PROIEZIONE / Nino Migliori. Viaggio intorno alla mia stanza

TALK / Adam Lowe

TALK / Roger Ballen

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Vito Mancuso – Etica per giorni difficili

Talk e proiezioni / Welcome Roger Deakins

PROIEZIONE / Into the Weeds

Presentazione editoriale / Serena Dandini

Talk / Georg Vrachliotis

Talk / Linke Zanot

TALK / Livio De Luca / Costanza Caraffa

TALK / Luciano Floridi

Spettacolo teatrale / The Pixelated Revolution

TALK / Franco Farinelli

TALK E PROIEZIONE / John Landis

PRESENTAZIONE EDITORIALE / MASSIMO RECALCATI

Talk / Florian Ebner

Proiezione e talk / Paolo di Paolo - Bruce Weber

Rassegna cinematografica / Visiones

Summer School 2022

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Elsa Osorio

TALK / Joachim Brohm

Laboratorio di Etica 2022

TALK / Martin Roemers

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Massimo Recalcati, IVANO DIONIGI

TALK / Paolo Woods

TALK / Oscar Monzon

Talk / Doug Menuez

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Marco Antonio Bazzocchi. Cento

talk / William Hunt

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Pasolini

TALK / Timothy Prus

PRESENTAZIONE EDITORIALE / VITO MANCUSO - La mente innamorata

PRESENTAZIONE EDITORIALE / MARCO ANTONIO BAZZOCCHI - ALFABETO PASOLINI

TALK / Marin Karmitz, Francois Hébel

TALK / Georges Didi-Huberman

TALK / Matthias Harder, DENIS CURTI

MOSTRA / The MAST Collection

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Bibbia - Enzo Bianchi, Vito Mancuso

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Esiste il rapporto sessuale?

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Lilli Gruber

SPETTACOLO TEATRALE / Retrovie Tita Ruggeri

PROIEZIONI / Future Film Kids 2021

Foto/Industria 2021 — EVENTI

Foto/Industria 2021

MOSTRA / Richard Mosse - Displaced

TALK / Ferdinando Scianna

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Vittorio Lingiardi

talk / SUKETU MEHTA

PROIEZIONE IN ANTEPRIMA / Anamei

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Namsa Leuba

Rassegna cinematografica / Displaced

TALK / RIchard Mosse - Tristes Tropiques

Talk / Christian Viveros-Fauné

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Il grido di Giobbe

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Bazzocchi - Con gli occhi di Artemisia

TALK / Nello Scavo

TALK / Stefano Allovio

MOSTRA / Inventions

MOSTRA / MAST Photo Grant 2020

MAST PHOTOGRAPHY GRANT

CONTENUTI VIDEO / INCONTRI SULLA FOTOGRAFIA

Presentazione editoriale / Manuel Vilas

MOSTRA / UNIFORM

CONTENUTI VIDEO / INCONTRI CON GLI ARTISTI DELLA MOSTRA UNIFORM

TALK / Nido delle idee 2020

CONFERENZA / ECOLOGIA DELLA CREATIVITÀ

SCREENINGS / IL CINEMA IN DIVISA

TALK E CONCERTO / CLAUDIO LOLLI'S SOCIAL POETRY

TALK E PROIEZIONE / CRISTINA CATTANEO

MOSTRA / ANTHROPOCENE

TALK E PROIEZIONE / FILIPPO RAVENDA

PROIEZIONE / NOMAD

PROIEZIONE / LEVIATHAN

PROIEZIONI / FORESTE, DAI DESERTI ALLE PRATERIE

PROIEZIONI / SMOG JOURNEYS, AWAKEN

Aggregatore Risorse

Laboratorio di Etica 2022

Elsa Osorio

Elsa Osorio Elsa Osorio

MERCOLEDÌ 15 GIUGNO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

PRESENTAZIONE EDITORIALE

ELSA OSORIO
DOPPIO FONDO

(GUANDA)

Dialoga con l'autrice Danilo Manera, professore di Letteratura spagnola presso l'Università degli Studi di Milano "La Statale".

In collaborazione con Coop Alleanza 3.0

 

Nel giugno del 2004 il cadavere di una donna viene ripescato al largo di Turballe, un tranquillo villaggio di pescatori in Bretagna. L’appassionata giornalista Muriel Le Bris fin dall’inizio, però, fiuta qualche anomalia in quello che all’apparenza potrebbe sembrare un suicidio.
In parallelo, ma in un’epoca e in un continente diversi, si dipana la vicenda di Juana Alurralde, giovane militante dei Montoneros. Nella Buenos Aires del 1977, in piena dittatura, la donna viene catturata insieme al figlio di tre anni: la loro destinazione è l’ESMA, l’inferno della tortura.
Quasi trent’anni dopo le due vicende si incrociano e spetterà alla caparbia Muriel ­ricostruire la storia di quella donna.
In un romanzo di commovente intensità, Elsa Osorio racconta il nodo irrisolto della Guerra sporca argentina in un’ottica non convenzionale, che mette al centro il rapporto vittima-carnefice, sondandolo con una acutezza e una sensibilità profondissime.

 

Elsa Osorio è nata a Buenos Aires nel 1953 e vive a Madrid dove insegna Lettere. Ha scritto sceneggiature cinematografiche e televisive. Ha ottenuto in Argentina in Premio Nazionale di Letteratura. Guanda ha pubblicato: I vent’anni di Luz, Lezione di tango, Sette notti di insonnia e La miliziana.

 


Joachim Brohm

Joachim Brohm Joachim Brohm

RASSEGNA
ARTIST TALK

Un ciclo di incontri organizzati da Fondazione MAST con i fotografi presenti in mostra per approfondire la loro ricerca e la loro pratica artistica e scoprire le radici della loro visione.


MERCOLEDÌ 8 GIUGNO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

TALK

JOACHIM BROHM
LA CITTÀ POSTINDUSTRIALE

Joachim Brohm è un fotografo documentario che concentra la propria ricerca sulle trasformazioni del paesaggio urbano. Tre opere della sua serie “Areal” sono presenti nella mostra al MAST.
A partire dagli anni ottanta Brohm indaga le strutture dello sviluppo urbano e suburbano-periferico, tra cui l’architettura e la mobilità. Nell’ambito di progetti a lungo termine realizza archivi di immagini che documentano luoghi specifici e marginali ridefiniti dallo sviluppo urbano, economico e culturale.
In occasione del talk, Brohm presenterà due dei suoi lavori più significativi.
In Ruhrstadt (1988-1992) l’autore cattura le architetture urbane della regione della Ruhr condensandole in un "paesaggio culturale del quotidiano" e documentando le trasformazioni causate dall'attività umana.
In Dessau Files (2015-2020) il fotografo segue la costruzione del nuovo Bauhaus Museum a opera di Addenda Architects ed esplora i resti e i frammenti della complessa storia industriale e culturale della città, includendo una testimonianza sugli archivi del Bauhaus.

In collegamento, interviene con l'artista Urs Stahel.

 

Joachim Brohm vive e lavora a Lipsia, dove ha ricoperto il ruolo di professore di fotografia tra il 1993 e il 2021. Le fotografie di Brohm sono state esposte in istituzioni internazionali e fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche. Ha pubblicato diverse monografie, tra cui Ruhr (Steidl, 2007), Ohio (Steidl, 2009) e Typology 1979 (Mack, 2014), oltre a progetti di collaborazione come Cahiers Bauhaus Museum Dessau con Addenda Architects, Barcellona (Koenig Books 2019) e Two Rivers con il fotografo americano Alec Soth (Koenig Books, 2019).


Martin Roemers

Martin Roemers Martin Roemers

RASSEGNA
ARTIST TALK

Un ciclo di incontri organizzati da Fondazione MAST con i fotografi presenti in mostra per approfondire la loro ricerca e la loro pratica artistica e scoprire le radici della loro visione.


MARTEDÌ 31 MAGGIO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

TALK

MARTIN ROEMERS
CARS, PEOPLE AND URBAN REALITY

Martin Roemers si afferma come fotografo concettuale dopo una carriera di successo nel fotogiornalismo. Oggi lavora su progetti a lungo termine che esplorano la dimensione umana nei grandi cambiamenti sociali. 
Tra i progetti che saranno presentati in occasione del Talk ricordiamo Trabant. The Final Days of Production, dedicato al processo di produzione dell’automobile simbolo del blocco sovietico durante la Guerra Fredda, nota ben oltre i confini della DDR. Alcune opere di questa serie sono esposte nella mostra in corso al MAST. Roemers ricorderà inoltre Kabul Portraits, un ritratto delle truppe olandesi in Afghanistan realizzato con un'antica macchina fotografica locale; The Eyes of War, sulle persone che hanno perso la vista a causa della violenza della Seconda Guerra Mondiale; Relics of the Cold War, che documenta i resti del periodo della Guerra Fredda rinvenuti in viaggi attraverso Paesi un tempo schierati su fronti opposti.
Il suo lavoro più recente, Metropolis, documenta più di 20 megalopoli contemporanee, rivelando scene di vita quotidiana nelle strade più frenetiche, caotiche e affollate del nostro tempo.

La presentazione sarà seguita da una conversazione tra Martin Roemers e Urs Stahel.

Martin Roemers è nato a Oldehove, Paesi Bassi, nel 1962. Per molti anni ha lavorato a progetti a lungo termine sfociati in otto monografie e in numerose esposizioni in Europa, America, Asia e Australia. Le sue opere fanno parte di molte collezioni, tra cui il Rijksmuseum di Amsterdam e il Museum of Fine Arts di Houston, Texas. Ha vinto il primo premio ai Lensculture Street Photography Awards 2015, due premi World Press Photo e numerosi altri riconoscimenti. Il suo lavoro è stato pubblicato su riviste quali National Geographic Magazine, The New York Times, The Wall Street Journal, The New Yorker.

