO E NOSTALGIA
(FELTRINELLI EDITORE)

In collaborazione con Coop Alleanza 3.0


Cosa accade dentro di noi quando si spalanca il vuoto dell’abbandono, di un amore deluso, della perdita di qualcuno?

Non siamo fatti per morire, ma per nascere, per nascere continue volte, affermava Hannah Arendt. È vero: l’esistenza umana può conoscere nella sua vita diverse cadute, diverse morti e altrettanto diverse ripartenze e rinascite. Ma resta il fatto che il destino mortale della vita appare inesorabile. La nostra vita inizia a morire con il suo primo respiro. Non solo. Essa è circondata da tutte le perdite che l’hanno segnata. Non solo le morti delle persone care, ma anche delle separazioni, degli abbandoni, dei tradimenti.  In questo libro al centro è il rapporto della vita umana con l’esperienza traumatica della perdita. Cosa accade dentro di noi quando perdiamo chi abbiamo profondamente amato? Quale vuoto si spalanca? Quale lavoro ci attende per ritornare a vivere? E cosa accade quando questo lavoro risulta impossibile e ci sentiamo persi insieme a chi abbiamo perduto? Il lavoro del lutto e la nostalgia sono due esempi di come possiamo restare vicini a ciò che abbiamo perduto senza però farci inghiottire dal dolore. Mentre il nostro tempo esalta il futuro, il progetto, l’intraprendenza, il lavoro del lutto e la nostalgia ci ricordano che lo sguardo rivolto all’indietro non è sempre segno di impotenza, ma può anche alimentare le risorse che servono per essere davvero capaci di vivere con slancio, di non smettere mai di nascere.


Massimo Recalcati, psicoanalista tra i più noti in Italia, dirige l’Irpa (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata) e nel 2003 ha fondato Jonas Onlus (Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi). Scrive per “la Repubblica” e insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università di Pavia e Psicoanalisi e scienze umane presso l’Università di Verona. Ha pubblicato numerosi libri, tradotti in diverse lingue, tra cui: Ritratti del desiderio (2012), Jacques Lacan. Desiderio, godimento e soggettivazione (2012), Non è più come prima (2014), L’ora di lezione (2014) e Contro il sacrificio (2017). Con Feltrinelli ha pubblicato: Il complesso di Telemaco (2013), Le mani della madre (2015), Il mistero delle cose (2016), Il segreto del figlio (2017), A libro aperto (2018), Mantieni il bacio. Lezioni brevi sull’amore (2019), La tentazione del muro. Lezioni brevi per un lessico civile (2020) e Pasolini. Il fantasma dell’origine (2022).


INGRESSO GRATUITO SU PRENOTAZIONE

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TALK / Roger Ballen

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Vito Mancuso – Etica per giorni difficili

Adam Lowe

Adam Lowe Adam Lowe
martedì 29 novembre 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
TALK
ADAM LOWE
L'OPERA D'ARTE NELL'ERA DELLA MEDIAZIONE DIGITALE

Introduce Francesco Zanot


Il processo di mediazione digitale reinventa il modo di concepire, modellare e interagire con gli oggetti, creando connessioni tra nuove tecnologie e lavorazione artigianale che si traducono in opere d'arte, mostre e riproduzioni innovative. 
Factum Arte, di cui Adam Lowe è direttore, produce opere per artisti contemporanei e, attraverso la Factum Foundation, fondazione senza scopo di lucro, applica le nuove tecnologie alla digitalizzazione ad alta risoluzione del patrimonio culturale e alla creazione di facsimili visivamente indistinguibili dall'originale. Il laboratorio con sede a Madrid dimostra cosa può accadere quando la tecnologia viene sviluppata e applicata da pensatori creativi che annullano il confine tra il fisico e il digitale.
Le due società lavorano con artisti contemporanei di altissimo profilo (Marina Abramovic, Anish Kapoor, Jenny Holzer e Marc Quinn tra gli altri) e hanno collaborato con musei e istituzioni culturali di tutto il mondo. 

Alla consegna delle cuffie per la traduzione simultanea verrà richiesto un documento d'identità.
 

Adam Lowe è il direttore di Factum Arte e il fondatore della Factum Foundation for Digital Technology in Preservation. Il suo lavoro nell’ambito della conservazione comprende i facsimili delle Nozze di Cana di Veronese, del San Matteo di Caravaggio e delle tombe di Thutmosis III, Tutankhamon e Seti I. Ha completato progetti di conservazione in Egitto, Italia, Russia, Spagna, Somalia, Regno Unito, Stati Uniti, Nigeria e Arabia Saudita. Ha collaborato con la National Gallery of Art di Londra, il Louvre, il Prado, il British Museum, l'Hermitage, il V&A e molti altri musei e istituzioni. Lowe è stato professore al Master di Historic Preservation della Columbia University di New York e nel 2019 è stato nominato Royal Designer for Industry dalla Royal Society of Arts britannica. Nel 2014 la Factum Foundation ha ricevuto il premio Apollo per l'innovazione digitale dell'anno.


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Nino Migliori. Viaggio intorno alla mia stanza

Nino Migliori. Viaggio intorno alla mia stanza Nino Migliori. Viaggio intorno alla mia stanza
martedì 06 dicembre 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
PROIEZIONE
NINO MIGLIORI. VIAGGIO INTORNO ALLA MIA STANZA

(E. SGARBI, ITALIA, 2022, 42’)

Introducono la regista Elisabetta Sgarbi, l’aiuto regista Eugenio Lio e Nino Migliori
 

“È la storia di un film mio e non mio. È un film su Nino Migliori che, sin da subito, sfugge di mano, e diventa un film di Nino Migliori”.
Elisabetta Sgarbi

Dopo la presentazione in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, arriva alla Fondazione MAST la nuova opera di Elisabetta Sgarbi NINO MIGLIORI. VIAGGIO INTORNO ALLA MIA STANZA.
In questo film il fotografo Nino Migliori si racconta per la prima volta nello spazio del suo atelier bolognese in Via Elio Bernardi 6, ripercorrendo la sua vita artistica e personale, le sue imprese e le sue sperimentazioni. Complici della realizzazione del mediometraggio sono stati anche Marina Truant, direttrice della Fondazione Nino Migliori, e Mirco Mariani, polistrumentista e leader degli Extraliscio, che ha tradotto in note l’elettricità che si è respirata sul set. Nel film anche Gilda Mariani, già musa dei film di Elisabetta Sgarbi e ora anche di Nino Migliori. 

Il film è realizzato con il supporto di BPER Banca e Enel.




Elisabetta Sgarbi e Nino Migliori alla Festa del Cinema di Roma © Simona Chioccia


Elisabetta Sgarbi ha fondato e dirige La nave di Teseo Editore, è Presidente di Baldini+Castoldi e Oblomov Edizioni, ed è Direttore Responsabile della rivista linus. Ha ideato il festival internazionale La Milanesiana e da vent’anni ne è Direttore artistico; inoltre ha ideato e dirige linus - Festival del fumetto. Dal 1999 dirige e produce i suoi lavori cinematografici. 

Nino (Antonio) Migliori nasce a Bologna nel 1926 ed è uno tra i più autorevoli e multiformi ricercatori italiani nel campo della fotografia, svolgendo uno dei percorsi più diramati ed interessanti della cultura d'immagine europea. Nella sua produzione artistica si intrecciano fin dall’inizio diversi filoni di ricerca, ma è la sperimentazione il tratto fondamentale che caratterizza da sempre il suo operato. Sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private fra le quali il Mambo di Bologna, il MoMA e il MET di New York e la Bibliothèque Nationale di Parigi.
Nel 2015 ha sviluppato l’atelier di fotografia al Nido Scuola MAST di Bologna e ha accompagnato per diversi anni i bambini e le educatrici alla scoperta del mezzo fotografico come forma di scrittura. La sperimentazione ha dato vita alla mostra Favole di luce, in esposizione al MAXXI di Roma nel 2018.
 

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Talk e proiezioni / Welcome Roger Deakins

Roger Ballen

Roger Ballen Roger Ballen
giovedì 24 novembre 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
ARTIST TALK
ROGER BALLEN

In collaborazione con Damiani, casa editrice della nuova edizione del libro Boyhood di Roger Ballen


Roger Ballen è uno degli artisti più influenti del XXI secolo.  Le sue opere insolite e stranianti si confrontano con gli osservatori e li invitano a compiere un viaggio nei recessi più profondi della mente dell’artista. Ballen descrive le proprie immagini come psicodrammi esistenziali che toccano il subconscio ed evocano il sottofondo della condizione umana. Questi lavori mirano a far breccia nei pensieri e nei sentimenti repressi, affrontando i concetti di caos e ordine, follia e stati indisciplinati dell'essere, il rapporto dell'uomo con il mondo animale, la vita e la morte, archetipi universali della psiche ed esperienze di alterità.
Nel corso degli anni, Ballen ha ampliato il proprio repertorio e ne ha esteso il linguaggio visivo. Integrando il disegno nelle opere fotografiche e video, l'artista ha non solo contribuito allo sviluppo di nuovi codici espressivi, ma ha anche rappresentato un potente ritratto della condizione umana e del suo potenziale creativo.
Nel suo intervento al MAST, Roger Ballen ripercorrerà la storia della pratica artistica che in oltre quattro decenni ha portato allo stile inconfondibile della sua narrativa documentaria.


Roger Ballen è un artista americano che vive a Johannesburg e lavora in Sudafrica a partire dagli anni Settanta. La sua opera, che abbraccia quattro decenni, è iniziata nel campo della fotografia documentaria, ma si è evoluta nella creazione di contesti narrativi specifici che integrano anche il cinema, l'installazione, il teatro, la scultura, la pittura e il disegno. Persone emarginate, animali, oggetti trovati, fili e disegni infantili abitano i mondi privi di ambientazione presentati nelle sue opere. Con oltre 25 libri pubblicati a livello internazionale, tra cui la nuova edizione del suo primo libro Boyhood, decine di mostre nel corso della sua carriera e con le sue opere presenti in più di 50 tra le più importanti collezioni museali, Ballen è uno degli artisti più interessanti del nostro tempo. Nel 2018 ha fondato Inside Out Centre for the Arts per esporre, insegnare e promuovere l'arte legata al continente africano attraverso fotografia, video, installazioni, disegno e pittura. Roger Ballen è uno degli artisti che rappresentano il Sudafrica alla Biennale Arte 2022 di Venezia.

Alla consegna delle cuffie per la traduzione simultanea verrà richiesto un documento d'identità.

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Vito Mancuso – Etica per giorni difficili

Vito Mancuso – Etica per giorni difficili Vito Mancuso – Etica per giorni difficili
mercoledì 23 novembre 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
PRESENTAZIONE EDITORIALE
VITO MANCUSO
ETICA PER GIORNI DIFFICILI

Il giornalista Andrea Malaguti dialoga con l’autore

In collaborazione con Coop Alleanza 3.0


La sensazione più diffusa, in questi giorni difficili, è di smarrimento: viviamo in balia di un consumismo sempre più sfrenato, della paura suscitata da una guerra vicina e assurda, di una crescente incertezza del futuro. Avvertiamo il naturale bisogno di trovare un punto fermo su cui poter fare affidamento, ma al contempo constatiamo come a vincere e prosperare, attorno a noi, sia non di rado l’immoralità. Perché quindi il bene dovrebbe essere preferito al male, se questo risulta più conveniente e piacevole? 
Aiutandoci a fare chiarezza nel nostro intimo, con questo libro coraggioso e controcorrente, edito da Garzanti, Vito Mancuso ingaggia prima un ideale corpo a corpo con il più radicale tra i suoi nemici filosofici, Nietzsche, e poi ci guida, per mezzo di insegnamenti concreti e attraverso la pratica quotidiana dell’agire morale, verso la risoluzione dei tormenti, dubbi e conflitti che attanagliano le coscienze. Perché è solo ritrovando un’etica condivisa, e rinnovando il legame che ci unisce in quanto esseri umani, che le nostre ferite potranno finalmente essere rimarginate. La posta in gioco è altissima: chiamati a invertire la rotta di questa «nave dei folli» in cui si è trasformata la società, dall’esito delle nostre scelte dipenderanno il futuro del pianeta e le sorti delle generazioni future.


Vito Mancuso ha insegnato presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e l’Università degli Studi di Padova. È autore di moltissimi libri a carattere teologico e dirige la collana I Grandi Libri dello Spirito. È editorialista del quotidiano «La Stampa».



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Paul Frosh

Paul Frosh Paul Frosh
martedì 22 novembre 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
TALK
PAUL FROSH
L’IMMAGINE COME CAPITALE E L'INDUSTRIA DELLA FOTOGRAFIA DI STOCK

Introduce Estelle Blaschke

La fotografia di stock è un'industria globale multimiliardaria che produce la maggior parte delle immagini utilizzate nella pubblicità, nel marketing, nell'editoria e in un'ampia gamma di ambiti commerciali. Le fotografie "generiche" (ad esempio, famiglie felici su spiagge dorate, dirigenti attraenti in uffici ordinati) costituiscono la "tappezzeria" della cultura del consumo, immagini d'ambiente che passano inosservate e che fanno da sfondo visivo alle nostre vite. 

In questo intervento Paul Frosh analizza il rapporto tra la fotografia di stock e il concetto di immagine come capitale provando a rispondere a tre interrogativi. Nell’ambito delle banche di immagini, come si crea, si accumula, si trasferisce e si realizza il valore di una fotografia, e come questo valore si concilia con le connotazioni artistiche, culturali e sociali assegnate tradizionalmente? In che misura la fotografia di stock rappresenta un “capitale” nella cultura visiva contemporanea, un agente di potere che plasma e addirittura domina gli altri enti di produzione delle immagini? Come si può contrastare o reindirizzare il potere di questa industria di trasformare le immagini in capitale?

 

Paul Frosh è professore presso il Dipartimento di Comunicazione e Giornalismo della Hebrew University of Jerusalem. Le sue ricerche investono i campi della cultura visiva, della teoria della fotografia, dell'estetica della televisione e dei media digitali, della memoria culturale e delle tecnologie della comunicazione come strumenti di testimonianza. È autore di The Image Factory: Consumer Culture, Photography and the Visual Content Industry e, più recentemente, di The Poetics of Digital Media. Il suo ultimo progetto di ricerca esplora la sopravvivenza e l’ascesa della fotografia come memoria culturale nonostante la trasformazione delle sue tecnologie di base, e il significato di questa evoluzione per le società in cui si verifica.

Alla consegna delle cuffie per la traduzione simultanea verrà richiesto un documento d'identità.

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PROIEZIONE / Into the Weeds

Presentazione editoriale / Serena Dandini

Into the Weeds

Into the Weeds Into the Weeds
lunedì 14 novembre 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
PROIEZIONE
INTO THE WEEDS

(J. BAICHWAL, CANADA, 2022, 96’, V.O. CON SOTTOTITOLI)

Introduce Jennifer Baichwal

A distanza di tre anni, dopo il successo del documentario Anthropocene: The Human Epoch proiettato in occasione della celebre mostra Anthropocene, la regista canadese Jennifer Baichwal torna al MAST per presentare la sua nuova opera.
Into the weeds segue l’ex custode Dewayne “Lee” Johnson e la sua lotta contro la multinazionale agrochimica Monsanto: l’uomo è stato il primo ad andare a giudizio in una serie di cause che coinvolgono decine di migliaia di querelanti che sostengono che un diserbante e un erbicida della Monsanto abbiano causato loro gravi problemi di salute. Ricavando accesso ai carteggi digitali interni all’azienda, la lunga indagine per il processo conclusosi nel 2018 ha dimostrato che Monsanto, benché al corrente dei rischi, ha sempre minimizzato l’impatto dei prodotti.

Jennifer Baichwal, nata a Montréal, dirige e produce documentari da 25 anni. I suoi film hanno ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui un International Emmy e tre premi Gemini. Il pluripremiato Anthropocene: The Human Epoch (2018) è il completamento della trilogia di documentari sull'impatto delle attività umane sul nostro pianeta dopo Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013). Dal 2016 Baichwal fa parte del consiglio di amministrazione del Toronto International Film Festival ed è ambasciatrice della campagna Share Her Journey, progetto quinquennale che mira a promuovere e ad accrescere la partecipazione delle donne nel mondo del cinema. Into the Weeds è il suo decimo documentario.

Alla consegna delle cuffie per la traduzione simultanea verrà richiesto un documento d'identità.
La Gallery sarà chiusa al pubblico.

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PROGRAMME


PROGRAMMA

PROGRAMMA

CODED BIAS 7/1

In occasione dell’ultimo weekend di apertura della mostra IMAGE CAPITAL

SABATO 7 GENNAIO 2023
ORE 20
MAST.AUDITORIUM


PROIEZIONE

CODED BIAS
(SHALINI KANTAYYA, USA, 2020, 90’, V.O. CON SOTTOTITOLI)
– DOCUMENTARIO


Quando la ricercatrice del MIT Media Lab Joy Buolamwini scopre che il riconoscimento facciale non vede accuratamente i volti dalla pelle scura, intraprende un viaggio per promuovere la prima legislazione statunitense contro i pregiudizi negli algoritmi.

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Deakins 17/11

 

GIOVEDÍ 17 NOVEMBRE 2022

ORE 18
MAST.AUDITORIUM

TALK

CINEMA E FOTOGRAFIA

Conversazione tra Roger e James Ellis Deakins e Gian Luca Farinelli


L'incontro tra Roger Deakins, James Ellis Deakins e Gian Luca Farinelli è l'occasione per approfondire differenze e similitudini tra il mondo della fotografia per il cinema e la fotografia d’arte: dalla scelta delle inquadrature al rapporto tra colore e bianco e nero, dal lavoro in team su un set cinematografico agli scatti per passione, dai soggetti per il grande schermo ai protagonisti delle fotografie. 

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Deakins 19/11 1984

 

SABATO 19 NOVEMBRE 2022

ORE 18
MAST.AUDITORIUM

PROIEZIONE


ORWELL 1984
(MICHAEL RADFORD, UK, 1984, 113’, V.O. CON SOTTOTITOLI)

Roger Deakins e Gian Luca Farinelli introducono la proiezione




Il mondo è schiacciato dal regime dell'Ingsoc, che controlla tutti i cittadini attraverso i teleschermi. Una coppia tenta di ribellarsi, ma verrà fermata da un funzionario statale. Versione cupa e inquietante del profetico romanzo (1949) di George Orwell, girata nei luoghi e nell’anno in cui lo scrittore aveva ambientato la storia. Accuratissimo nella ricostruzione, il film è un incubo difficile da dimenticare, sostenuto da un terzetto di ottimi attori (John Hurt, Suzanne Hamilton e il magnifico Richard Burton, nella sua ultima interpretazione) e dalla fotografia desaturata, livida e spettrale di Deakins.


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Deakins 19/11 Skyfall

ORE 21
MAST.AUDITORIUM

PROIEZIONE


SKYFALL
(SAM MENDES, UK-USA, 2012, 143’, V.O. CON SOTTOTITOLI)

Roger Deakins e Gian Luca Farinelli introducono la proiezione




Skyfall. Perché con l'entrata in scena di Daniel Craig il cielo di Bond s'è capovolto, un'altra storia è cominciata. Nessun personaggio-icona della cultura popolare ha avuto un restyling tanto deciso. L'eco di Fleming è ovunque, ma a partire da Casino Royale questo nuovo James Bond soffre, s'interroga, s'innamora, s'incupisce, sprofonda inquieto in se stesso e nel proprio passato. Skyfall è la seduta psicoanalitica-chiave, tra quasi-padri ritrovati, quasi-madri perdute e figli mai avuti. 007 invecchia – splendidamente. Primo Bond di Sam Mendes, con l’aiuto del sodale Deakins alla fotografia.

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Deakins 20/11 Prisoners

ORE 21
MAST.AUDITORIUM

PROIEZIONE


PRISONERS
(DENIS VILLENEUVE, USA, 2013, 153’, V.O. CON SOTTOTITOLI)

Roger Deakins e Roy Menarini introducono la proiezione




Nella Pennsylvania rurale, la vita serena del falegname Keller Dover è sconvolta dalla sparizione della figlioletta. Il detective Loki arresta un ragazzo sospetto ma senza prove è costretto a rilasciarlo. Thriller ad alta tensione che funziona con la precisione di un orologio svizzero (sceneggiatura impeccabile di Aaron Guzikowski), il film di Villeneuve è una cupa discesa negli inferi che si trasforma in un ritratto spietato della provincia americana del nuovo millennio. Splendida fotografia di Deakins, alla prima collaborazione con il regista. “Per me è stata l’occasione di esaudire un desiderio. Roger è un idolo contemporaneo” (Denis Villeneuve).

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Deakins 20/11 Sicario

 

DOMENICA 20 NOVEMBRE 2022

ORE 18
MAST.AUDITORIUM

PROIEZIONE


SICARIO
(DENIS VILLENEUVE, USA, 2015, 121’, V.O. CON SOTTOTITOLI)

Roger Deakins e Roy Menarini introducono la proiezione




La giovane e idealista Kate (Emily Blunt), agente dell’FBI, viene arruolata in una task force contro il traffico di stupefacenti. Sotto la guida di un funzionario governativo (Josh Brolin) e di un ambiguo consulente (Benicio Del Toro), parte per un viaggio clandestino al confine tra Stati Uniti e Messico che la costringerà a mettere in discussione tutto ciò in cui crede. Secondo film americano, dopo Prisoners, e nuova collaborazione con Deakins per il quebecchese Villeneuve, che “si tuffa nei neri abissali della war on drugs [...]. Il milieu e una delle star di Sicario sono gli stessi di Traffic ma Villeneuve alza la posta: la sua è una versione concentrata e molto, molto, più sanguinaria” (Giulia D'Agnolo Vallan).


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EXPOSING MUYBRIDGE 17/12

SABATO 17 DICEMBRE 2022
ORE 20
MAST.AUDITORIUM

PROIEZIONE


EXPOSING MUYBRIDGE
(MARC SCHAFFER, USA, 2021, 88’, V.O. CON SOTTOTITOLI, V.M.18)
– DOCUMENTARIO


Grazie alle interviste di esperti, storici e appassionati di lunga data come Gary Oldman, questa biografia di ampio respiro porta alla luce dettagli poco noti di uno dei principali precursori del cinema e permette al pubblico moderno di scoprire l'uomo dietro l'obiettivo.

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LITTLE JOE 10/12

SABATO 10 DICEMBRE 2022
ORE 20
MAST.AUDITORIUM

PROIEZIONE


LITTLE JOE
(JESSICA HAUSNER, 2019, AUSTRIA/UK/GERMANIA, 100', V.O. CON SOTTOTITOLI)


Alice ha sviluppato uno speciale fiore cremisi con qualità terapeutiche, che rende felice il suo proprietario. Contro la politica aziendale, Alice ne porta uno a casa come regalo per suo figlio adolescente Joe. Ma man mano che la pianta cresce aumenta anche il sospetto che potrebbe non essere così innocua come sembra.

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MEMENTO 3/12

SABATO 3 DICEMBRE 2022
ORE 20
MAST.AUDITORIUM

PROIEZIONE


MEMENTO
(CHRISTOPHER NOLAN, USA, 2000, 114’, V.O. CON SOTTOTITOLI)


Leonard è affetto da amnesia a breve termine che non gli consente di trattenere i ricordi per lungo tempo. Quando deve cercare l'uomo che ha violentato e ucciso la moglie dovrà fare uso di ogni mezzo per arrivare alla verità.