 

 

Dalla serie Trabant. The Final Days of Production, nella mostra The MAST Collection. A Visual Alphabet of Industry, Work and Technology
© Martin Roemers

 

Auto body assembly line, 1990-1991

Auto body assembly line, 1990-1991

Follow-up treatment of the painted surface, 1990-1991

Follow-up treatment of the painted surface, 1990-1991

Assembly worker, 1990-1991

Assembly worker, 1990-1991

Assembly worker, 1990-1991

Assembly worker, 1990-1991

Assembly worker, 1990-1991

Assembly worker, 1990-1991


TALK / Martin Roemers

Zuppi Recalcati Dionigi - video streaming


S.E Card. Matteo Zuppi Massimo Recalcati dialogano con IVANO DIONIGI - STREAMING


PRESENTAZIONE EDITORIALE / Massimo Recalcati, IVANO DIONIGI

S.E Card. Matteo Zuppi Massimo Recalcati dialogano con IVANO DIONIGI

S.E Card. Matteo Zuppi Massimo Recalcati dialogano con IVANO DIONIGI S.E Card. Matteo Zuppi Massimo Recalcati dialogano con IVANO DIONIGI

MERCOLEDÌ 25 MAGGIO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

PRESENTAZIONE EDITORIALE

MASSIMO RECALCATI DIALOGA CON 
IVANO DIONIGI, AUTORE DI
BENEDETTA PAROLA. LA RIVINCITA DEL TEMPO
(IL MULINO)

 

In occasione della rassegna Le voci dei libri, in collaborazione con Coop Alleanza 3.0
 

La parola tende il filo ininterrotto del tempo che tiene insieme la memoria dei padri e il destino dei figli.
Creatura e creatrice, la parola custodisce e rivela l’assoluto che siamo.

Stupenda e tremenda, potente e fragile, gloriosa e infame, benedetta e maledetta, simbolica e diabolica, la parola è pharmakon, «medicina» e «veleno»: comunica e isola, consola e affanna, salva e uccide; edifica e distrugge le città, fa cessare e scoppiare le guerre, assolve e condanna innocenti e colpevoli. Per i classici è icona dell’anima, sede del pensiero, segno distintivo dell’uomo; per la sapienza biblica inaugura la creazione e fonda lo «scandalo» cristiano dell’incarnazione. Che ne è oggi della parola? Ridotta a chiacchiera, barattata come merce qualunque, preda dell’ignoranza e dell’ipocrisia, essa ci chiede di abbassare il volume, imboccare la strada del rigore, ricongiungersi alla cosa. Agostino direbbe che «noi blateriamo ma siamo muti». Costruttori di una quotidiana Babele e sempre più votati all’incomprensione reciproca, avvertiamo il bisogno di un’ecologia linguistica che restituisca alla parola il potere di svelare la verità. A noi il duplice compito: richiamare dall’esilio le parole dei padri e creare parole per nominare il novum del nostro tempo.

Ivano Dionigi è professore emerito di Lingua e Letteratura Latina dell’Università di Bologna, di cui è stato rettore dal 2009 al 2015. È presidente della Pontificia Accademia di Latinità e del Consorzio Interuniversitario Alma Laurea, e direttore del Centro Studi «La permanenza del classico». Tra i suoi libri: «Quando la vita ti viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi» (Laterza, 2018), «Osa sapere. Contro la paura e l’ignoranza» (Solferino, 2019), «Parole che allungano la vita. Pensieri per il nostro tempo» (Raffaello Cortina, 2020), «Segui il tuo demone. Quattro precetti più uno» (Laterza, 2020).

 


TALK / Paolo Woods

Woods

Woods Woods

RASSEGNA
ARTIST TALK

Un ciclo di incontri organizzati da Fondazione MAST con i fotografi presenti in mostra per approfondire la loro ricerca e la loro pratica artistica e scoprire le radici della loro visione

 

GIOVEDÌ 19 MAGGIO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

TALK

PAOLO WOODS
ALLA LUCE DEL SOLE

Paolo Woods lavora su progetti a lungo termine che affrontano questioni cruciali per comprendere il mondo in cui viviamo, ma difficili da tradurre in fotografia. I progetti che saranno presentati in occasione del Talk includono A Crude World che affronta il tema dell'industria petrolifera, Chinafrica che documenta la spettacolare ascesa dei cinesi in Africa, Walk on my Eyes, un ritratto intimo della società iraniana, STATE sulle trasformazioni di una società quando lo stato collassa, The Heavens, un’eccezionale indagine fotografica sulle dinamiche dei paradisi fiscali - tre foto di quest’ultimo progetto, realizzato insieme a Gabriele Galimberti, sono presenti nella mostra in corso al MAST.

Woods racconterà inoltre il recente lavoro Happy Pills che consiste in un film, un libro e una mostra itinerante. Il progetto è un viaggio nel mondo dell’industria farmaceutica che vende alle persone l’illusione della felicità offrendo soluzioni facili a problemi dalle radici profonde.

 

Interviene con l'artista Francesco Zanot.

 

Paolo Woods è un fotografo documentarista, regista e curatore olandese-canadese. È autore di otto libri. Il suo lavoro è stato ampiamente esposto in mostre personali e collettive in tutto il mondo ed è presente in collezioni private e pubbliche. Collabora con importanti pubblicazioni internazionali e ha ricevuto numerosi premi, tra cui due World Press Photo Awards. Dal 2022 è il direttore artistico del festival di fotografia Cortona On The Move. 

Francesco Zanot è direttore artistico di Foto/Industria, la biennale di fotografia dell’industria e del lavoro della Fondazione MAST. E’ insegnante di storia e teoria della fotografia e dirige il Master in Photography della NABA di Milano. È stato il primo curatore di Camera - Centro Italiano per la Fotografia (Torino) e ha curato mostre e pubblicazioni di numerosi artisti internazionali presso musei e gallerie di tutto il mondo.

 


TALK / Oscar Monzon

Talk / Doug Menuez

Rassegna film spagnoli

Rassegna film spagnoli Rassegna film spagnoli

VISIONES
Il valore del lavoro nella cinematografia di cultura spagnola

La rassegna è organizzata in collaborazione con Exit Media e Hispania Asociación Cultural.

 

Dal 14 maggio al 26 giugno 2022 la Fondazione MAST propone un’ampia rassegna realizzata in collaborazione con Exit Media e Hispania Asociación Cultural dal titolo VISIONES. Il valore del lavoro nella cinematografia di cultura spagnola.

La rassegna in programma è una ricognizione sul cinema e sulla cultura del lavoro nei paesi di lingua spagnola: un calendario di 16 titoli con lungometraggi, documentari e film sperimentali, che raccontano attraverso commedie e drammi il mondo del lavoro.

In particolare, da non perdere alcuni titoli che consentono di capire la transizione avvenuta in ambito cinematografico nel periodo del regime franchista come Cuadecuc-Vampir del regista Pere Portabella del quale sono in programma anche due corti commissionati per commemorare l'artista catalano Joan Miró e O Todos o ninguno di Helena Lumbreras, collaboratrice di Pasolini, che introdusse in Spagna il cinema militante. E ancora, il piccolo capolavoro Los lunes al sol di Fernando León de Aranoa, che ha visto il talentuoso Javier Bardem ricevere il Premio Goya come miglior attore protagonista oltre a vincere il primo premio come miglior opera in gara.

Il cartellone presenta altri importanti film quasi tutti poco distribuiti in Italia e rarissimi da vedere su grande schermo. Sono in programma anche incontri con i registi di alcuni film, che interverranno in Auditorium per presentare il loro lavoro.

Per il cinema latino-americano la regista messicana Lila Avilés, nel lungometraggio d’esordio La camarista, mostra un ritratto al femminile di una lavoratrice in un hotel di lusso di Città del Messico, soggetta ai capricci e al comportamento stravagante dei clienti: un film dedicato a tutte le cameriere del mondo. L'argentino Hernán Guerschuny in El Crítico racconta la vita di uno stereotipo del critico di cinema con leggerezza, intelligenza e senso ironico. Il film ha ricevuto una calorosa accoglienza in vari festival dell’America Latina.

Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.


Bienvenidos a Farewell Gutmann

domenica 26 giugno 2022
Ore 19.30

Bienvenidos a Farewell Gutmann

(Benvenuto alla Farewell Gutmann)
di Xavi Puebla, Spagna 2007, 90 min

Il regista Xavi Puebla presenta l'ultimo film in programma della rassegna Visiones

La multinazionale farmaceutica Farewell-Gutmann ha perso Ruiz, lo stimatissimo direttore generale. Inizia così la corsa alla successione tra Lázaro, Adela e Fernando, interrotta dall’arrivo dell’eccentrico Lúger, il manager, venuto dalla sede centrale per scegliere il nuovo caporeparto e mettere ordine.
I protagonisti dell’opera seconda di Xavi Puebla cercano di nascondere le loro miserie, ma l’unica cosa che ottengono è mostrare il dramma delle loro ambizioni. Condannati a vivere professionalmente all’interno delle stesse quattro mura, finiranno per scoprire che “l’inferno sono gli altri”.
Bienvenido a Farewell-Gutmann è una favola poetica sull’ambizione, sul danno morale causato dalla veemente ricerca del successo professionale e sociale. Un dramma sulle malattie dell’anima e le nevrosi della società contemporanea, espressione di mali più profondi, come il fallimento familiare, il degrado professionale o l’aggressività patologica.

Al termine della proiezione verrà offerto un assaggio di gastronomia spagnola in chiusura del festival.


Numax presenta...

sabato 25 giugno 2022
Ore 20

Numax presenta...

(Numax presenta)
di Joaquim Jordà, Assemblea dei lavoratori della Numax, Spagna, 1979, 100 min
— DOCUMENTARIO

Nel 1977, i titolari dell’azienda di elettrodomestici Numax S.A., due tedeschi sostenitori in passato del regime nazista trasferiti a Barcellona dagli anni Cinquanta, decidono di chiudere la fabbrica. Un gruppo di lavoratori riprende la produzione in maniera autogestita e dopo due anni di lotte, con le 600.000 pesetas (circa 3.600 euro) della cassa di resistenza, chiede al cineasta Joaquim Jordà di fare un film collettivo che racconti questa esperienza.
La storia della resistenza della fabbrica Numax, una delle più iconiche del cinema militante spagnolo, è quella di un movimento operario che dopo la morte del dittatore Franco aspirava a una trasformazione del sistema politico e sociale. Numax presenta... è diventata la testimone della transizione verso una democrazia che tradì le aspirazioni di cambiamento sociale voluto dalla classe operaia.

Al termine della proiezione verrà offerto un assaggio di gastronomia spagnola in chiusura del festival.


El método

domenica 19 giugno 2022
Ore 20

El método

(Il metodo)
di Marcelo Piñeyro, Spagna/ Italia/ Argentina, 2006, 110 min

Mentre le strade di Madrid sono invase da dimostranti no-global, sette candidati partecipano a una selezione per una posizione di dirigente in una multinazionale. Tra i partecipanti c'è una tensione palpabile e un'atmosfera competitiva. I sentimenti di sfiducia aumentano quando i candidati scoprono di essere lì per lo stesso motivo e che per valutarli verrà utilizzato il “Metodo Grönholm”, una strategia adottata negli Stati Uniti per valutare le risorse umane, dove sono loro stessi a decidere da soli chi meriti quel posto. Osservati senza saperlo, si ritroveranno coinvolti in una sfida psicologica giocata fino all’ultimo minuto. Tratto dall'opera teatrale Il metodo Grönholm di Jordi Galceran, il film si è aggiudicato il Premio Goya (gli Oscar spagnoli) per la miglior sceneggiatura non originale.

Guarda il trailer


Los santos inocentes

sabato 18 giugno 2022
Ore 20

Los santos inocentes

(I santi innocenti)
di Mario Camús, Spagna, 1984, 98 min

Ambientato nella Spagna rurale del franchismo, Los santos inocentes racconta l’intenso e straziante rapporto – una sorta di schiavitù consensuale – tra i padroni di una tenuta in Estremadura e la famiglia di fattori al loro servizio: contadini il cui destino è segnato dalla loro origine e condizione sociale e da un futuro senza sogni né speranze.
Il film di Mario Camus ha riscosso successo al Festival di Cannes, con il premio ex aequo ai due attori principali, Alfredo Landa e Paco Rabal. La storia della famiglia di Paco, el Bajo, commuove ancora oggi per il racconto di una Spagna rurale e selvaggia, che purtroppo non è così lontana nel tempo.

Guarda il trailer 


Miró la forja

domenica 12 giugno 2022
ore 20

Miró la forja

(Miró la forgia)
di Pere Portabella, Spagna, 1976, 22 min
— DOCUMENTARIO

Film documentario realizzato su commissione della Galleria Maeght per documentare una mostra dell’artista catalano Joan Miró organizzata dal Ministero della Cultura francese presso il Grand Palais di Parigi e inaugurata il 17 maggio 1974. Il filmato, girato in cinque giornate, riprende il processo di fusione e svuotamento delle sculture in bronzo Puertas Mallorquinas di Joan Miró. La troupe cinematografica si trasferì alla fonderia proprietà della famiglia Parellada nella località di Llinars de Munt (Barcellona). Le sculture, che pesano 1200 kg, 800 kg e 650kg, furono fuse in un solo pezzo in un forno appositamente costruito per l’occasione.

Miró tapís

(Miró arazzo)
di Pere Portabella, Spagna, 1976, 24 min
DOCUMENTARIO

Il film documentario è stato girato in sei giornate a Montroig del Camp, tra la casa di campagna di Miró, il Mas Miró, e Tarragona, e riprende Josep Royo impegnato nell’elaborazione di un arazzo su disegno originale di Joan Miró. Cinque persone lavorarono per otto mesi nella realizzazione di questo magnifico arazzo per il quale furono necessari 1200 kg di lana e 600 kg per l’ordito, oltre alla costruzione di un apposito telaio per poter eseguire il lavoro di tessitura. Una volta terminato il lavoro, l’arazzo pesava 3500 kg e misurava 6 metri di larghezza per 11 di lunghezza.
Questo filmato, insieme a Miró la forja, è stato commissionato dalla Galleria Maeght per documentare mostra di Joan Miró al Grand Palais organizzata dal Ministero della Cultura francese nel 1974. Il giorno dell’attentato alle torri gemelle del World Trade Center di New York, l’11 settembre 2001, l’arazzo che decorava la hall di una delle torri è andato perduto.

O todos o ninguno

(Tutti o nessuno)
di Helena Lumbreras, Colectivo Cine de Clase, Spagna, 1976, 41min
DOCUMENTARIO

Le lotte operaie s’intensificano in Spagna dopo la morte di Franco nel 1975. Nella periferia industriale di Barcellona, gli operai della società siderurgica FORSA proclamano uno sciopero, prendono il controllo dei mezzi di produzione e decidono di lottare per la loro condizione e i loro diritti.
Due giovani registi, Helena Lumbreras e Mariano Lisa, appartenenti al Colectivo Cine de Clase, parteciparono attivamente allo sciopero, uno dei più simbolici della storia recente della Spagna, decidendo in assemblea, insieme agli altri "compagni" come girare le riprese dell’occupazione. Helena Lumbreras, ex studentessa del Centro Sperimentale di Roma, personaggio di spicco nel panorama del cinema militante europeo, introdusse per prima in Spagna il cinema nelle fabbriche, ritenendolo una pratica di urgenza, un’arma politica, uno strumento al servizio della lotta di classe. Collaboratrice di Pasolini, imbevuta della sua visione epico-religiosa del mondo, Lumbreras costruisce con O todos o ninguno un’utopia filmica di vocazione politica e rivoluzionaria.

In collaborazione con:


A puerta fría

sabato 11 giugno 2022
Ore 20

A puerta fría

(Vendita porta a porta)
di Xavi Puebla, Spagna, 2012, 80 min

Salvador era considerato il miglior venditore dell’azienda, ma molta acqua è passata sotto i ponti e la grinta degli inizi è ora solo un vago ricordo. La vita stessa del protagonista è nel caos e i giovani colleghi sono sempre più agguerriti. La sua ultima grande occasione è l'imminente fiera campionaria e il capo lo ha chiaramente avvertito: se non è in grado di piazzare duecento televisori al plasma in due giorni, è fuori. Salvador inizialmente accusa il colpo, si sente tradito dopo aver dato i migliori anni della propria vita professionale, ma poi decide che non vuole arrendersi. Durante la fiera, Salva incontra Inés, bella e dinamica hostess, pronta ad aiutarlo nella sua missione.
A puerta fría è una tragicommedia del lavoro e dei rapporti umani in cui sembra quasi che ad avere un cartellino, col prezzo attaccato sopra, non siano soltanto gli elettrodomestici ma anche le persone che li vendono.

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En construcción

domenica 05 giugno 2022
Ore 20

En construcción

(In costruzione)
di José Luis Guerín, Spagna, 2001, 125 min
— DOCUMENTARIO

Un emblematico quartiere popolare di Barcellona è oggetto di un piano di riforma urbanistica a partire dall’edificazione di un nuovo condominio. En construcción è un documentario che, accompagnando i lavori in cantiere, ritrae persone, mestieri, rapporti, un vicinato, un quartiere, un’epoca. Si tratta di Barcellona, ma potrebbero essere altri quartieri di tante città europee: gli strati del tempo, il precario equilibrio tra gli abitanti e le loro storie, le trasformazioni e desideri di rinnovarsi, che nel loro insieme costituiscono la genesi di una modifica inesorabile.
Stando alle dichiarazioni del regista, José Luis Guerín: "volevamo conoscere l’intimità di un cantiere, e quindi ci siamo andati quando lo spazio era ancora un piazzale dove i ragazzini giocavano a calcio. Sul luogo, abbiamo cercato un modo di convivere, conoscere e filmare – così, in quest’ordine – che ci permettesse di affrontare sia la quotidianità del cantiere sia la vita che si generava intorno. In quella routine giornaliera rotta dal frastuono delle demolizioni, l’immagine del quartiere si è concretizzata nella manciata di volti che ai nostri occhi lo rappresentavano. In questo processo, presto abbiamo avvertito che la mutazione del paesaggio urbano comportava anche una mutazione del paesaggio umano".

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Smoking Room

sabato 04 giugno 2022
Ore 20

Smoking Room

di Roger Gual e Julio D. Wallovits, Spagna, 2002, 80 min

La filiale spagnola di una multinazionale americana è obbligata a far rispettare il divieto di fumare all'interno degli uffici. D'ora in poi chi vuole fumare durante l'orario di lavoro deve farlo per strada. Ramírez, uno dei dipendenti, decide di raccogliere firme contro ciò che considera ingiusto e fuori luogo. Ciò che Ramírez vuole è che una stanza non occupata dell'ufficio venga utilizzata come sala fumatori, o smoking room, come dicono gli americani. A quanto pare, tutti sono d'accordo e lo sosterranno. Tuttavia, nel tête-a-tête con ciascuno dei colleghi, Ramírez deve affrontare una serie di imprevisti e difficoltà.
L'opera prima del duo Guall-Wallovitz, vincitrice del Premio Goya come miglior esordio del 2002, offe uno squarcio su ambizioni, piccoli intrighi, vendette e invidie di un microcosmo aziendale.

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Los lunes al sol

domenica 29 maggio 2022
Ore 20

Los lunes al sol

(I lunedì al sole)
di Fernando León de Aranoa, Spagna, 2002, 100 min

Spagna, una città del nord deve fronteggiare i problemi della crisi industriale. Santa, José, Lino, Reina, Amador, Serguei: amici da sempre, dopo aver perso il lavoro ai cantieri navali, consumano i giorni tra bevute al bar, discorsi filosofici e improbabili ricerche di nuove occupazioni, fra le malinconie di un futuro difficile e le gioie momentanee che scrosciano all'improvviso. Sempre pronti a non dimenticare l'unico bene prezioso che è rimasto loro: la dignità.
Vincitore di numerosi Premi Goya (gli Oscar spagnoli), il film, che si posiziona fra il Loach meno manicheo (quello di Piovono pietre e Riff raff) e il Kaurismaki più solare, si configura come un piccolo capolavoro: commuove senza indisporre, fa riflettere senza essere saccente e, talora trova anche il tempo di farci divertire.