 


TRAINED TO SEE 8/1

DOMENICA 8 GENNAIO 2023
ORE 20
MAST.AUDITORIUM


PROIEZIONE

TRAINED TO SEE - THREE WOMEN AND A WAR
(LUZIA SCHMID-SCHOMERUS, GERMANIA/ITALIA, 2022, 106’, V.O. CON SOTTOTITOLI)
– DOCUMENTARIO


Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, per la prima volta nella storia, alle donne giornaliste viene permesso di raccontare le vicende direttamente dal fronte. I loro resoconti mostrano un sottotesto femminile che cambia per sempre la nostra percezione della guerra. In particolare, Martha Gellhorn, Margret Bourke-White e Lee Miller sono testimoni della liberazione dei campi di concentramento di Ravensbrück, Buchenwald e Dachau.

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Deakins highlight

Deakins highlight Deakins highlight

“Scegliere quando fare una fotografia e capire quali scatti abbiano un futuro rivela qualcosa di noi. Ciascuno vede le cose in maniera diversa. Siamo attratti da soggetti con cui siamo in sintonia e le nostre interpretazioni variano in base alla scelta dell’angolazione e della composizione. Senza una spiegazione particolareggiata del come e del perché è stata fatta, una foto può avere lo stesso significato per lo spettatore e per il fotografo? Forse una fotografia dovrebbe esistere autonomamente, compiuta in se stessa.”
Roger Deakins

Fondazione MAST ospita per una serie di appuntamenti speciali Roger Deakins, direttore della fotografia con due premi Oscar nel suo palmarès. 
Deakins sarà in città per inaugurare la sua mostra fotografica Byways (dal 17 novembre 2022 al 15 gennaio 2023 nel Sottopasso di Piazza Re Enzo a Bologna), promossa dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Fondazione MAST e la casa editrice Damiani. 
L’esposizione, curata da James Ellis Deakins, trae origine dalla prima e omonima monografia di Deakins pubblicata da Damiani nel 2021 e presenta più di 50 fotografie in bianco e nero realizzate nel North Devon tratte dal libro, oltre a una serie di scatti inediti. Le sue immagini testimoniano uno humor inglese e uno sguardo attento e curioso alla vita nelle strade secondarie, come suggerisce il titolo Byways.

La programmazione al MAST.Auditorium inizia giovedì 17 novembre con il talk tra Roger e James Ellis Deakins e il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli e prosegue nel weekend con la proiezione di quattro pellicole di cui l’artista britannico è direttore della fotografia, tutte presentate dallo stesso Deakins: sabato 19 novembre Orwell 1984 di Michael Radford e Skyfall di Sam Mendes; domenica 20 novembre Sicario e Prisoners del regista Denis Villeneuve.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito su prenotazione.


Roger Deakins (nato in UK nel 1949), CBE, ASC, BSC, è uno dei direttori della fotografia più acclamati di oggi. Nominato all’Oscar 15 volte, ha vinto il premio due volte per i film Blade Runner 2049 e 1917. È stato nominato 10 volte ai BAFTA, vincendone 5. Altre nomination all’Oscar gli sono arrivate per: Prisoners di Denis Villeneuve; Fargo dei fratelli Coen; Kundun di Martin Scorsese; The Reader – A voce alta di Stephen Daldry; Skyfall di Sam Mendes e Unbroken di Angelina Jolie, solo per citarne alcuni. I suoi colleghi britannici lo hanno premiato con 11 nomination e 7 vittorie agli eventi della British Society of Cinematographers (BSC). Tra gli innumerevoli riconoscimenti della sua carriera, ricordiamo anche due Independent Spirit Awards, numerosi Critic’s Awards e il Career Achievement Award del National Board of Review. Nel 2020 insieme alla moglie e collaboratrice James Ellis Deakins hanno dato vita a un podcast chiamato Team Deakins dedicato al mondo del cinema. Byways (2021) è la prima monografia di Roger Deakins. A febbraio 2022 è stato nominato cavaliere dal principe Carlo per gli straordinari servizi resi al cinema.

Smoking Break, Germany, 2007 © Roger A Deakins

Smoking Break, Germany, 2007 © Roger A Deakins

Sheepdog and cow, Beaford, 1971 © Roger A Deakins

Sheepdog and cow, Beaford, 1971 © Roger A Deakins

Judi's chair, Scotland, 2012 © Roger A Deakins

Judi's chair, Scotland, 2012 © Roger A Deakins

Recruiting Booth, Devon County Show, Whipton, 1972 © Roger A Deakins

Recruiting Booth, Devon County Show, Whipton, 1972 © Roger A Deakins

The Joy of Flight, Teignmouth, 2000 © Roger A Deakins

The Joy of Flight, Teignmouth, 2000 © Roger A Deakins

Couple with ice creams, Weston Super Mare, 2000 © Roger A Deakins

Couple with ice creams, Weston Super Mare, 2000 © Roger A Deakins

The Standoff, Paignton, 2015 © Roger A Deakins

The Standoff, Paignton, 2015 © Roger A Deakins

Looking for Summer, Weston Super Mare, 2004 © Roger A Deakins

Looking for Summer, Weston Super Mare, 2004 © Roger A Deakins

The Kraken, London, Nov. 2021 © Roger A Deakins

The Kraken, London, Nov. 2021 © Roger A Deakins

The Poser, Goodrington, 2021 © Roger A Deakins

The Poser, Goodrington, 2021 © Roger A Deakins


Rassegna IC highlight

Rassegna IC highlight Rassegna IC highlight

In occasione delle ultime settimane di apertura della mostra, Fondazione MAST presenta la rassegna cinematografica IMAGE CAPITAL in collaborazione con Cineteca di Bologna.
Un ciclo di film e documentari che approfondiscono i temi al centro del progetto di Armin Linke e Estelle Blaschke, tra nuove tecnologie, scienza e fotografia.


Talk / Georg Vrachliotis

Vrachliotis

Vrachliotis Vrachliotis
mercoledì 09 novembre 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
TALK
GEORG VRACHLIOTIS 
DALL'IMMAGINE PERDUTA A UNA NUOVA VISIONE

Introduce Francesco Zanot


La tecnologia cambia il modo in cui vediamo il mondo. La visione artificiale ha ridefinito le nostre tecniche culturali di osservazione, misurazione, calcolo e modellazione dei dati e il loro stesso significato. Le immagini sono diventate uno strumento di integrazione che coniuga modelli, media e metodi differenti nell’ambito di diverse discipline e industrie, il che solleva ulteriori questioni ai confini tra design e società. 

La presentazione si concentrerà sulle nuove modalità di visione nell'era dei dati. In particolare, Georg Vrachliotis – docente di Teoria dell'architettura e cultura digitale della Delft University of Technology (TU Delft), uno dei più prestigiosi enti di ricerca al mondo – racconterà la sua collaborazione con Armin Linke e Estelle Blaschke all’interno della ricerca sugli usi dell'intelligenza artificiale nella produzione e nell’architettura basate sui dati. Insieme hanno visitato e documentato l'azienda olandese Ter Laak che coltiva più di otto milioni di orchidee all'anno utilizzando la robotica e l'analisi dei big data fotografici. Descriverà il contesto in cui è stata realizzata la fotografia dell'orchidea presente nella mostra Image Capital, "il making of" come esperimento di creazione di immagini tecniche nell'arte e nel design.



Armin Linke nel laboratorio di visione artificiale dell'azienda Ter Laak Orchids, Paesi Bassi, 2021. Foto: Georg Vrachliotis



Georg Vrachliotis è professore ordinario di Teoria dell'architettura e cultura digitale nel Dipartimento di Architettura della Delft University of Technology (TU Delft). Dal 2016 è stato preside della facoltà di architettura del Karlsruher Institut für Technologie (KIT) e titolare della cattedra di Teoria dell'architettura (2014-2020). In precedenza ha condotto ricerche presso l'Istituto per la storia e la teoria dell'architettura dell'ETH di Zurigo. Vrachliotis è membro del comitato consultivo accademico del Jaap Bakema Study Center presso The Het Nieuwe Instituut, Museum for Architecture, Design and Digital Culture di Rotterdam. É autore e coeditore di diversi libri sulla storia e la teoria della cultura digitale in architettura, come Complexity. Design Strategy and World View (2008), Simulation. Presentation Technique and Cognitive Tool (2008), e Patterns. Ornament, Structure and Behaviour (2009). Recentemente ha pubblicato The New Technological Condition. Architecture and Design in the Age of Cybernetics (2022). Georg Vrachliotis ha inoltre curato sette mostre, la più recente delle quali è stata Models, Media and Methods. Frei Otto’s Architectural Research presso la Scuola di Architettura dell'Università di Yale (2020).


Alla consegna delle cuffie per la traduzione simultanea verrà richiesto un documento d'identità.

INGRESSO GRATUITO SU PRENOTAZIONE


Dandini 2022

Dandini Dandini
giovedì 10 novembre 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
PRESENTAZIONE EDITORIALE
SERENA DANDINI
CRONACHE DAL PARADISO

Dialogano con l’autrice Silvia Avallone e Giorgio Forni

In collaborazione con Coop Alleanza 3.0


Cronache dal paradiso (Einaudi) è un romanzo pieno di fascino, romantico, avventuroso, ironico in cui la storia personale dell'autrice si intreccia con quella di donne e uomini che hanno inseguito un sogno, un luogo perfetto, un istante irripetibile, o anche solo una nostalgia, fino all'ossessione.

Un cespuglio di ortensie cui la nonna riusciva a conferire un colore particolare: a quest'immagine Serena Dandini ha sempre associato la sua idea di Paradiso Terrestre. Forse perché quella sfumatura di azzurro, nonostante gli sforzi, non è mai riuscita a ricrearla. Ogni popolo e ogni religione ha il suo mitico Eden. Nel Medioevo gli occidentali erano convinti si trovasse in Estremo Oriente; gli orientali nel Nordovest dell'Europa. In effetti tutti noi abbiamo un po' la convinzione che, se una cosa è desiderabile, debba per forza essere lontana, sfuggente. Quando invece, magari, è a portata di mano.
La memoria dell'infanzia, trascorsa in una casa di campagna, è il filo rosso con cui Serena Dandini ci conduce nelle vite di personaggi, famosi o misconosciuti, che sono partiti per viaggi straordinari, a volte fisici, a volte soltanto mentali, guidati dall'aspirazione all'assoluto. Visiteremo cosí giardini fantastici. Ci stupiremo davanti all'incredibile avventura della botanica Jeanne Baret, che travestita da uomo compie il giro del mondo con la spedizione dell'ammiraglio de Bouganville. Guarderemo il vecchio Claude Monet, ormai quasi cieco, dipingere senza sosta le ninfee della sua villa di Givergny, deciso a portare a termine il suo ultimo capolavoro nonostante le truppe tedesche siano alle porte di Parigi. Scopriremo tramite Agatha Christie «il lato oscuro delle piante». Accompagneremo Vladimir Nabokov mentre caccia farfalle con il suo retino e Margaret Ursula Mee nella giungla amazzonica, sulle tracce del fiore di luna, che sboccia una volta sola l'anno, di notte, per svanire all'alba. Ci addentreremo nelle «utopie» di architetti, profumieri, amanti della musica. E torneremo infine nel Paradiso Perduto dell'autrice, a tirar le somme fra momenti dolorosi, bellissimi, struggenti.
 

Serena Dandini è autrice, conduttrice televisiva e scrittrice. Tra i suoi libri, tutti best seller, Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini (Rizzoli 2011), Ferite a morte (con Maura Misiti, Rizzoli 2013), Avremo sempre Parigi. Passeggiate sentimentali in disordine alfabetico (Rizzoli 2016), Il catalogo delle donne valorose (Mondadori 2018). Per Einaudi ha pubblicato La vasca del Führer (2020 e 2022).
 