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Cuadecuc-Vampir

sabato 28 maggio 2022
Ore 20

Cuadecuc-Vampir

(Vampiro)
di Pere Portabella, Spagna, 1970, 110 min

Cuadecuc-Vampir è, con molta probabilità, il film chiave per capire la transizione avvenuta in ambito cinematografico spagnolo che dal periodo dei nuevos cines (intesi come sale cinematografiche, che erano state autorizzate dal governo franchista) va verso le pratiche clandestine, illegali o chiaramente di opposizione al regime stesso. Il lungometraggio viene girato nel 1970 durante le riprese del film commerciale El Conde Drácula di Jess Franco. Portabella applica alla pellicola due tipi di violenza sulla narrativa standard: elimina totalmente il colore e sostituisce la colonna sonora con un paesaggio di collisioni immagine-suono, in collaborazione con il pianista Carles Santos.
Ripreso provocatoriamente in 16mm e con negativo del suono, le tensioni tra il bianco e il nero favoriscono lo strano "materialismo fantasmatico" di questa analisi rivelatrice dei meccanismi di costruzione dell’illusionismo del cinema narrativo dominante, che costituisce un intervento radicale nell’istituzione cinematografica spagnola.

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El crítico

domenica 22 maggio 2022
Ore 20

El crítico

(Il critico)
di Hernán Guerschuny, Argentina/Cile, 2013, 100 min

Un famoso critico cinematografico dai gusti sofisticati (la Nouvelle vague e Godard su tutto e tutti) incontra casualmente una ragazza e se ne innamora a prima vista: vive così sulla propria pelle una storia d’amore, ovvero una commedia romantica, tutto ciò che ha sempre aborrito nelle sue recensioni.
Opera prima che azzarda con successo il lavoro di un critico cinematografico attraverso un gioco meta-filmico ricco di citazioni. Protagonisti due big del cinema argentino: il celebre drammaturgo Rafael Spregelburd (El hombre de al lado, 2009) e Dolores Fonzi.
Il film ha vinto il Premio della critica al Festival di Gramado in Brasile nel 2014.

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La camarista

sabato 21 maggio 2022
Ore 20

La camarista

(La domestica)
di Lila Avilés, Messico, 2019, 89 min

La timida e riservata Eve lavora come cameriera in un hotel di lusso a Città del Messico. Le richieste dei facoltosi ospiti, spesso bislacche e pretenziose, non fanno che sottolineare il divario socioeconomico tra inservienti e clienti dell’albergo, parabola di un’intera nazione divisa più che mai tra chi si trova sempre più in alto e chi può solo aspirare a salire faticosamente un gradino nella scala sociale.
Candidato messicano all’Oscar 2020 come miglior film internazionale, Lila Avilés ha messo a frutto la lunga esperienza teatrale, partendo da una pièce già portata sul palcoscenico dall’attrice e regista. All’origine del film c’è anche il libro L'Hôtel dell’artista Sophie Calle, frutto della sua esperienza come cameriera in un hotel a Venezia. Come una spia, Calle aveva fotografato tutti gli oggetti, i rifiuti e i vestiti che gli ospiti lasciavano nelle loro stanze, ricostruendo il loro comportamento e la loro personalità attraverso i loro effetti personali.

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Esa pareja feliz

domenica 15 maggio 2022
Ore 20

Esa pareja feliz

(Una coppia felice)
di Luis García Berlanga e Juan Antonio Bardem, Spagna, 1951, 83 min

Nel 1953, Luis García Berlanga e Juan Antonio Bardem, due dei più grandi registi della storia del cinema spagnolo, fanno il loro debutto con il lungometraggio Esa pareja feliz, uniti nella lotta contro la censura e mossi dalla volontà di frugare nelle miserie della Spagna franchista.
Il film racconta la storia di Juan e Carmen, una modesta coppia madrilena. Lei è casalinga e lui lavora come elettricista presso uno studio di produzione cinematografica. Il loro sogno di benessere diventa realtà quando risultano vincitori di un famoso concorso sponsorizzato da una marca di saponi. E così vengono scelti come "la pareja feliz": per 24 ore la coppia sarà ospite di ogni sorta di evento e riceverà in omaggio numerosi regali. Ma, proprio quello stesso giorno, Juan si trova a dover risolvere due seri problemi di cui Carmen non sa nulla.

In collaborazione con:


La mano invisible

sabato 14 maggio 2022
Ore 20

La mano invisible

(La mano invisibile)
di David Macián, Spagna, 2016, 90 min

Presenta la rassegna Natalia Marín Sancho

In un capannone industriale, 11 persone vengono reclutate per partecipare a un esperimento di natura sociologica: un reality tv, nel quale ciascuno dovrà semplicemente svolgere il proprio lavoro davanti a un pubblico misterioso.
Sono un muratore, un macellaio, una sarta, un cameriere, un meccanico, un informatico, una donna delle pulizie... I partecipanti non sanno cosa hanno di fronte, né di chi sia la mano che muove i fili di questo perverso teatrino, spietata parabola sulla precarietà lavorativa, di bruciante attualità.
Grazie a una narrazione asciutta, diretta e priva di falsi moralismi, La mano Invisible induce lo spettatore a riflettere sulla cupa direzione verso cui l’umanità sta velocemente scivolando, una traiettoria in picchiata alla vana ricerca di dignità attraverso il lavoro in un agghiacciante sistema produttivo che la dignità non sa neppure dove stia di casa.

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PRESENTAZIONE EDITORIALE / Marco Antonio Bazzocchi. Cento

Oscar Monzon

Oscar Monzon Oscar Monzon

RASSEGNA
ARTIST TALK

Un ciclo di incontri organizzati da Fondazione MAST con i fotografi presenti in mostra per approfondire la loro ricerca e la loro pratica artistica e scoprire le radici della loro visione.

 

MARTEDÌ 10 MAGGIO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

TALK

ÓSCAR MONZÓN
STAY REAL

Il fotografo spagnolo Óscar Monzón esplora diversi meccanismi che le persone utilizzano per affrontare la realtà ma che finiscono per alienarle. Nel suo lavoro, l'industria e la tecnologia trascendono dall'essere strumenti creati dall’uomo per diventare entità totalitarie la cui principale arma di controllo mentale è costituita dal mondo delle immagini e dai suoi simulacri.
In questo Talk, l'artista presenta le sue tre opere pubblicate negli ultimi anni: KARMA (2013), ÉXTASIS (2016) e ORDER (2021). Pur utilizzando forme estetiche diverse, elemento ricorrente del suo lavoro è la sostituzione della realtà con la simulazione di immagini. Il suo primo grande progetto, KARMA, esplora la cultura automobilistica in relazione alla pubblicità. La seconda pubblicazione, EXTASIS, affronta lo sfruttamento del paesaggio naturale da parte del turismo di massa. Il terzo libro, ORDER, si occupa dell'influenza delle immagini pubblicitarie sull'aspetto e sul comportamento umano. Il progetto fonde le qualità formali della street photography classica con quelle tipiche della pubblicità. Con questo lavoro, Oscar Monzon ha vinto la quarta edizione del MAST Foundation for Photography Grant on Industry and Work nel 2015.
L’artista introdurrà anche l’ultimo lavoro ancora inedito, PHOTOTAXIE, in cui è attualmente impegnato insieme al romanziere francese Arthur Larrue.

Interviene con l'artista Urs Stahel, curatore della mostra

 

Óscar Monzón è un fotografo e artista multimediale. Dopo aver fondato il collettivo BlankPaper (2003-2017), ha lavorato a progetti fotografici, video e sonori che sono stati esposti in tutto il mondo e hanno vinto numerosi premi.


Doug Menuez

Doug Menuez Doug Menuez

RASSEGNA
ARTIST TALK

Un ciclo di incontri organizzati da Fondazione MAST con i fotografi presenti in mostra per approfondire la loro ricerca e la loro pratica artistica e scoprire le radici della loro visione

 

GIOVEDÌ 5 MAGGIO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

TALK

DOUG MENUEZ
FEARLESS GENIUS: THE DIGITAL REVOLUTION IN SILICON VALLEY 1985-2000

Le immagini del fotografo americano Doug Menuez documentano gli incredibili successi, ma anche i sacrifici e gli errori, degli imprenditori e degli investitori che, tra il 1985 e il 2000, nella Silicon Valley, sono stati artefici di un’innovazione epocale, protagonisti della Rivoluzione Digitale. Le persone immortalate nelle sue fotografie hanno inventato tecnologie che hanno cambiato il mondo.
Il progetto è iniziato quando Steve Jobs ha concesso a Menuez di seguirlo nella sua nuova start-up, NeXT Computer, per LIFE Magazine. Dopo tre anni, Menuez ha ampliato il progetto ad altri innovatori e aziende leader ottenendo l’accesso, dietro le quinte, ai laboratori di R&S, alle sale riunioni, alle fabbriche e alle vite private dei protagonisti. L'archivio di 250.000 negativi scattati tra il 1985 e il 2000 è ora conservato come parte della Douglas Menuez Collection alla Stanford University Library.
Nel suo Talk, Menuez evoca attraverso le immagini lo spirito originario degli innovatori della Silicon Valley mettendo in luce le caratteristiche che accomunano questi grandi personaggi: un candido idealismo e l’appassionato desiderio di inventare strumenti per migliorare la vita umana.

 

Doug Menuez è un fotografo, regista e artista americano la cui carriera ha spaziato dal fotogiornalismo al lavoro su commissione e ai progetti artistici.
Il lavoro di Menuez è stato esposto in mostre personali e collettive a livello internazionale e ha vinto numerosi premi. I suoi libri includono il bestseller 15 Seconds: The Great San Francisco Earthquake of 1989; Heaven, Earth, Tequila: Un Viaje al Corazón de México; Transcendent Spirit: The Orphans of Uganda.
Più di 100 milioni di persone hanno visto il progetto e il libro Fearless Genius: The Digital Revolution 1985-2000, pubblicato in 6 paesi e 17 lingue.


talk / William Hunt

Bazzocchi Cento

Bazzocchi Cento Bazzocchi Cento

MARTEDÌ 3 MAGGIO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
 

PRESENTAZIONE EDITORIALE

MARCO ANTONIO BAZZOCCHI
CENTO. Un grattacielo di racconti
(Il Mulino)


LETTURE DI MARINELLA MANICARDI

In occasione della rassegna Le voci dei libri, in collaborazione con Coop Alleanza 3.0

 

Come navigare dentro un numero, perdersi e ritrovarsi precipitando da un sogno all’altro.

100 non è un numero che concede confidenza. Anzi, con quella sua aria di completezza, sembra indicare una sfera dentro la quale è impossibile vedere. Ma 100 è stampato nella nostra mente come il numero che tiene insieme grandi opere come la Commedia e il Decameron, e che ci riporta a molte raccolte e a una sorta di enciclopedia di combinazioni. Immaginiamo allora un condominio di parole, e un lettore libero di scendere e salire alla ricerca di autori e racconti. Su e giù per le scale incontrerà non solo Dante e Boccaccio, ma anche Georges Perec, con il suo «La vita, istruzioni per l’uso», un romanzo ambientato proprio in un condominio di 10 piani. E poi Calvino, e poi Manganelli con la sua «Centuria» di cento microromanzi di una pagina. Il cento è il perimetro di uno spazio immaginario. È il numero con cui la mente ha l’illusione di entrare in rapporto con la perfezione.

Marco Antonio Bazzocchi insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea nell’Università di Bologna. Tra i suoi volumi con il Mulino: «Leopardi» (2008), «Esposizioni. Pasolini, Foucault e l’esercizio della verità» (2017) e «Con gli occhi di Artemisia. Roberto Longhi e la cultura italiana» (2021).


PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Pasolini

Recalcati - Pasolini

Recalcati - Pasolini Recalcati - Pasolini

MERCOLEDÌ 27 APRILE 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM
 

PRESENTAZIONE EDITORIALE

MASSIMO RECALCATI
PASOLINI: IL FANTASMA DELL'ORIGINE

LETTURE DI VALTER MALOSTI ISPIRATE ALLE PAGINE DEL LIBRO

In occasione della rassegna Le voci dei libri, in collaborazione con Coop Alleanza 3.0

 

Un ritratto di Pasolini: il dissidio irrisolto tra vita e storia, corpo e ragione, individuo e comunità, mito e demitizzazione; le metamorfosi del potere e la resistenza della parola.

“Ho incontrato il testo di Pasolini dopo aver incontrato da ragazzo il suo corpo morto, ferocemente assassinato.”
 

Massimo Recalcati, psicoanalista tra i più noti in Italia, dirige l’Irpa (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata) e nel 2003 ha fondato Jonas Onlus (Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi). Scrive per “la Repubblica” e insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università di Pavia e Psicoanalisi e scienze umane presso l’Università di Verona. Ha pubblicato numerosi libri, tradotti in diverse lingue, tra cui: Ritratti del desiderio (2012), Jacques Lacan. Desiderio, godimento e soggettivazione (2012), Non è più come prima (2014), L’ora di lezione (2014) e Contro il sacrificio (2017). Con Feltrinelli ha pubblicato: Il complesso di Telemaco (2013), Le mani della madre (2015), Il mistero delle cose (2016), Il segreto del figlio (2017), A libro aperto (2018), Mantieni il bacio. Lezioni brevi sull’amore (2019) e La tentazione del muro. Lezioni brevi per un lessico civile (2020).


TALK / Timothy Prus

William Hunt

William Hunt William Hunt

GIOVEDÌ 28 APRILE 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

TALK

W. M. HUNT E FRANÇOIS HÉBEL
COLLECTING: GREAT PHOTOGRAPHS… OR, AT LEAST, SOME REALLY GOOD ONES

W.M. Hunt ha trascorso più di quattro decenni a costruire un enorme archivio di immagini che è stato esposto in tutto il mondo, mentre contemporaneamente teneva lezioni alla School of Visual Arts di New York, apriva una galleria a Manhattan, scriveva decine di monografie e pubblicava libri fotografici.

Le opere della collezione coprono l'intera storia della fotografia. Vanno da materiale vernacolare, come scatti per la stampa e immagini stereoscopiche, fino a capolavori della fotografia artistica con opere di Walker Evans, Irving Penn, Robert Frank, Diane Arbus, Richard Avedon, e molti altri.

“Nella maggioranza dei casi, le fotografie che vengono realizzate oggigiorno sono buona qualità. La gente fa buone fotografie", dice W.M. Hunt. “Questo non mi interessa. A me interessano le grandi fotografie. La fotografia, per me, è una missione di vita. Penso all'enorme piacere che la fotografia mi ha dato nel corso degli anni, e sono felice di condividerlo, sono stimolato a parlarne e ad accompagnare le persone verso la fotografia".

L'incontro alla Fondazione MAST sarà organizzato come una conversazione tra W.M. Hunt e François Hébel, direttore della Fondation Henri Cartier-Bresson, dal 2001 al 2014 direttore dei Rencontres d'Arles, dove ha invitato Hunt ad esporre la sua collezione. La mostra “Forza lavoro” dalla collezione W. M. Hunt è stata esposta a Foto/Industria 2013.


PRESENTAZIONE EDITORIALE / VITO MANCUSO - La mente innamorata

Timothy Prus

Timothy Prus Timothy Prus

MARTEDÌ 12 APRILE 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

TALK

TIMOTHY PRUS E URS STAHEL
COLLEZIONI FOTOGRAFICHE: ARCHIVE OF MODERN CONFLICT

The Archive of Modern Conflict è un'organizzazione dedicata alla collezione e alla conservazione di fotografie, oggetti e manufatti. Fondato nel 1992, l'archivio iniziò come raccolta di fotografie relative alla guerra e al conflitto, ma da allora ha esteso il suo mandato e ampliato i temi di riferimento per diventare una delle principali collezioni private del mondo che comprende più di otto milioni di immagini e produce libri e mostre che abbracciano una moltitudine di argomenti.

La Fondazione MAST ha collaborato con l’Archive of Modern Conflict nel 2020 per la mostra Inventions in cui erano esposte fotografie delle invenzioni più brillanti e geniali della prima metà del ventesimo secolo. 

Il direttore dell’Archive of Modern Conflict, Timothy Prus, parlerà di questa straordinaria collezione con Urs Stahel, curatore della PhotoGallery e della Collezione MAST.
 

Timothy Prus è il curatore dell’Archive of Modern Conflict dal 1992. È anche un organizzatore di mostre e un editore di libri fotografici. Le sue pubblicazioni includono Whale's Eyelash (2014), Nein, Onkle (2007), Scrapbook (2009) e The Corinthians (2008). Tra le mostre che ha curato  segnaliamo Enfin seules (MUDAM, Luxembourg, 2021), Collected Shadows (Museum of Contemporary Art, Toronto, 2013), Notes Homes (FORMAT International Photography Festival, Derby, 2013), The Great Refusal (Hayward Gallery, Londra, 2013), A Guide to the Protection of the Public in Peacetime (Tate Modern, Londra, 2014).


PRESENTAZIONE EDITORIALE / MARCO ANTONIO BAZZOCCHI - ALFABETO PASOLINI

TALK / VITO Mancuso - La mente innamorata

Mancuso - La mente innamorata Mancuso - La mente innamorata

GIOVEDÌ 7 APRILE 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

 

PRESENTAZIONE EDITORIALE
 

VITO MANCUSO

LA MENTE INNAMORATA 

(Garzanti)

 

Dialoga con Stefano Bolognini

In occasione della rassegna Le voci dei libri, in collaborazione con Coop Alleanza 3.0

Sperimentiamo costantemente dentro di noi inquietudine, paura, talora angoscia, e un ribollire di emozioni che obbliga la mente a un duro, continuo lavoro. Eppure, ciascuno possiede nel profondo anche la forza esplosiva necessaria per sciogliere il nodo delle assillanti domande che tormentano l’esistenza, e per puntare a quell’ideale che nei secoli è stato chiamato in vari modi: Dio, Tao, Dharma, Spirito Santo, oppure amore, bene, sapienza. In questa nuova tappa del suo percorso filosofico, Vito Mancuso sostiene che l’equilibrio tra l’irrazionalità dell’amore e la pura logica della mente è ancora possibile: per dimostrarlo chiama a raccolta le vite e le esperienze di grandi del presente e del passato – da Dante a Hannah Arendt, da Giordano Bruno a Etty Hillesum – in un ideale pantheon di menti innamorate capaci di conquistare quella grazia che è il frutto più bello di ogni educazione spirituale. A partire dal loro luminoso esempio, Mancuso indica la strada da percorrere per dare ascolto al maestro interiore che ognuno custodisce dentro di sé, e raggiungere uno stato di felicità dell’esistenza puro e allo stesso tempo reale, sognante ma a occhi aperti, che rappresenta il dono maggiore che si possa ricevere dalla vita.

Vito Mancuso ha insegnato presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e l’Università degli Studi di Padova. È autore di moltissimi libri a carattere teologico e dirige la collana I Grandi Libri dello Spirito.  È editorialista del quotidiano «La Stampa».


TALK / Marin Karmitz, Francois Hébel

Georges Didi-Huberman

Georges Didi-Huberman Georges Didi-Huberman

MERCOLEDÌ 16 MARZO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

TALK

GEORGES DIDI-HUBERMAN

LA FOTOGRAFIA COME STRUMENTO PER IL PENSIERO: DALL'ARCHIVIO ALL'ATLANTE

Introduce Marco Antonio Bazzocchi

Il filosofo o lo storico dell’arte interessato alle immagini deve anche rendere loro giustizia sul piano della pratica: «pensare le immagini» non può essere separato dal «fare delle immagini» e dallo sperimentare le loro inquadrature, i loro montaggi, la loro collocazione in un archivio o -cosa ben differente- in un atlante. In che modo dunque le immagini ci offrono da pensare?