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Linke Zanot

Linke Zanot Linke Zanot
sabato 05 novembre 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
TALK
FRANCESCO ZANOT DIALOGA CON ARMIN LINKE

Armin Linke combina fotografia e video per la realizzazione di progetti che investigano l’ambiente in cui abitiamo attraverso le sue relazioni con la tecnologia, la natura, la storia, l’economia e la politica. Il suo lavoro unisce pratica artistica e indagine scientifica in un processo che coinvolge spesso, al fianco dell’artista, network appositamente formati di studiosi e specialisti. 
In questo dialogo con Francesco Zanot, Linke ripercorrerà la sua carriera evidenziando la continuità di questi elementi caratterizzanti, fino ad approfondire la genesi e i passaggi fondamentali che hanno portato alla realizzazione di IMAGE CAPITAL, in cui la fotografia è insieme linguaggio artistico, strumento di indagine e soggetto principale.


Armin Linke (Milano, 1966) è un artista che lavora con la fotografia. I suoi processi esplorano il mezzo fotografico, le sue tecnologie, i suoi meccanismi narrativi e i suoi legami con le strutture sociopolitiche. L’opera di Linke indaga il modo in cui gli esseri umani (ri)disegnano e utilizzano lo spazio e il tempo in quanto forme sociali, evidenziando questioni/riflessioni sulla progettazione del futuro, le intersezioni e le interdipendenze latenti nell’ambito delle pratiche progettuali collettive e il mutamento degli enti di responsabilità.
La pratica espositiva di Linke consiste nella creazione di scenari performativi in cui convergono voci e metodi diversi. 
Linke è stato ricercatore associato al MIT Visual Arts Program, guest professor allo IUAV di Venezia e docente di fotografia all’Università di arti e design di Karlsruhe. Attualmente è guest professor all’ISIA di Urbino, artista in residenza al Kunsthistorisches Institut in Florenz e guest artist al CERN di Ginevra.

Francesco Zanot è un curatore, saggista e docente specializzato in fotografia. Curatore di Camera – Centro Italiano di Fotografia, Torino, dal 2015 al 2017, ha realizzato mostre e libri di artisti come Boris Mikhailov (Diary, Walther König, Colonia), Carlo Mollino (L’occhio magico, Silvana Editoriale, Milano), Francesco Jodice (Panorama, Mousse, Milano), Takashi Homma (Widows, Fantombooks, Milano), Erik Kessels (The Many Lives, Aperture, New York), Luigi Ghirri (Kodachrome, MACK, Londra). Suoi saggi sono pubblicati sulle monografie di numerosi fotografi e insieme ad Alec Soth è autore del libro Ping Pong Conversations (Contrasto, Roma). Direttore del Master in Photography and Visual Design di NABA, Milano, ha tenuto conferenze e seminari in istituzioni di tutto il mondo, tra cui la Columbia University a New York, ECAL a Losanna, UPV a Valencia, IUAV a Venezia. Associate editor di Fantom, ha curato le mostre inaugurali Give Me Yesterday e Stefano Graziani: Questioning Pictures alla Fondazione Prada Osservatorio di Milano. Attualmente è direttore artistico della Biennale Foto/Industria organizzata da Fondazione MAST, Bologna.

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Talk / Linke Zanot

TALK / Livio De Luca / Costanza Caraffa

TALK / Luciano Floridi

Livio De Luca / Costanza Caraffa

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giovedì 20 ottobre 2022
ORE 18.30
MAST.Auditorium
TALK
LIVIO DE LUCA / COSTANZA CARAFFA
UNA CATTEDRALE D'IMMAGINI DIGITALI / SISTEMI DI VALORE. FOTOGRAFIE, OGGETTI, ARCHIVI, BENI CULTURALI
Modera Armin Linke

La ricerca sul patrimonio culturale usa il confronto tra oggetti materiali e studi multidisciplinari per produrre una conoscenza collettiva. Nell'era digitale si privilegia l'analisi e l'interpretazione condivisa di eventi, oggetti e fenomeni che mettono insieme una nuova generazione di dati per la creazione di nuove risorse scientifiche e culturali – il nostro patrimonio di domani. 
 

Basandosi su un approccio pionieristico di "modellazione computazionale e digitalizzazione in ambito culturale", Livio De Luca presenta il progetto di ricerca n-Dame_Heritage, che introduce un nuovo campo – un territorio di dati multidisciplinari e multidimensionali nati in digitale – come materia prima per studiare i meccanismi di produzione della conoscenza nel patrimonio culturale. Il progetto si avvale dell'eccezionale quadro sperimentale del cantiere scientifico di Notre-Dame de Paris (che oggi coinvolge 175 ricercatori provenienti da discipline come l'archeologia, l'antropologia, l'architettura, la storia, la chimica, la fisica e l'informatica) per costruire un corpus emblematico di dati digitali sulle pratiche di studio nella scienza del patrimonio.

Da parte sua, Costanza Caraffa si interroga sui sistemi di valore che plasmano la vita delle fotografie e le pratiche di lavoro negli archivi fotografici dedicati ai beni culturali. Le fotografie che circolano e producono valore nell'"economia visiva" della storia dell'arte sono a prima vista masse di copie multiple anonime e insignificanti. Fin dalla metà del XIX secolo, vengono accumulate in archivi fotografici spesso ben ordinati, catalogati e talvolta anche digitalizzati. Spostando l'attenzione dal contenuto visivo alla materialità degli oggetti fotografici e ai loro diversi habitat, l’approccio dell’autrice contesta le tradizionali gerarchie di valori (di mercato e museali) basate su unicità e autorialità. 

 

Architetto, PhD in Ingegneria, HDR (Habilitation) in Informatica, Livio De Luca è direttore di ricerca al CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique, il CNR francese) e direttore dell'unità CNRS/MC-MAP (Modelli e simulazioni per l'architettura e il patrimonio culturale). Co-presidente del congresso internazionale UNESCO/IEEE/EG Digital Heritage, le sue attività di ricerca si concentrano sul rilievo, la modellazione geometrica e l'arricchimento semantico delle rappresentazioni digitali di oggetti del patrimonio culturale. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Pierre Bézier (Fondazione Arts et Métiers), la Medaglia per la Ricerca e la Tecnologia (Accademia Francese di Architettura) e la Medaglia dell'Innovazione del CNRS. Dal 2019 è coordinatore del gruppo di lavoro "dati digitali" del cantiere scientifico CNRS/Ministero della Cultura per il restauro di Notre-Dame de Paris. 

Costanza Caraffa (PhD) dirige dal 2006 la Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut ed è impegnata nell’attuale dibattito internazionale e transdisciplinare sul ruolo degli archivi fotografici nella ricerca e nelle società contemporanee. Ha lanciato nel 2009 la serie di convegni “Photo Archives” giunta recentemente alla ottava edizione con Photo Archives VIII. The Digital Photo Archive. Theories, Practices and Rhetoric (Basilea 2022). Ha curato o co-curato fra l’altro Photo-Objects. On the Materiality of Photographs and Photo Archives in the Humanities and Sciences (Berlin 2019) e On Alinari. Archive in Transition (Milano 2021). 


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Spettacolo teatrale / The Pixelated Revolution

Highlight Future Film Kids 2022

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Future Film Kids, la rassegna cinematografica per bambini e ragazzi che coinvolge grandi e piccoli nella visione di film rari e capolavori, al MAST dal 16 ottobre 2022 al 6 gennaio 2023 in occasione dei Family Tour Day ma aperto a tutti i visitatori, su prenotazione.

Luciano Floridi

Luciano Floridi Luciano Floridi
sabato 15 ottobre 2022
ORE 21
MAST.Auditorium
TALK

LUCIANO FLORIDI
DEMOCRAZIA DIGITALE?

Introduce Giacomo Bottos

Nell'ambito del festival "Dialoghi di Pandora Rivista" 2022: Democrazia in crisi? Efficacia, fragilità, spiragli

In collaborazione con Pandora Rivista


Luciano Floridi parte da un famoso scritto del 1952 di Adriano Olivetti, intitolato “Democrazia senza Partiti”, per analizzare la natura della democrazia, il problema della democrazia rappresentativa, e come una democrazia possa rigenerarsi attraverso un ripensamento sia della politica sia del ruolo dei partiti in una società dell’informazione come l’Italia.


Luciano Floridi è professore ordinario di Filosofia ed Etica dell’informazione all’Università di Oxford e Chairman del Data Ethics Group dell’Alan Turing Institute e professore ordinario di sociologia della cultura e della comunicazione all’Alma Mater Università di Bologna, dove dirige il Centre for Digital Ethics. Le sue aree di competenza spaziano dall’etica digitale alla filosofia dell’informazione, alla filosofia della tecnologia. Tra i suoi libri ricordiamo: “Etica dell’intelligenza artificiale. Sviluppi, opportunità, sfide” (2022); “L’intelligenza artificiale. L'uso delle nuove macchine” con Federico Cabitza (2021); “Il verde e il blu. Idee ingenue per migliorare la politica” (2020); “Pensare l’infosfera. La filosofia come design concettuale (2020)” e “La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo” (2017), insignito del J. Ong Award.


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Astro Boy

domenica 04 dicembre 2022
ORE 17
MAST.Auditorium

Astro Boy

David Bowers, USA, 2009, 93’
Nel futuro, dopo che la Terra è stata completamente inquinata da scarti e rifiuti degli umani, la città giapponese e immaginaria di Metro-city si distacca dal suolo diventando una metropoli volante, grazie anche all’aiuto del geniale dottor Tenma e dei suoi avanzatissimi robot lavoratori. La storia è quella di un giovane robot con un incredibile potere, creato da Tenma, secondo le caratteristiche fisiche e cerebrali di suo figlio Tobio, morto in un incidente stradale. Astro Boy è alimentato da energia blu, è dotato di una super forza e di vista ai raggi X, ha un'incredibile velocità ed è capace di volare. Un giorno il robot partirà per un viaggio alla scoperta del Pianeta Terra, per scoprire i suoi poteri. Qui imparerà le gioie e le emozioni dell'essere umano. Quando la sua famiglia ed i suoi amici sono in pericolo, Astro Boy utilizzerà tutti i suoi poteri per tornare a Metro City e salvare tutto ciò a cui tiene. Tratto dal manga del 1951del maestro giapponese Osamu Tezuka, il film narra di un moderno Pinocchio, un racconto contro le guerre e i poteri forti, per una uguaglianza tra tutti (anche tra esseri umani e robot).