Georges Didi-Huberman - Filosofo e storico dell’arte, insegna all’École des Hautes Études en Sciences Sociales (Parigi). Ha insegnato in numerose università internazionali e ha ricevuto molti riconoscimenti, tra cui il premio Aby Warburg, il premio Max Weber, il premio Alexander von Humboldt e, nel 2015, il premio Theodor W. Adorno.
Ha pubblicato circa sessanta opere sulla storia e la teoria delle immagini, nel vasto campo storico che va dalla pittura del Rinascimento italiano ai problemi contemporanei sulla politica delle immagini e l’eredità storica e teorica di Aby Warburg e Walter Benjamin.
Tra i più recenti: L’œil de l’histoire (5 volumi, 2009-2015), Ninfa Fluida (2015), Ninfa profonda (2017), Ninfa dolorosa (2019), Désirer désobéir (2019), Pour commencer encore (2019) e Éparses (2020), Imaginer recommencer (2021), Le Témoin jusqu’au bout (2022).
Ha diretto molte esposizioni importanti, tra cui: L’Empreinte presso il Centre Georges Pompidou (Parigi, 1997), Atlas al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía (Madrid, 2010), Histoires de fantômes pour grandes personnes (con il fotografo Arno Gisinger) al Fresnoy, a Rio de Janeiro, a Beirut e al Palais de Tokyo (Parigi), Memory Burns a l’OCAT (Pechino, 2015) e Soulèvements al Jeu de Paume (Parigi, 2016), a Barcellona, Buenos Aires, San Paolo e Città del Messico (2017-2018).

 


TALK / Georges Didi-Huberman

Fare - The MAST Collection

Ispirazioni da collezione

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Ispirazioni da collezione

THE MAST COLLECTION

Dai primi anni 2000 la Fondazione MAST ha acquisito immagini legate al mondo dell’industria e del lavoro da case d’asta, gallerie d’arte, collezioni private, da fotografi e artisti. Il patrimonio di immagini si è arricchito negli anni, con testimonianze fotografiche e video che hanno ampliato il fondo iniziale, quello del Gruppo Coesia, che data ai primi del Novecento ed è costituito da filmati, negativi su vetro e su pellicola, stampe, album e cataloghi degli stabilimenti, dei luoghi del lavoro e dei lavoratori, così come delle macchine e dei prodotti industriali.

La fotografia è sempre traccia di un tempo preciso e quindi anche di una tecnologia, che rispecchia l’innovazione di quel momento storico. Attraverso queste numerose acquisizioni si è definita una collezione non più esclusivamente legata al gruppo industriale, ma alla storia dell’industria, del lavoro e della tecnologia. La raccolta conta oggi oltre 6.000 immagini tra fotografie e video di celebri artisti, insieme a una vasta selezione di album fotografici di autori anonimi, spesso tecnici delle imprese che utilizzano lo strumento fotografico come mezzo per documentare diversi aspetti della loro professione. Accanto a opere di Edward Weston, Charles Sheeler, Margaret Bourke White, Germaine Krull, Thomas Struth, Dorothea Lange, Man Ray, per citare alcuni grandi nomi, la collezione MAST valorizza il mondo della fotografia, dagli interpreti più conosciuti ai cosiddetti anonymous. La forza e l’importanza di questa collezione risiede proprio nella sua eterogeneità, legata alla presenza di diversi linguaggi, da quello artistico a quello documentario, fino ad arrivare alla fotografia pubblicitaria e di identificazione. Oggi la collezione MAST si è affermata come punto di riferimento unico al mondo per quanto riguarda la fotografia dell’industria e del lavoro.

 

Con la mostra The MAST Collection. A visual alphabet of industry work and technology la Fondazione presenta per la prima volta una selezione di circa 500 immagini tra fotografie, album e video, tutte provenienti dalla collezione, che occupano l’intera area espositiva. L’esposizione, curata da Urs Stahel, è divisa in 53 isole tematiche caratterizzate da parole chiave in ordine alfabetico, dalla “A” di Abandoned si arriva alla “W” di Waste, Water, Wealth, illustrate dalle opere scelte, dall’Ottocento ad oggi, che diventano le coordinate di lettura e di scoperta di questo importante percorso. L’alfabeto industriale è quindi la linea che riflette la scelta curatoriale delle immagini. Un viaggio attraverso quasi duecento anni di storia, che intende stimolare una riflessione sull’importanza della collezione come strumento di conoscenza e che ha come fine mostrare e raccontare prospettive diverse e inedite del lavoro, da sempre legato all’uomo.

La collezione è quindi una realtà in divenire, che raccoglie e svela storie del passato e del presente, per delineare le prospettive del futuro.

 

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Foto: Vincent Fournier, Kobian Robot #1 (Takanishi Laboratory), Waseda University, Tokyo, Japan 2010 © Vincent Fournier


Sguardi sul mondo del lavoro

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Sguardi sul mondo del lavoro

THE MAST COLLECTION

Dai primi anni 2000 la Fondazione MAST ha acquisito immagini legate al mondo dell’industria e del lavoro da case d’asta, gallerie d’arte, collezioni private, da fotografi e artisti. Il patrimonio di immagini si è arricchito negli anni, con testimonianze fotografiche e video che hanno ampliato il fondo iniziale, quello del Gruppo Coesia, che data ai primi del Novecento ed è costituito da filmati, negativi su vetro e su pellicola, stampe, album e cataloghi degli stabilimenti, dei luoghi del lavoro e dei lavoratori, così come delle macchine e dei prodotti industriali.

La fotografia è sempre traccia di un tempo preciso e quindi anche di una tecnologia, che rispecchia l’innovazione di quel momento storico. Attraverso queste numerose acquisizioni si è definita una collezione non più esclusivamente legata al gruppo industriale, ma alla storia dell’industria, del lavoro e della tecnologia. La raccolta conta oggi oltre 6.000 immagini tra fotografie e video di celebri artisti, insieme a una vasta selezione di album fotografici di autori anonimi, spesso tecnici delle imprese che utilizzano lo strumento fotografico come mezzo per documentare diversi aspetti della loro professione. Accanto a opere di Edward Weston, Charles Sheeler, Margaret Bourke White, Germaine Krull, Thomas Struth, Dorothea Lange, Man Ray, per citare alcuni grandi nomi, la collezione MAST valorizza il mondo della fotografia, dagli interpreti più conosciuti ai cosiddetti anonymous. La forza e l’importanza di questa collezione risiede proprio nella sua eterogeneità, legata alla presenza di diversi linguaggi, da quello artistico a quello documentario, fino ad arrivare alla fotografia pubblicitaria e di identificazione. Oggi la collezione MAST si è affermata come punto di riferimento unico al mondo per quanto riguarda la fotografia dell’industria e del lavoro.

 

Con la mostra The MAST Collection. A visual alphabet of industry work and technology la Fondazione presenta per la prima volta una selezione di circa 500 immagini tra fotografie, album e video, tutte provenienti dalla collezione, che occupano l’intera area espositiva. L’esposizione, curata da Urs Stahel, è divisa in 53 isole tematiche caratterizzate da parole chiave in ordine alfabetico, dalla “A” di Abandoned si arriva alla “W” di Waste, Water, Wealth, illustrate dalle opere scelte, dall’Ottocento ad oggi, che diventano le coordinate di lettura e di scoperta di questo importante percorso. L’alfabeto industriale è quindi la linea che riflette la scelta curatoriale delle immagini. Un viaggio attraverso quasi duecento anni di storia, che intende stimolare una riflessione sull’importanza della collezione come strumento di conoscenza e che ha come fine mostrare e raccontare prospettive diverse e inedite del lavoro, da sempre legato all’uomo.

La collezione è quindi una realtà in divenire, che raccoglie e svela storie del passato e del presente, per delineare le prospettive del futuro.

 

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Foto: Vincent Fournier, Kobian Robot #1 (Takanishi Laboratory), Waseda University, Tokyo, Japan 2010 © Vincent Fournier


Viaggio nel mondo del lavoro

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Viaggio nel mondo del lavoro

THE MAST COLLECTION

Dai primi anni 2000 la Fondazione MAST ha acquisito immagini legate al mondo dell’industria e del lavoro da case d’asta, gallerie d’arte, collezioni private, da fotografi e artisti. Il patrimonio di immagini si è arricchito negli anni, con testimonianze fotografiche e video che hanno ampliato il fondo iniziale, quello del Gruppo Coesia, che data ai primi del Novecento ed è costituito da filmati, negativi su vetro e su pellicola, stampe, album e cataloghi degli stabilimenti, dei luoghi del lavoro e dei lavoratori, così come delle macchine e dei prodotti industriali.

La fotografia è sempre traccia di un tempo preciso e quindi anche di una tecnologia, che rispecchia l’innovazione di quel momento storico. Attraverso queste numerose acquisizioni si è definita una collezione non più esclusivamente legata al gruppo industriale, ma alla storia dell’industria, del lavoro e della tecnologia. La raccolta conta oggi oltre 6.000 immagini tra fotografie e video di celebri artisti, insieme a una vasta selezione di album fotografici di autori anonimi, spesso tecnici delle imprese che utilizzano lo strumento fotografico come mezzo per documentare diversi aspetti della loro professione. Accanto a opere di Edward Weston, Charles Sheeler, Margaret Bourke White, Germaine Krull, Thomas Struth, Dorothea Lange, Man Ray, per citare alcuni grandi nomi, la collezione MAST valorizza il mondo della fotografia, dagli interpreti più conosciuti ai cosiddetti anonymous. La forza e l’importanza di questa collezione risiede proprio nella sua eterogeneità, legata alla presenza di diversi linguaggi, da quello artistico a quello documentario, fino ad arrivare alla fotografia pubblicitaria e di identificazione. Oggi la collezione MAST si è affermata come punto di riferimento unico al mondo per quanto riguarda la fotografia dell’industria e del lavoro.