Bumblebee

domenica 08 gennaio 2023
ORE 17
MAST.Auditorium

Bumblebee

Travis Knight, USA, 2018, 114’
Il film, che segue la storia dei precedenti Transformers, è ambientato nel 1987 quando, in fuga dal pianeta Cybertron dove impera la guerra con i Decepticon, Bumblebee trova rifugio in una discarica di una piccola città balneare della California. Charlie, una ragazza alla soglia dei 18 anni e alla ricerca del suo posto nel mondo, scopre Bumblebee sfregiato dalle battaglie e inutilizzabile, ma ancora sotto forma di un grazioso Maggiolino giallo. Decide di portarlo nel suo garage, senza sapere che in realtà si tratta di un robot alieno. Quando Bumblebee si rivela, tra loro nasce un'inaspettata amicizia che sarà messa a dura prova. Il legame con gli anni Ottanta richiama direttamente i Transformers così come li abbiamo conosciuti all'epoca: con la serie animata e con i giocattoli. Il giovante regista del film, fondatore della Laika, regista di Kubo e la spada magica e vicino a un cinema di pupazzi, riesce a dare al robot un aspetto davvero intrigante e vero.
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Il gigante di ferro

domenica 11 dicembre 2022
ORE 17
MAST.Auditorium

Il gigante di ferro

Brad Bird, USA, 1999, 86’
Ambientato nella cittadina immaginaria di Rockwell, durante la Guerra Fredda, il film racconta di Hogarth, un ragazzino appassionato di fumetti e fantascienza che stringe amicizia con un robot enorme di metallo precipitato dallo spazio. Il gigante del ferro si comporta come un bambino e non ha idea della sua natura né dei suoi poteri (quando si sente minacciato entra in modalità aggressiva e sfodera un arsenale di armi). Hogarth sa perfettamente che il mondo che lo circonda non è pronto ad accogliere il suo strano amico, e perciò fa di tutto per tenerlo al sicuro da occhi indiscreti. Una storia di amicizia e di rispetto verso il diverso, anche quando quest’ultimo sembra essere un robot davvero pericoloso. Un vero e proprio cult dell’animazione disegnata, dall’autore de “Gli Incredibili” e “Ratatouille”.
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I Robinson, una famiglia spaziale

domenica 25 dicembre 2022
ORE 17
MAST.Auditorium

I Robinson, una famiglia spaziale

Stephen J. Anderson, USA, 2007, 102’
Lewis è un ragazzino di dodici anni con un grande talento per le invenzioni e un sogno nel cassetto: trovare una famiglia speciale. Sfortunatamente nessuna delle coppie in visita all’orfanotrofio dove risiede lo vuole scegliere: tutti sono sconvolti dalle sue strane invenzioni e i suoi incredibili pasticci. Lewis non si scoraggia e con il suo straordinario ingegno riesce a progettare un eccezionale dispositivo in grado di aiutarlo a ritrovare la sua vera madre. Purtroppo però l’avveniristico marchingegno viene rubato durante la Fiera della Scienza scolastica. Proprio quando sta per perdere le speranze, ecco apparire dal nulla Wilbur Robinson, un ragazzino come lui che lo trascina con sé nel… futuro! Nel 2037 tutto è possibile: incontrare rane hip-hop, cani con occhiali da sole e dinosauri con cui scambiare quattro chiacchiere. Lewis e Wilbur dovranno addirittura salvare il mondo, assieme. Il film è tratto dal romanzo "A day with Wilbur Robinson", di William Joyce.
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Planet 51

venerdì 06 gennaio 2023
ORE 17.30
MAST.Auditorium

Planet 51

Jorge Blanco, Spagna, 2009, 91’
La storia ha per protagonista Lem, un giovane alieno (ai nostri occhi) con la pelle verde, che vive sul Pianeta 51 in una piccola e tranquilla cittadina con le strade pulite, i prati verdi e curati e le staccionate bianche. L’ambiente è un distopico mondo Americano anni Cinquanta. Le giornate di Lem passano tranquille e spensierate, con il sogno di diventare direttore del planetario cittadino e conquistare la bella Neera, la classica ragazza della porta accanto. Ma a rompere questa quotidianità ci penserà il capitano Charles "Chuck" Baker, astronauta proveniente dalla terra che corona il suo sogno di essere il primo umano a mettere piede su un nuovo e inesplorato pianeta. Ma questo solo secondo le sue idee. Perchè nella realtà Baker atterra nel giardino di Neera e si imbatte subito negli abitanti del Pianeta 51. Preso dal panico, il capitano scappa via a nascondersi nel planetario in cui lavora Lem, dove quest’ultimo cercherà di aiutarlo a raggiungere la nave-appoggio per non perdere la "coincidenza" per il Pianeta Terra. L’alieno, in questo film, è l’essere umano, che imparerà dagli abitanti di Pianeta 51 molte cose, compreso il rispetto per l’altro da sé e la tutela dell’ambiente.

Robots

domenica 13 novembre 2022
ORE 17
MAST.Auditorium

Robots

Chris Wedge e Carlos Saldanha, USA, 2005, 85’
Rodney Copperbottom è un giovane robot cresciuto in una cittadina nota come Rivet Town, in una famiglia non esattamente in buone condizioni economiche, tanto che per i suoi “pezzi di crescita” è costretto ad usare quelli dismessi dai cugini più grandi. Rodney nutre la speranza di diventare un inventore, sia per mostrare il suo talento, sia per aiutare il padre nel ristorante in cui lavora come lavapiatti. Perciò, armato solo del suo speciale talento inventivo, Rodney decide di trasferirsi a Robot City, dove spera di incontrare il suo idolo, Bigweld, geniale inventore e fondatore delle omonime industrie.  L'arrivo in città è piuttosto duro, poiché le Bigweld non lo accettano e anzi lo cacciano in malo modo. Rodney però in città conosce i Rusties, un gruppo di robot di strada, composti da Fender, Crank, Diesel e Piper; grazie a loro, Rodney viene ospitato dalla signora Fanny assieme agli altri robot senza fissa dimora.

Ron, un amico fuori programma

domenica 18 dicembre 2022
ORE 17
MAST.Auditorium

Ron, un amico fuori programma

Jean-Philippe Vine e Sarah Smith, USA, 2011, 106’
Quando Barney, un ragazzo di undici anni, riceve in regalo dal padre il suo B*bot, di nome Ron, è felicissimo, ma il suo entusiasmo si spegne nel momento in cui accende il dispositivo: scopre, infatti, che il suo robot non funziona come dovrebbe. Il dispositivo dovrebbe camminare, parlare e connettersi ai social, simulando un "migliore amico" per il giovane dal carattere un po' timido e solitario, ma i malfunzionamenti di Ron inizialmente sembrano scoraggiarlo e metterlo talvolta in imbarazzo. Proprio questo nuovo amico "fuori programma", però, permetterà a Barney di scoprire la vera amicizia.
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TRON: Legacy

domenica 01 gennaio 2023
ORE 17
MAST.Auditorium

TRON: Legacy

Joseph Kosinski, USA, 2010, 125’
Il protagonista della storia è Sam, figlio del celebre creatore di videogiochi Kevin (protagonista del primo film TRON) scomparso in circostanze misteriose nel 1989. Nonostante sia triste per la sparizione di suo padre, il ragazzo si mostra molto scettico quando Alan Bradley lo informa di aver ricevuto una misteriosa telefonata sul vecchio cercapersone di Kevin. Essendo un abile programmatore di computer, Sam decide di indagare e si reca nell’ufficio di suo padre, ormai da tempo abbandonato. Il giovane scopre l’esistenza di un laboratorio segreto ma non può comunicarlo ad Alan poiché, attivando accidentalmente un laser, si smaterializza all’interno di un mondo digitale. Gli abitanti de ‘la Rete’ lo catturano, identificandolo come intruso, e gli assegnano un disco che contiene tutti i dati e le informazioni sulla sua identità.
Grazie all’intervento della ribelle Quorra, Sam riesce a scappare da questo mondo e a riabbracciare il padre. Per poter tornare nel mondo reale, tuttavia, padre e figlio devono rintracciare i membri della resistenza e sottrarsi alla minaccia de ‘la Rete’.
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Wall-e

domenica 27 novembre 2022
ORE 17
MAST.Auditorium

Wall-e

Andrew Stanton, USA, 2008, 98’
Nel 2105 il livello di inquinamento del pianeta Terra è altissimo, con la superficie terrestre ormai completamente ricoperta di immondizia. La Buy n Large Corporation ha costruito una flotta di grosse navi spaziali, la cui ammiraglia è la Axiom, sulla quale l'intera umanità si è imbarcata per una crociera di cinque anni allo scopo di sopravvivere, mentre sulla Terra un esercito di robot chiamati "WALL•E” avrebbe dovuto ripulire il Pianeta. Ma qualcosa va storto e l’umanità non riesce a tornare indietro. Nel 2805 Wall-e è l'ultimo robot rimasto sulla terra; gli esseri umani si sono dimenticati di spegnerlo, e lui da 700 anni continua a fare quello per cui è stato costruito: comprimere e ammassare rifiuti.  A rompere questa vita noiosa, un giorno scende dal cielo un razzo che deposita sul pianeta un robot molto particolare, di genere femminile, con un livello tecnologico molto superiore: può infatti volare e registrare immagini, è dotata di una discreta capacità di parola ed è armata con una potente arma. Il film nel 2009 vince l’Oscar per il miglior film d’animazione, il Golden Globe e il BAFTA.

Spy Kids

domenica 06 novembre 2022
ORE 17
MAST.Auditorium

Spy Kids

Robert Rodriguez, USA, 2001, 88’
Il film di fantaspionaggio è il primo del genere rivolto ad un pubblico di ragazzi. Ingrid e Gregorio, due agenti segreti tra i migliori al mondo, si sono conosciuti durante una missione. Si sono innamorati, ed hanno deciso di interrompere la loro attività. Hanno poi avuto due figli, Carmen e Juni, che sono in perenne conflitto tra loro, all’oscuro del fatto che i genitori fossero stati agenti di spionaggio. Improvvisamente, i due agenti vengono richiamati in azione, poiché parecchie spie della loro organizzazione stanno misteriosamente scomparendo. Il responsabile di questo è Floop, ideatore di un popolarissimo programma TV per ragazzi, che rapisce gli agenti per ottenere informazioni su un dispositivo ad alta tecnologia chiamato "terzo cervello". Ben presto i due ex agenti vengono fatti prigionieri da Floop e dal suo collaboratore Mammolo, e solo Carmen e Juni potranno aiutarli.

Big Hero 6

domenica 30 ottobre 2022
ORE 17
MAST.Auditorium

Big Hero 6

Don Hall e Chris Williams, USA, 2014, 102’
Hiro è un ragazzino di quattordici anni estremamente intelligente per la sua età, che vive nella tecnologica San Fransokyo, una città immaginaria che è a metà tra San Francisco e Tokyo. Una notte partecipa a un incontro di duelli clandestini tra robot e vince una grossa somma di denaro. Dopo la vittoria, però, alcuni giocatori, capitanati da Yama, il campione locale, decidono di impartirgli una lezione. Hiro riesce a fuggire con l'aiuto del fratello maggiore Tadashi. Il fratello infine gli mostra il robot Baymax, progettato per dare ogni tipo di assistenza medica e sanitaria registrata all'interno del suo chip medico. Da qui nasce una profonda amicizia. Un giorno Hiro, che creava dei microbot che funzionano con il potere neuronale di chi indossa il trasmettitore, ne trova uno ancora attivo e, a detta sua, difettoso. Baymax però nota che il microbot si muove verso una direzione precisa e va ad indagare. Alla fine i due arrivano all'interno di un capannone abbandonato e scoprono che qualcuno sta producendo una serie massiccia dei suoi microbot per motivi ignoti.

Lilo & Stitch

domenica 23 ottobre 2022
ORE 17
MAST.Auditorium

Lilo & Stitch

Chris Sanders e Dean De Blois, USA, 2002, 82’
Il dottor Jumba Jookiba è stato messo sotto processo dalla Federazione Galattica per "sperimentazione genetica illegale", un reato la cui prova è l'Esperimento 626, una creatura molto aggressiva, quasi indistruttibile e con grandi capacità di apprendimento. L'Esperimento 626 deve essere dunque esiliato su un asteroide deserto. Durante il trasporto sulla nave del capitano Gantu, 626 riesce a fuggire e dopo mille peripezie, sbarca sul pianeta Terra. Nel frattempo, sull'isola di Kauai, una bimba di nome Lilo, che non ha veri amici, perché viene sempre derisa dalle sue compagne di classe, viene portata dalla sorella maggiore al canile, dove Lilo si innamora di uno "strano cane", in realtà l'Esperimento 626. Lilo dà a 626 il nome di Stitch e lo mostra agli abitanti dell'isola.

Jimmy Neutron – Ragazzo prodigio

domenica 16 ottobre 2022
ORE 17
MAST.Auditorium

Jimmy Neutron – Ragazzo prodigio

John A. Davis, USA, 2001, 82’
Jimmy Neutron è un ragazzo prodigio che passa intere giornate nel suo laboratorio a progettare curiosi gadget che però non sempre funzionano come dovrebbero. I suoi migliori amici sono Carl Wheezer, un ragazzo sovrappeso, timido e asmatico, Sheen Juarrera Estevez, ragazzo nerd appassionato dell'immaginario supereroe Ultra Lord, e Goddard, cane robot da lui costruito.  Nella città dove vive il piccolo Jimmy presto verrà inaugurato un rivoluzionario luna park conosciuto con il nome di Retroland. Quando mamma e papà gli vietano di partecipare alla festa e andare al parco giochi, Jimmy trasgredisce alle regole e va comunque a Retroland. Ma al suo ritorno a casa niente è più come prima: tutti gli abitanti sono infatti stati rapiti da una razza di extraterrestri e toccherà a lui il compito di salvarli.