 

Con la mostra The MAST Collection. A visual alphabet of industry work and technology la Fondazione presenta per la prima volta una selezione di circa 500 immagini tra fotografie, album e video, tutte provenienti dalla collezione, che occupano l’intera area espositiva. L’esposizione, curata da Urs Stahel, è divisa in 53 isole tematiche caratterizzate da parole chiave in ordine alfabetico, dalla “A” di Abandoned si arriva alla “W” di Waste, Water, Wealth, illustrate dalle opere scelte, dall’Ottocento ad oggi, che diventano le coordinate di lettura e di scoperta di questo importante percorso. L’alfabeto industriale è quindi la linea che riflette la scelta curatoriale delle immagini. Un viaggio attraverso quasi duecento anni di storia, che intende stimolare una riflessione sull’importanza della collezione come strumento di conoscenza e che ha come fine mostrare e raccontare prospettive diverse e inedite del lavoro, da sempre legato all’uomo.

La collezione è quindi una realtà in divenire, che raccoglie e svela storie del passato e del presente, per delineare le prospettive del futuro.

 

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Foto: Vincent Fournier, Kobian Robot #1 (Takanishi Laboratory), Waseda University, Tokyo, Japan 2010 © Vincent Fournier


Matthias Harder

Matthias Harder Matthias Harder

RASSEGNA
IL VALORE CONTEMPORANEO DELLE COLLEZIONI FOTOGRAFICHE

Come nasce una collezione fotografica? Come si rinnova? Quali sono le modalità di conservazione? Un ciclo di incontri sulla gestione e valorizzazione di un archivio, organizzato da Fondazione MAST nell'ambito della mostra The MAST Collection - A visual alphabet of industry, work and technology.

 

GIOVEDÌ 3 MARZO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

TALK

MATTHIAS HARDER E DENIS CURTI
COLLEZIONI FOTOGRAFICHE: LA HELMUT NEWTON FOUNDATION

La Helmut Newton Foundation è stata creata da Helmut Newton nel 2003 ed ha sede in uno splendido edificio storico nel centro di Berlino. La Fondazione è dedicata alla promozione, conservazione e presentazione delle opere fotografiche di Helmut e June Newton. Le opere poliedriche, innovative e provocatorie di Newton vengono spesso presentate in dialogo con i lavori di altri artisti e fotografi.
Il Direttore della Helmut Newton Foundation, insieme a Denis Curti, racconterà questa straordinaria collezione di uno dei più celebrati fotografi al mondo.

Matthias Harder, responsabile della Helmut Newton Collection e Denis Curti, Curatore della casa dei Tre Oci di Venezia e autore del libro Capire la fotografia contemporanea, Marsilio Editori.


TALK / Matthias Harder, DENIS CURTI

MOSTRA / The MAST Collection

Bazzocchi Pasolini

Bazzocchi Pasolini Bazzocchi Pasolini

MERCOLEDÌ 30 MARZO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

 

PRESENTAZIONE EDITORIALE
 

MARCO ANTONIO BAZZOCCHI

ALFABETO PASOLINI

(Carocci)

 

Dialoga con Brunella Torresin

In collaborazione con Coop Alleanza 3.0


L’opera di Pasolini è un arcipelago di poesie, racconti, romanzi, saggi e film così vasto che per muoversi al suo interno sono necessarie almeno una mappa e una bussola. Il dizionario proposto in questo libro le offre entrambe: la mappa, in quanto passa in rassegna i lemmi fondamentali da cui è formato; la bussola, perché fornisce alcune indicazioni preliminari sul significato delle singole opere. Pasolini, infatti, non può essere rinchiuso nei confini di un’opera o di un genere, ma è un autore che continuamente li attraversa, anzi li sovverte.

Marco Antonio Bazzocchi è professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea e Letteratura dell’età romantica all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Su Pasolini ha pubblicato: I burattini filosofi. Pasolini dalla letteratura al cinema (Bruno Mondadori, 2007) ed Esposizioni. Pasolini, Foucault e l’esercizio della verità (il Mulino, 2017).


 


Bibbia - Enzo Bianchi dialoga con Vito Mancuso

Bibbia - Enzo Bianchi dialoga con Vito Mancuso Bibbia - Enzo Bianchi dialoga con Vito Mancuso

SABATO 5 FEBBRAIO 2022
ORE 18.30
MAST.AUDITORIUM

 

PRESENTAZIONE EDITORIALE
 

BIBBIA
(I millenni, Einaudi)

ENZO BIANCHI DIALOGA CON VITO MANCUSO

 

La nuova edizione Einaudi della Bibbia si caratterizza innanzitutto per la nuova traduzione, non confessionale, frutto del lavoro di un'équipe di filologi ed esegeti fra i più autorevoli al mondo, profondi conoscitori dell'ebraico, dell'aramaico e del greco. Una traduzione che vuole rendere accessibile il testo biblico al lettore odierno, ma senza omogeneizzare le sue asperità linguistiche, culturali e teologiche.

La Bibbia è sempre disponibile a una lettura infinita, e non solo per le interpretazioni che sono sempre molte, come testimonia tutta la copiosissima letteratura dei commenti biblici, ma infinita perché diventa diversa a partire da chi la legge. Ci sono letture diverse nella fede ebraica, letture diverse nella fede cristiana, letture diverse di chi non è credente né in Dio, né in Gesú Cristo e legge la Bibbia come «il grande codice» secondo la ben nota espressione di Northrop Frye. Grande codice della cultura occidentale soprattutto, ma non solo! Per il non ebreo e il non cristiano, la Bibbia non contiene «la parola di Dio», ma resta una testimonianza scritta del pensiero umano che si esprime imputando al soggetto «Dio» parole e azioni che hanno un significato alto per l’umanità. Ma non si dimentichi che nella lettura della Bibbia anche il credente non potrà fare a meno di tutti gli strumenti umani necessari per leggerla, interpretarla e comprenderla. Nella lettura infinita c’è un cammino comune del credente e del non credente che deve assolutamente essere messo in rilievo e praticato senza sospetti. D’altronde, le chiese oggi riconoscono che la Bibbia, pur contenendo la parola di Dio, è innanzitutto parola umana, che gli autori sono autori umani, e che la Bibbia è un testo che va interpretato rifuggendo ogni lettura fondamentalista. Oggi possiamo dire che la Bibbia è la biblioteca che non divide, non separa, non apre a fondamentalismi, chiede l’affermazione della diversità, delle pluralità e dunque del dialogo perché essa è strutturalmente dialogica!

Enzo Bianchi è nato a Castel Boglione, in provincia di Asti, nel 1943. Nel 1965 ha fondato la Comunità di Bose, della quale è stato priore fino al 2017. Tra la sua ricchissima bibliografia segnaliamo i commenti al Cantico dei Cantici, Ruth, Lamentazioni, Qohelet, Ester (Lontano da chi?, Gribaudi 1984); Genesi (Adamo, dove sei?, Qiqajon 1994); L'Apocalisse di Giovanni (Qiqajon 1999). Da Einaudi ha pubblicato: La differenza cristiana (2006), Il pane di ieri (2008), Per un'etica condivisa (2009), Ogni cosa alla sua stagione (2010), L'altro siamo noi (2010), Fede e fiducia (2013), Dono e perdono (2014), Spezzare il pane (2015), Gesú e le donne (2016). Per i «Millenni» ha curato il volume Regole monastiche d'Occidente (2001) e progettato e diretto i tre volumi della Bibbia (2021).


In collaborazione con Coop Alleanza 3.0 e Librerie Coop

 

 


PRESENTAZIONE EDITORIALE / Bibbia - Enzo Bianchi, Vito Mancuso

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Esiste il rapporto sessuale?

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Lilli Gruber

SPETTACOLO TEATRALE / Retrovie Tita Ruggeri

Dilili a Parigi

domenica 02 gennaio 2022
Ore 18
MAST.AUDITORIUM

Dilili a Parigi

Michel Ocelot, 2018, 95’, ITA

Il film è ambientato nella Parigi della Belle Epoque, e racconta la storia del piccolo Kanak Dilili che, in compagnia di un ragazzo che fa le consegne in motorino, indaga sul misterioso rapimento di un gruppo di ragazze. I due incontreranno personaggi straordinari che forniranno loro indizi importanti per la loro ricerca. Il regista affronta così problematiche di integrazione (razziale e di genere) con cui ci confrontiamo purtroppo ancora oggi, adottando un punto di vista cosmopolita. Il film propone uno stile visivo che miscela grafica bidimensionale, animazioni realizzate al computer e persino fotografie, con la creatività delicata che ha sempre contraddistinto l'autore.

Età 6/12 anni


La mia fantastica vita da cane

sabato 01 gennaio 2022
Ore 18
MAST.AUDITORIUM

La mia fantastica vita da cane

Anca Damian, 2019, 92’, ITA

Marona, una cagnetta dal naso a forma di cuore, per salvare la padroncina rimane vittima di un incidente. Ripercorre così con la mente e il cuore tutti i padroni (e i nomi) che ha avuto e amato nella sua vita. Grazie alla sua innata empatia, Marona riesce a portare calore e innocenza in tutte le case in cui ha vissuto.

Età 6/10 anni


La famosa invasione degli orsi in Sicilia

domenica 26 dicembre 2021
ore 18
MAST.Auditorium

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Lorenzo Mattotti, 2019, 82’ ITA

Nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere al rigido inverno, Leonzio, il Grande Re degli orsi, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla pianura, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all’aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto, però, Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini. Con i magnifici disegni di Lorenzo Mattotti, le voci di Toni Servillo, Andrea Camilleri, Antonio Albanese e Corrado Guzzanti, il film è tratto dall’omonimo libro di Dino Buzzati ed ha vinto ad Alice Nelle Città il premio per la Miglior Regia.

Età 6/12 anni


Nightmare before Christmas

sabato 25 dicembre 2021
ore 18
MAST.Auditorium

Nightmare before Christmas

Tim Burton, 1993, 76’ ITA

Gli abitanti di Halloween, nel quale vivono tutti i mostri della festività (zombi, lupi mannari, streghe etc.) salutano il loro Re delle Zucche, quel Tim Burton che li disegnava dai tempi in cui lavorava alla Disney e, controcorrente rispetto alla Casa Madre, rifiutava il manicheismo, coglieva in errore anche i propri eroi, preferiva i Morti (elegia dei diversi ed emarginati) all’edulcorato e ipocrita buonismo del Paese dei Santa Claus (il titolo storpia quello del poema “The night before Christmas” di Clement Clarke Moore). Dopo aver lasciato la sua inconfondibile impronta su temi, personaggi e soggetto, affida questa operazione coraggiosa, laboriosa e nostalgica (torna la magia di George Pal), alla regia dell’amico Henry Selick.