Franco Farinelli

Franco Farinelli Franco Farinelli
giovedì 06 ottobre 2022
ORE 18.30
MAST.Auditorium
TALK
FRANCO FARINELLI
LA MAPPA E LA FOTOGRAFIA: UNA STORIA MOLTO FIORENTINA

Introduce Francesco Zanot, curatore della mostra

 

Esiste un rapporto, testimoniato dall'attuale materiale assetto della faccia della Terra tra cartografia e fotografia, che passa attraverso il "cuore di tenebra" dell'intera modernità, la sua effettiva camera oscura: come mostra in maniera esemplare la storia dell'immagine terrestre nei secoli che precedono l'attuale globalizzazione.

 

Franco Farinelli ha insegnato geografia alle Università di Ginevra, Los Angeles (UCLA), Berkeley (UCB) e alla Sorbona di Parigi. È stato inoltre professore ordinario di geografia e direttore del Dipartimento di Scienze della comunicazione presso l'Università di Bologna. É professore emerito dell'ateneo bolognese.
Nei suoi studi si è occupato di geografia culturale e della comunicazione analizzando i sistemi di rappresentazione spaziale per decifrare il nesso tra sapere e potere stratificato nelle elaborazioni cartografiche. Tra i suoi libri: Geografia. Un’introduzione ai modelli del mondo e Crisi della ragione cartografica, entrambi per Einaudi. Ha curato la nuova edizione del Viaggio alle regioni equinoziali del Nuovo Continente di A. von Humboldt (Quodlibet/Humboldt, 2014).


TALK / Franco Farinelli

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Immagini:

 


The Pixelated Revolution

The pixelated Revolution The pixelated Revolution
martedì 11 ottobre 2022
ORE 21
MAST.Auditorium
SPETTACOLO TEATRALE
THE PIXELATED REVOLUTION
UNA CONFERENZA NON ACCADEMICA

Ideato, diretto e interpretato da Rabih Mroué
Produzione: Berlin Documentary Forum – HKW/ Berlin, dOCUMENTA 13 Kassel, Spalding Gray Award 2010 (Performing Space 122, New York), The Andy Warhol Museum Pittsburg, On the Boards Seattle, Walker art Center Minneapolis

Sovratitoli a cura di Laura Bevione per il Festival delle Colline Torinesi

In collaborazione con ERT Emilia Romagna Teatro nell’ambito di VIE Festival


Siria, 2011. Per strada, sotto gli occhi del mondo intero, cadono gli uomini che filmano la propria morte. Immagini di una rivoluzione. Rivoluzione dell’immagine.

A migliaia, armati di macchina fotografica o di cellulare, migliaia di manifestanti pacifici contrari al regime soffocante di Bashar Al-Assad, irrompono nelle strade. Nel caos, al volo, registrano l’evento stesso che stanno creando. In un attimo queste immagini mozzafiato appaiono su Internet, poi si diffondono in maniera massiccia, rivelando al mondo intero i tumulti della resistenza politica oltre che digitale. Poi la situazione si aggrava, la violenza si dispiega, si decuplica e le immagini diventano insopportabili. Nel mirino dei cecchini cadono gli uomini che, fino all’ultimo momento, filmano la propria morte.

Solo di fronte a noi, oscillando tra la gravità e il sorprendentemente ludico, l’irrequieto creatore libanese Rabih Mroué analizza e interroga le immagini travagliate della rivoluzione siriana e i meccanismi della loro produzione e si interroga sul ruolo che hanno foto e video dei nostri cellulari nella documentazione della storia contemporanea.
Mroué si lascia ispirare dalla visione di un video che mostra un uomo siriano filmare una scena con il suo telefono mentre il fuoco dei cecchini riecheggia di sfondo. Il video è traballante e sembra essere alla ricerca di qualcuno. Quando l’inquadratura si ferma su un cecchino, il siriano continua la ripresa, anche se il cecchino prende la mira e gli spara. Non ha mai cercato di correre. Perché? “Perché”, dice Mroué, “…l’occhio vede più di quanto non sia in grado di interpretare. Forse non capisce che è testimone della propria morte”. ”Sono molti i girati da telefono su scene di gravi ferimenti e morti come se la morte accada solo fuori dal video, come se fosse l’unico veicolo per mostrare la rivoluzione agli occhi del mondo”.
Mroué definisce la rivoluzione siriana “una guerra contro l’immagine”, contrapponendo i vecchi metodi del regime di Assad (torture e soppressioni medievali), ai moderni approcci digitali e wireless dei manifestanti. Riflette inoltre sul rapporto tra l’atto di documentazione del “qui e ora” con la morte, e il modo in cui la stessa viene percepita dal resto del mondo che osserva. Spostandosi tra le arti visive, il teatro e la storia, l’artista libanese offre prospettive alternative su alcuni avvenimenti (un tempo troppo lontani per essere capiti o troppo vicini per essere considerati), offrendo allo spettatore un dibattito avvincente nell’estetica della violenza. E non mancando di emozionarlo. 


Nato a Beirut nel 1967, Rabih Mroué ha sviluppato una pratica artistica versatile in cui assume, spesso contemporaneamente, le funzioni di attore, regista e drammaturgo, con una folgorante capacità di fotografare il contemporaneo. Radicato nel teatro, il suo lavoro artistico comprende video, installazioni, fotografia, scrittura e scultura.
Dal 1990 ha sviluppato, da solo o in tandem con la sua collega artistica Lina Majdalanie, straordinarie performance che confondono i confini tra le discipline in una fusione poetica di teatro, installazioni, performance art e video. Presentano opere che riflettono direttamente le realtà sociali e politiche del loro paese, mentre approfondiscono le questioni e le contraddizioni alla base della società libanese. In un'inaspettata mescolanza di documentario e finzione, in particolare con pezzi di lezione-spettacolo non classificabili come Make Me Stop Smoking (2006) o The Inhabitants of Images (2008), trasformano la realtà in narrativa. Artista iconoclasta le cui opere mettono costantemente in discussione i limiti della rappresentazione, Rabih Mroué pone l'umanità al centro del suo lavoro.
 

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Immagini intelligenti

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A partire dal momento della sua nascita, la fotografia è penetrata progressivamente in ogni ambito della società, infiltrandosi nella scienza, nell’arte, nella politica, nella comunicazione e nell’informazione, così come in ogni genere di commercio e industria.
Nel corso di circa due secoli, questo medium è diventato un dispositivo fondamentale per la nostra relazione visiva con il mondo.
Image Capital racconta una storia della fotografia diversa: quella dei suoi innumerevoli utilizzi pratici e della sua funzione come tecnologia dell’informazione.
La fotografia viene qui investigata come sistema di creazione, elaborazione, archiviazione, protezione e scambio di informazioni visive all’interno di differenti tipologie di processi di produzione, in particolare in ambito scientifico, culturale e industriale. È così che, dentro questo circuito, le immagini fotografiche assumono un peculiare valore descrivibile come una vera e propria forma di capitale, per cui il loro possesso corrisponde all’acquisizione di un autentico vantaggio strategico.
La spinta all’utilizzo della fotografia come tecnologia dell’informazione è avvenuta intorno alla metà del secolo scorso, quando i processi gestionali e amministrativi di aziende e istituzioni si stavano espandendo e necessitavano di essere ottimizzati. Molto prima dell’odierna società dell’informazione, le organizzazioni basate sul modello capitalista dipendevano fortemente dai sistemi di comunicazione e di accesso alle informazioni, che grazie alla fotografia sono migliorati esponenzialmente fino a consentire lo sviluppo delle industrie globali e di vasti apparati governativi.
Poi è venuta la fotografia digitale, che ha svolto i compiti fino a qui descritti in maniera sempre più efficiente, provocando un vero e proprio salto di scala. Le macchine riconoscono automaticamente i soggetti posti davanti all’obiettivo della fotocamera, i software governano interi processi di produzione grazie alle informazioni fornite dagli occhi artificiali montati sui nuovi robot industriali, mentre gli algoritmi collegano tra loro immagini apparentemente lontane e le scelgono al posto nostro. Anziché essere soltanto i soggetti delle fotografie, gli oggetti del nostro mondo vengono oggi costruiti sulla base delle fotografie stesse e delle loro rielaborazioni, invertendo un rapporto precedente unidirezionale. Al di là dello specifico fotografico, queste trasformazioni portano con sé alcune fondamentali ricadute sul piano economico e politico: le grandi masse di immagini che alimentano questo sistema hanno acquisito un valore elevatissimo, conferendo a coloro che le possiedono e sanno come gestirle ed elaborarle poteri ugualmente sterminati. Nella società capitalista la fotografia non domina soltanto l’immaginario, ma molto di più.
 
Image Capital esplora questi processi, la loro storia e la loro attualità, in un percorso suddiviso in sei sezioni:
 
MEMORY: sulla capacità delle immagini di raccogliere e immagazzinare informazioni. 
ACCESS: sulle modalità di archiviazione, indicizzazione e reperimento delle immagini.
PROTECTION: sulle strategie per la conservazione a lungo termine delle immagini e delle informazioni che contengono.
MINING: sull’analisi delle immagini e il loro utilizzo nelle tecnologie per il riconoscimento automatico.
IMAGING: sulla fotografia come sistema di visualizzazione della realtà o di un suo progetto.
CURRENCY: sul valore delle immagini.
 
A partire dalla ricerca condivisa, dai testi di Estelle Blaschke e dalle opere fotografiche di Armin Linke, ideatori del progetto di Image Capital, la mostra comprende una vasta selezione di interviste, video, immagini d’archivio, pubblicazioni e altri oggetti originali. Nonostante la loro diversità, tutti questi materiali sono disposti nello spazio espositivo su uno stesso piano, senza gerarchie né priorità, con l’obiettivo di offrire agli spettatori una narrazione/esperienza tanto immersiva quanto stratificata. Immagini e parole sono qui strettamente legate e interdipendenti, si chiariscono e si modificano a vicenda, in un percorso aperto come le dinamiche in continua trasformazione che raccontano.

SCOPRI DI PIÚ SULLA MOSTRA

 

Foto: Armin Linke, Ter Laak Orchids, tecnologia di differenziazione ottica, Wateringen, Paesi Bassi, 2022. Courtesy: l'artista e Vistamare Milano/Pescara


Tecnologie dell informazione - Secondaria I

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Tecnologie dell'informazione

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A partire dal momento della sua nascita, la fotografia è penetrata progressivamente in ogni ambito della società, infiltrandosi nella scienza, nell’arte, nella politica, nella comunicazione e nell’informazione, così come in ogni genere di commercio e industria.
Nel corso di circa due secoli, questo medium è diventato un dispositivo fondamentale per la nostra relazione visiva con il mondo.
Image Capital racconta una storia della fotografia diversa: quella dei suoi innumerevoli utilizzi pratici e della sua funzione come tecnologia dell’informazione.
La fotografia viene qui investigata come sistema di creazione, elaborazione, archiviazione, protezione e scambio di informazioni visive all’interno di differenti tipologie di processi di produzione, in particolare in ambito scientifico, culturale e industriale. È così che, dentro questo circuito, le immagini fotografiche assumono un peculiare valore descrivibile come una vera e propria forma di capitale, per cui il loro possesso corrisponde all’acquisizione di un autentico vantaggio strategico.
La spinta all’utilizzo della fotografia come tecnologia dell’informazione è avvenuta intorno alla metà del secolo scorso, quando i processi gestionali e amministrativi di aziende e istituzioni si stavano espandendo e necessitavano di essere ottimizzati. Molto prima dell’odierna società dell’informazione, le organizzazioni basate sul modello capitalista dipendevano fortemente dai sistemi di comunicazione e di accesso alle informazioni, che grazie alla fotografia sono migliorati esponenzialmente fino a consentire lo sviluppo delle industrie globali e di vasti apparati governativi.
Poi è venuta la fotografia digitale, che ha svolto i compiti fino a qui descritti in maniera sempre più efficiente, provocando un vero e proprio salto di scala. Le macchine riconoscono automaticamente i soggetti posti davanti all’obiettivo della fotocamera, i software governano interi processi di produzione grazie alle informazioni fornite dagli occhi artificiali montati sui nuovi robot industriali, mentre gli algoritmi collegano tra loro immagini apparentemente lontane e le scelgono al posto nostro. Anziché essere soltanto i soggetti delle fotografie, gli oggetti del nostro mondo vengono oggi costruiti sulla base delle fotografie stesse e delle loro rielaborazioni, invertendo un rapporto precedente unidirezionale. Al di là dello specifico fotografico, queste trasformazioni portano con sé alcune fondamentali ricadute sul piano economico e politico: le grandi masse di immagini che alimentano questo sistema hanno acquisito un valore elevatissimo, conferendo a coloro che le possiedono e sanno come gestirle ed elaborarle poteri ugualmente sterminati. Nella società capitalista la fotografia non domina soltanto l’immaginario, ma molto di più.
 
Image Capital esplora questi processi, la loro storia e la loro attualità, in un percorso suddiviso in sei sezioni:
 
MEMORY: sulla capacità delle immagini di raccogliere e immagazzinare informazioni. 
ACCESS: sulle modalità di archiviazione, indicizzazione e reperimento delle immagini.
PROTECTION: sulle strategie per la conservazione a lungo termine delle immagini e delle informazioni che contengono.
MINING: sull’analisi delle immagini e il loro utilizzo nelle tecnologie per il riconoscimento automatico.
IMAGING: sulla fotografia come sistema di visualizzazione della realtà o di un suo progetto.
CURRENCY: sul valore delle immagini.
 
A partire dalla ricerca condivisa, dai testi di Estelle Blaschke e dalle opere fotografiche di Armin Linke, ideatori del progetto di Image Capital, la mostra comprende una vasta selezione di interviste, video, immagini d’archivio, pubblicazioni e altri oggetti originali. Nonostante la loro diversità, tutti questi materiali sono disposti nello spazio espositivo su uno stesso piano, senza gerarchie né priorità, con l’obiettivo di offrire agli spettatori una narrazione/esperienza tanto immersiva quanto stratificata. Immagini e parole sono qui strettamente legate e interdipendenti, si chiariscono e si modificano a vicenda, in un percorso aperto come le dinamiche in continua trasformazione che raccontano.

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Foto: Armin Linke, Ter Laak Orchids, tecnologia di differenziazione ottica, Wateringen, Paesi Bassi, 2022. Courtesy: l'artista e Vistamare Milano/Pescara


Tecnologie dell informazione - Secondaria II

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Tecnologie dell'informazione

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A partire dal momento della sua nascita, la fotografia è penetrata progressivamente in ogni ambito della società, infiltrandosi nella scienza, nell’arte, nella politica, nella comunicazione e nell’informazione, così come in ogni genere di commercio e industria.
Nel corso di circa due secoli, questo medium è diventato un dispositivo fondamentale per la nostra relazione visiva con il mondo.
Image Capital racconta una storia della fotografia diversa: quella dei suoi innumerevoli utilizzi pratici e della sua funzione come tecnologia dell’informazione.
La fotografia viene qui investigata come sistema di creazione, elaborazione, archiviazione, protezione e scambio di informazioni visive all’interno di differenti tipologie di processi di produzione, in particolare in ambito scientifico, culturale e industriale. È così che, dentro questo circuito, le immagini fotografiche assumono un peculiare valore descrivibile come una vera e propria forma di capitale, per cui il loro possesso corrisponde all’acquisizione di un autentico vantaggio strategico.
La spinta all’utilizzo della fotografia come tecnologia dell’informazione è avvenuta intorno alla metà del secolo scorso, quando i processi gestionali e amministrativi di aziende e istituzioni si stavano espandendo e necessitavano di essere ottimizzati. Molto prima dell’odierna società dell’informazione, le organizzazioni basate sul modello capitalista dipendevano fortemente dai sistemi di comunicazione e di accesso alle informazioni, che grazie alla fotografia sono migliorati esponenzialmente fino a consentire lo sviluppo delle industrie globali e di vasti apparati governativi.
Poi è venuta la fotografia digitale, che ha svolto i compiti fino a qui descritti in maniera sempre più efficiente, provocando un vero e proprio salto di scala. Le macchine riconoscono automaticamente i soggetti posti davanti all’obiettivo della fotocamera, i software governano interi processi di produzione grazie alle informazioni fornite dagli occhi artificiali montati sui nuovi robot industriali, mentre gli algoritmi collegano tra loro immagini apparentemente lontane e le scelgono al posto nostro. Anziché essere soltanto i soggetti delle fotografie, gli oggetti del nostro mondo vengono oggi costruiti sulla base delle fotografie stesse e delle loro rielaborazioni, invertendo un rapporto precedente unidirezionale. Al di là dello specifico fotografico, queste trasformazioni portano con sé alcune fondamentali ricadute sul piano economico e politico: le grandi masse di immagini che alimentano questo sistema hanno acquisito un valore elevatissimo, conferendo a coloro che le possiedono e sanno come gestirle ed elaborarle poteri ugualmente sterminati. Nella società capitalista la fotografia non domina soltanto l’immaginario, ma molto di più.
 
Image Capital esplora questi processi, la loro storia e la loro attualità, in un percorso suddiviso in sei sezioni:
 
MEMORY: sulla capacità delle immagini di raccogliere e immagazzinare informazioni. 
ACCESS: sulle modalità di archiviazione, indicizzazione e reperimento delle immagini.
PROTECTION: sulle strategie per la conservazione a lungo termine delle immagini e delle informazioni che contengono.
MINING: sull’analisi delle immagini e il loro utilizzo nelle tecnologie per il riconoscimento automatico.
IMAGING: sulla fotografia come sistema di visualizzazione della realtà o di un suo progetto.
CURRENCY: sul valore delle immagini.
 
A partire dalla ricerca condivisa, dai testi di Estelle Blaschke e dalle opere fotografiche di Armin Linke, ideatori del progetto di Image Capital, la mostra comprende una vasta selezione di interviste, video, immagini d’archivio, pubblicazioni e altri oggetti originali. Nonostante la loro diversità, tutti questi materiali sono disposti nello spazio espositivo su uno stesso piano, senza gerarchie né priorità, con l’obiettivo di offrire agli spettatori una narrazione/esperienza tanto immersiva quanto stratificata. Immagini e parole sono qui strettamente legate e interdipendenti, si chiariscono e si modificano a vicenda, in un percorso aperto come le dinamiche in continua trasformazione che raccontano.

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Foto: Armin Linke, Ter Laak Orchids, tecnologia di differenziazione ottica, Wateringen, Paesi Bassi, 2022. Courtesy: l'artista e Vistamare Milano/Pescara


AMEN


Marin Karmitz

Marin Karmitz Marin Karmitz

GIOVEDÌ 24 MARZO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

TALK

MARIN KARMITZ E FRANÇOIS HÉBEL
LA COLLEZIONE MARIN KARMITZ

Marin Karmitz - regista, produttore e distributore cinematografico - è conosciuto principalmente per il suo legame con l'immagine in movimento, ma è anche una figura di grande rilievo internazionale nel panorama della fotografia: la sua eccezionale collezione è stata esposta in grandi mostre, tra cui “La collection Marin Karmitz - Traverses” a Les Rencontres d’Arles nel 2010 e "Étranger résident, la collection Marin Karmitz" alla Maison Rouge a Parigi nel 2017.

Nel dialogo con François Hébel, Karmitz racconta della passione per l’immagine e dell’impegno culturale e civile che segna lo spirito di una collezione poliedrica, in cui le opere si articolano come in una sceneggiatura cinematografica.

 

Marin Karmitz è fondatore di MK2, uno dei più grandi gruppi francesi di produzione e distribuzione cinematografica, specializzato nel cinema d’autore, ma è anche un importante collezionista di fotografia e d’arte contemporanea. É  presidente dell’Institut pour la Photographie des Hauts de France e membro del Consiglio d’Amministrazione delle Rencontres d’Arles.

François Hébel, direttore della Fondation Henri Cartier-Bresson, è stato direttore delle Rencontres d’Arles dal 2001 al 2014, dove ha invitato Marin Karmitz a esporre la sua collezione nel 2010. Dal 2013 al 2017 è stato direttore artistico di Foto/Industria, la biennale di fotografia dell’industria e del lavoro della Fondazione MAST.


TALK E PROIEZIONE / John Landis

PRESENTAZIONE EDITORIALE / MASSIMO RECALCATI

Recalcati - Streaming


Talk / Florian Ebner

John Landis

John Landis
giovedì 07 luglio 2022
ORE 18.30
MAST.Auditorium
TALK E PROIEZIONE
WELCOME JOHN LANDIS

In collaborazione con Cineteca di Bologna e International Filmmaking Academy

Fondazione MAST ha il piacere di avere ospite il famoso regista John Landis, che introdurrà insieme al direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli il film Tutto in una notte (John Landis, Stati Uniti, 1985, 115 min), con Jeff Goldblum, Michelle Pfeiffer e Dan Aykroyd.
Distratto nelle riunioni di lavoro, tradito dalla moglie e costantemente afflitto dall'insonnia, una notte l'ingegnere Ed Okin (Goldblum) prende la macchina e fa una corsa fino all'aeroporto di Los Angeles. Una bella sconosciuta, Diana (Pfeiffer), gli piomba terrorizzata sul cofano, inseguita da quattro killer persiani. Comincia la disperata fuga dei due, in un’avventura notturna a rotta di collo sulle note di B. B. King. Nel film compare uno stuolo di camei: da Jack Arnold a Paul Bartel, da David Bowie a David Cronenberg, fino a Don Siegel e Jonathan Demme.

v.o. con sottotitoli in italiano


Figura poliedrica del cinema americano, John Landis (Chicago, 1950) non è solo regista ma anche attore, sceneggiatore e produttore.
Sin da giovane frequenta i set e le case di produzione, partecipando come comparsa o con il ruolo di assistente. Dopo il debutto alla regia nel 1973 raggiunge il primo successo nel 1978 con Animal House; il film successivo, The Blues Brothers (1980), che vede sempre come protagonista John Belushi, diventa subito un cult e gli garantisce la fama internazionale.
Tra gli altri lungometraggi firmati da Landis si ricordano Un lupo mannaro americano a Londra (1981), Una poltrona per due (1983) e Il Principe cerca moglie (1988).
Suo è anche il videoclip di Thriller di Michael Jackson (1983), uno dei più famosi e costosi della storia.

 


Proiezione e talk / Paolo di Paolo - Bruce Weber

Rassegna cinematografica / Visiones

Summer School 2022

Recalcati - La legge della parola

La legge della parola La legge della parola
mercoledì 06 luglio 2022
ORE 18.30
MAST.Auditorium
PRESENTAZIONE EDITORIALE
MASSIMO RECALCATI
LA LEGGE DELLA PAROLA.
RADICI BIBLICHE DELLA PSICOANALISI 
(Einaudi)

In collaborazione con Coop Alleanza 3.0

La critica freudiana della religione come illusione sembra condannare il testo biblico senza alcuna possibilità di appello.
La psicoanalisi è sin nelle sue fondamenta atea perché non crede all’esistenza di un «mondo dietro al mondo» se non come una favola che serve ad attutire il dolore dell’esistenza. La lettura delle Scritture che Massimo Recalcati propone in questo libro rivela invece l’esistenza inaudita di radici bibliche della psicoanalisi.
Non è una tesi teologica o una dimostrazione filologica, ma un effetto del suo incontro singolare con il testo biblico. Non si tratta di psicanalizzare la Bibbia, ma di riconoscere in essa la presenza dei grandi temi che verranno ereditati dalla psicoanalisi, con particolare riferimento all’opera di Freud e di Lacan: il carattere originario dell’odio rispetto all’amore; la radice invidiosa del desiderio umano; il fallimento e la necessità della fratellanza; il rapporto dialettico tra Legge e desiderio; la funzione simbolica del Nome del padre; il lutto necessario della totalità; la centralità attribuita al resto salvifico che sottrae la vita alla morte e alla distruzione; la maledizione della ripetizione e la sua interruzione; la tentazione idolatrica come desiderio perverso dell’uomo di essere Dio; la critica al fanatismo ideologico del sacrificio; il taglio virtuoso della separazione; l’eccedenza della gioia erotica; la scissione della Legge di fronte al reale della sofferenza e al suo grido.


Massimo Recalcati, psicoanalista tra i più noti in Italia, dirige l’Irpa (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata) e nel 2003 ha fondato Jonas Onlus (Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi). Scrive per “la Repubblica” e insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università di Pavia e Psicoanalisi e scienze umane presso l’Università di Verona. Ha pubblicato numerosi libri, tradotti in diverse lingue, tra cui: Ritratti del desiderio (2012), Jacques Lacan. Desiderio, godimento e soggettivazione (2012), Non è più come prima (2014), L’ora di lezione (2014) e Contro il sacrificio (2017). Con Feltrinelli ha pubblicato: Il complesso di Telemaco (2013), Le mani della madre (2015), Il mistero delle cose (2016), Il segreto del figlio (2017), A libro aperto (2018), Mantieni il bacio. Lezioni brevi sull’amore (2019) e La tentazione del muro. Lezioni brevi per un lessico civile (2020).

 


Paolo di Paolo - Weber

PDP - WEBER PDP - WEBER
martedì 28 giugno 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

PROIEZIONE E TALK

THE TREASURE OF HIS YOUTH: THE PHOTOGRAPHS OF PAOLO DI PAOLO
(PAOLO DI PAOLO: UN TESORO DI GIOVENTÙ)
DI BRUCE WEBER, STATI UNITI, 2021, 105 MIN 

v.o. con sottotitoli

INCONTRO CON PAOLO DI PAOLO E BRUCE WEBER
MODERA MICHELE SMARGIASSI

 

La Fondazione MAST presenta in collaborazione con Cineteca di Bologna, nell’ambito del festival Il Cinema Ritrovato, il documentario The Treasure Of His Youth: The Photographs Of Paolo Di Paolo (Paolo Di Paolo: un tesoro di gioventù) di Bruce Weber. 

Il regista esplora la vita del fotogiornalista autodidatta Paolo Di Paolo (Larino, 1925) ripercorrendo la sua breve ma intensa carriera a Roma, dove collaborò dal 1954 al 1968 con le riviste Il Mondo e Tempo. Le sue fotografie – che abbracciano il mondo dell’arte, della moda, del cinema e della vita quotidiana – dipingono con intimità e realismo l’Italia che riemerge dalla distruzione e dalla povertà della guerra. Con la sua Leica in mano, Di Paolo divenne il fotografo più fidato dell’élite culturale agli albori della dolce vita.
La sua carriera si fermò con la chiusura de Il Mondo e l’avvento del giornalismo degli scandali e dei paparazzi, che lui rifiutò completamente; si ritirò quindi in campagna dove dedicò il resto della sua vita alle attività intellettuali e alle passioni personali. Divenne lo storico ufficiale dei Carabinieri, ebbe due figli e iniziò a collezionare e restaurare auto antiche. La decisione di Di Paolo di lasciarsi la vita fotografica alle spalle fu definitiva: non parlò mai nemmeno con i suoi figli di quegli anni in cui fotografò artisti come Grace Kelly, Marcello Mastroianni e Sophia Loren, oltre a Anna Magnani nella sua villa del Circeo.
Non raccontò neanche dello stretto legame che aveva con Pier Paolo Pasolini, con cui fece un giro lungo la costa italiana nel giugno del ’59 per firmare il reportage La lunga strada di sabbia. Ognuno di loro – Pasolini con i suoi saggi e Paolo con le sue fotografie – documentò le abitudini degli italiani in vacanza, in quel periodo dopo la guerra in cui nessuno aveva cibo o denaro tranne l’aristocrazia più titolata. Il sodalizio continuò con la partecipazione di Di Paolo ai film Il Vangelo secondo Matteo e Mamma Roma

Vent’anni fa, l’archivio di Paolo Di Paolo è stato casualmente riscoperto da sua figlia Silvia, che ha gradualmente assunto il ruolo di archivista e agente. Nel 2019, i suoi sforzi sono culminati nell’apertura della prima mostra della carriera del fotografo al Museo Maxxi di Roma – intitolata Mondo Perduto – e nella pubblicazione della sua prima monografia.
Ma perché un uomo dovrebbe voltare le spalle così radicalmente a quella vita glamour? Cosa potrebbe motivare un artista a cancellare ogni traccia della sua precedente identità? Con questa domanda come fulcro, il film esplora il viaggio di auto-invenzione, perdita e redenzione di Di Paolo. È una storia di intrighi, di famiglia, di arte come guarigione. Ed è una storia di ispirazione, di come il famoso fotografo e regista Bruce Weber si imbatte in una fotografia di Pasolini in una piccola galleria di Roma ed è così colpito dalla sua bellezza che cerca l’inafferrabile fotografo che l’ha scattata, mettendo in moto questa storia straordinaria.


Bruce Weber, fotografo e regista con sede a New York, ha scattato per le principali riviste e diretto spot pubblicitari per le più famose case di moda. Il suo lavoro è stato esposto in oltre 65 gallerie e musei di tutto il mondo, tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra.
Weber è altrettanto acclamato per il suo lavoro di regista: il suo secondo film, Let’s Get Lost, è stato nominato all’Oscar per il miglior documentario nel 1988.

“Le fotografie di Paolo hanno toccato la mia anima – sono come versi dell’età d’oro della poesia romana, o un’aria cantata da Franco Corelli. Sono entusiasta di vederlo unirsi alla schiera dei fotografi famosi del suo tempo, come Cartier-Bresson in Francia o Cecil Beaton in Inghilterra.”

Bruce Weber
 


Florian Ebner

Florian Ebner
giovedì 30 giugno 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

TALK

FLORIAN EBNER E URS STAHEL
NUOVI CONTENUTI PER UNA VECCHIA NAVE.
LA FOTOGRAFIA AL CENTRE POMPIDOU

In passato il Centre Pompidou di Parigi è stato spesso paragonato a una raffineria o a un transatlantico; oggi i tubi e le condutture della sua architettura sembrano evocare il mondo in rete. Come si possono riempire i vecchi tubi di questa grande macchina con la fotografia di domani e come si può definire una nuova visione della storia rimanendo accessibili al grande pubblico? 

Responsabile della fotografia del Centre Pompidou, Florian Ebner racconterà la sua esperienza in conversazione con Urs Stahel, curatore della PhotoGallery e della Collezione MAST. 


Florian Ebner, fotografo e storico dell'arte, è il curatore capo del dipartimento di fotografia del Musée national d'art moderne-Centre Pompidou. Nel 2015 ha curato il Padiglione tedesco alla 56a Biennale di Venezia (con la partecipazione degli artisti Jasmina Metwaly, Philip Rizk, Olaf Nicolai, Hito Steyerl e Tobias Zielony) e nel 2017 è stato co-direttore, insieme a Christin Müller, della Biennale für aktuelle Fotografie di Mannheim, Ludwigshafen e Heidelberg. Recentemente, al Centre Pompidou, ha curato Calais: Témoigner de la "jungle"; Bruno Serralongue | Agence France-Presse | Les habitants e Hito Steyerl, I Will Survive (con Marcella Lista). A maggio ha inaugurato la mostra “/ Allemagne / Années 1920 / Nouvelle Objectivité / August Sander /” (con Angela Lampe).

 


PRESENTAZIONE EDITORIALE / Elsa Osorio

TALK / Joachim Brohm

Aggregatore Risorse

PROIEZIONE / Nino Migliori. Viaggio intorno alla mia stanza

TALK / Adam Lowe

TALK / Roger Ballen

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Vito Mancuso – Etica per giorni difficili

Talk e proiezioni / Welcome Roger Deakins

PROIEZIONE / Into the Weeds

Presentazione editoriale / Serena Dandini

Talk / Georg Vrachliotis

Talk / Linke Zanot

TALK / Livio De Luca / Costanza Caraffa

TALK / Luciano Floridi

Spettacolo teatrale / The Pixelated Revolution

TALK / Franco Farinelli

TALK E PROIEZIONE / John Landis

PRESENTAZIONE EDITORIALE / MASSIMO RECALCATI

Talk / Florian Ebner

Proiezione e talk / Paolo di Paolo - Bruce Weber

Rassegna cinematografica / Visiones

Summer School 2022

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Elsa Osorio

TALK / Joachim Brohm

Laboratorio di Etica 2022

TALK / Martin Roemers

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Massimo Recalcati, IVANO DIONIGI

TALK / Paolo Woods

TALK / Oscar Monzon

Talk / Doug Menuez

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Marco Antonio Bazzocchi. Cento

talk / William Hunt

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Pasolini

TALK / Timothy Prus

PRESENTAZIONE EDITORIALE / VITO MANCUSO - La mente innamorata

PRESENTAZIONE EDITORIALE / MARCO ANTONIO BAZZOCCHI - ALFABETO PASOLINI

TALK / Marin Karmitz, Francois Hébel

TALK / Georges Didi-Huberman

TALK / Matthias Harder, DENIS CURTI

MOSTRA / The MAST Collection

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Bibbia - Enzo Bianchi, Vito Mancuso

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Esiste il rapporto sessuale?

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Lilli Gruber

SPETTACOLO TEATRALE / Retrovie Tita Ruggeri

PROIEZIONI / Future Film Kids 2021

Foto/Industria 2021 — EVENTI

Foto/Industria 2021

MOSTRA / Richard Mosse - Displaced

TALK / Ferdinando Scianna

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Vittorio Lingiardi

talk / SUKETU MEHTA

PROIEZIONE IN ANTEPRIMA / Anamei

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Namsa Leuba

Rassegna cinematografica / Displaced

TALK / RIchard Mosse - Tristes Tropiques

Talk / Christian Viveros-Fauné

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Il grido di Giobbe

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Bazzocchi - Con gli occhi di Artemisia

TALK / Nello Scavo

TALK / Stefano Allovio

MOSTRA / Inventions

MOSTRA / MAST Photo Grant 2020

MAST PHOTOGRAPHY GRANT

CONTENUTI VIDEO / INCONTRI SULLA FOTOGRAFIA

Presentazione editoriale / Manuel Vilas

MOSTRA / UNIFORM

CONTENUTI VIDEO / INCONTRI CON GLI ARTISTI DELLA MOSTRA UNIFORM

TALK / Nido delle idee 2020

CONFERENZA / ECOLOGIA DELLA CREATIVITÀ

SCREENINGS / IL CINEMA IN DIVISA

TALK E CONCERTO / CLAUDIO LOLLI'S SOCIAL POETRY

TALK E PROIEZIONE / CRISTINA CATTANEO

MOSTRA / ANTHROPOCENE

TALK E PROIEZIONE / FILIPPO RAVENDA

PROIEZIONE / NOMAD

PROIEZIONE / LEVIATHAN

PROIEZIONI / FORESTE, DAI DESERTI ALLE PRATERIE

PROIEZIONI / SMOG JOURNEYS, AWAKEN