Età dai 6 anni


Fantastic Mr Fox

domenica 19 dicembre 2021
ore 18
MAST.Auditorium

Fantastic Mr Fox

Wes Anderson, 2009, 87’ ITA

Il Signore e la Signora Fox (doppiati in originale da George Clooney e Meryl Streep) conducono una bellissima vita insieme al figliolo Ash e al giovane nipote Kristofferson, che è loro ospite. Ma, dopo tanti anni, questa vita “perfetta” sembra incrinarsi per l'istinto selvaggio del Signor Fox, che torna alle vecchie abitudini di spregiudicato ladro di galline. Così facendo, però, mette a rischio non solo la sua amata famiglia, ma l'intera comunità animale. Intrappolati sotto terra senza sufficienti scorte di cibo, gli animali si uniscono per combattere contro i contadini cattivi – Boggis, Bunce e Bean – che sono determinati a catturare l'audace e fantastico Signor Fox a qualunque costo. Animazione in stop-motion per personaggi deliziosi e curatissimi nei particolari.

Età 6/12 anni


Yaya e Lennie, the walking liberty

sabato 18 dicembre 2021
ore 16
MAST.Auditorium

Yaya e Lennie, the walking liberty

Alessandro Rak, 2021, 98’ ITA

Il film ci trasporta in un tempo in cui, in seguito a un misterioso sconvolgimento, il mondo come lo conosciamo oggi è finito. La natura si è ripresa prepotentemente il pianeta e ora la giungla riveste tutta la terra. Dalle macerie del mondo che fu, una nuova società sta cercando di risorgere. Si tratta de “L’Istituzione”, i cui adepti cercano di ripristinare l’ordine precostituito imponendo al popolo libero della giungla il loro concetto di diritto. Ma c’è chi si oppone con forza al loro processo di “civilizzazione”: i dissidenti stanno preparando la loro rivoluzione. Il film è stato presentato con successo al Locarno Film Festival 2021.

Età 6/12 anni


Mune, il guardiano della luna

domenica 12 dicembre 2021
ore 18
MAST.Auditorium

Mune, il guardiano della luna

Benoît Philippon, 2014, 86’ ITA

Mune è il guardiano della Luna, e il muscoloso Sohone è il guardiano del Sole. Mentre il primo è un piccolo fauno pasticcione che mai si sarebbe aspettato di ricevere quel prestigioso incarico, l’altro si esercita da sempre per ricoprire il ruolo di custode del Sole. L’incapacità e la paura di Mune lo portano a fare un guaio dopo l’altro mettendo in serio pericolo il Sole, rapito da alcuni demoni sotto l’ordine del malvagio Necross, che un tempo badava alla stella solare e che ora ne vuole il controllo assoluto. La notte inizia a calare ovunque, spegnendo la speranza che torni presto il mattino. A Mune e Sohone non resta che un’unica scelta: unire le forze e riportare l’astro scomparso al suo posto.

Età 6/12 anni


West & Soda

sabato 11 dicembre 2021
ore 16
MAST.Auditorium

West & Soda

Bruno Bozzetto, 1965, 86’ ITA

Il pistolero Johnny se la dovrà vedere con il “Cattivissimo” e i suoi due scagnozzi per salvare la bella Clementina, le sue mucche e il suo ranch. Un film ironico e divertente parodia del genere western. Un classico intramontabile del cinema d’animazione italiana.

Età 6/12


Un gatto a Parigi

domenica 05 dicembre 2021
ore 18
MAST.Auditorium

Un gatto a Parigi

Alain Gagnol e Jean-Loup Felicioli, Francia, 2010, 65’ ITA

Dino è un gatto dalla doppia vita. Di giorno vive con Zoe, una ragazzina la cui mamma, Jeanne, è agente di polizia. Di notte lavora con Nico, un ladro gentiluomo. Zoe si è chiusa nel silenzio dopo la morte del padre, avvenuta per mano del gangster Costa. Un giorno il gatto Dino porta a Zoe un bracciale preziosissimo. Lucas, vicecomandante di Jeanne, si accorge che il bracciale fa parte di una collezione di gioielli rubati. Una notte Zoe decide di seguire Dino sui tetti della città. Sul suo tragitto intercetta per caso una conversazione tra alcuni malviventi e scopre che la sua babysitter fa parte della loro banda.

Età 6/12 anni


Pinocchio

sabato 04 dicembre 2021
ore 16
MAST.Auditorium

Pinocchio

Enzo D’Alò, 2012, 84’ ITA

Il film è tratto dal celebre libro Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, con le musiche originali di Lucio Dalla e i disegni di Lorenzo Mattotti. Geppetto anziano falegname, dotato di una vivace fantasia fin da giovane, quando divenne un uomo non perse la capacità di guardare oltre le apparenze, costruendo un burattino nel ciocco di legno, e lo chiamò Pinocchio. Appena gli mise le gambe, il burattino scappò in strada ma fu subito raggiunto da due carabinieri che poi, non capendo il perché della fuga, arrestarono Geppetto e lo portano in prigione. Da qui inizia una serie di disavventure che porterà Pinocchio ad incontrare il Grillo Parlante, la Fata Turchina, il Gatto e la Volpe, fino alla redenzione del burattino per tutte le malefatte, e la pace con il babbo Geppetto. Il film ha ottenuto una candidatura agli European Film Awards, ed è stato presentato alle Giornate degli Autori al Festival di Venezia.

Età 6/10 anni


PROIEZIONI / Future Film Kids 2021

Foto/Industria 2021 — EVENTI

Collezion-Ando immagini

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Collezion-Ando immagini

ANDO GILARDI. FOTOTECA

Ando Gilardi (1921-2012) inizia a fotografare giovanissimo. Durante la Seconda Guerra Mondiale combatte come partigiano contro le forze nazifasciste e, proprio in questo periodo, matura la consapevolezza del potere documentale della fotografia.   
Nel 1945, per conto di una commissione interalleata riproduce, ordina e cataloga fotografie legate alle stragi nazifasciste che stampa come prove, utilizzate nel corso del processo di Norimberga ai criminali di guerra. 
Gilardi intuisce presto che le immagini si possono realizzare direttamente, ma anche prelevare da altri contesti e riutilizzare.  
Negli anni Cinquanta la sua attività è definita da un forte impegno di tipo sociale e politico. Esordisce come collaboratore della rivista Lavoro per la quale si concentra sul racconto della quotidianità di operai e contadini. In questi reportage l’uomo è al centro del suo interesse. Collabora anche come fotografo etnografico con diversi studiosi, tra cui Ernesto De Martino. Le sue fotografie mantengono un taglio diretto, non cercano il compiacimento estetico, intendono essere documenti, testimonianze nette, spesso accompagnate da dettagliate descrizioni testuali dell’autore.   
Tra il 1950 e il 1964 percorre l’Italia da nord a sud per documentare la vita degli operai, dei braccianti, delle famiglie. Le sue fotografie sono immagini intermedie che mostrano e raccontano, senza mai esibire il dramma degli eventi. Mantengono una distanza rispettosa e attenta, che riflette il suo modo di vedere la fotografia come strumento per raccontare la realtà.  
Oltre all’attività di fotografo, si dedica all’insegnamento e alla ricerca storica e teorica sull’immagine. 
Nel 1959 fonda a Roma La Fototeca Gilardi. L’intenzione è mettere insieme una banca dati di immagini, con l’obbiettivo di fornire materiale iconografico per libri, riviste e giornali. Nel 1967 trasferisce l’archivio a Milano.  
La Fototeca raccoglie oggi circa 500 mila immagini. L’oggetto della collezione non sono solo le fotografie di Gilardi, ma anche riproduzioni realizzate dallo stesso autore.  
Una gigantesca banca di immagini, dedicata alla raccolta e allo studio dell’iconografia, un territorio visuale che, in forma analogica, ricorda quello del Web.  
E proprio il Web, con la sua infinita possibilità di diffusione e moltiplicazione dell’immagine, porta a riflettere su una delle tante massime gilardiane: “Con il definitivo prevalere della supermatrice fotografica su ogni altra, la trasmissione dei messaggi visivi attraverso i canali del nuovo mezzo diventa ininterrotta e il consumo delle immagini consumismo. Le immagini sono certamente il primo prodotto della nuova civiltà industriale cui si possa riferire questo termine nel suo significato deteriore”.  Riflettere sull’immagine e sulle sue possibilità comunicative significa per Gilardi soffermarsi sull’uomo e sul suo tempo. 

Immagine: Erbario Mattioli, Anguria, XVII secolo © Fototeca Gilardi.
 

SCOPRI DI PIÙ SULLA MOSTRA


ANDO GILARDI. FOTOTECA VISITA E LABORATORIO

In occasione della mostra Ando Gilardi. Fototeca la Fondazione MAST propone un percorso di visita e di laboratorio il lunedì, della durata di 1 ora e 30 minuti, dedicato alle scuole, con ingresso alle 9.00/11.00/14.00/16.00, nel periodo compreso tra il 15 novembre e il 20 dicembre 2021.

 

Nello specifico il percorso comprende:

- una visita guidata della durata di 30 minuti durante la quale, accompagnati dai mediatori culturali, i partecipanti visiteranno la mostra, composta da oggetti e riproduzioni di immagini raccolte da Ando Gilardi e da una selezione di fotografie di reportage da lui scattate. Realizzata prevalentemente negli anni ‘50 e ‘60, la sua produzione fotografica si concentra sui temi del lavoro, dell’industria, dell’agricoltura, dell’etnografia e della società. La mostra è un’occasione per riflettere sull’evoluzione delle tecnologie di produzione e diffusione delle immagini di cui la fotografia fa parte.

- un laboratorio legato ai temi della mostra della durata di 1ora. Le attività si ispirano a proposte di educazione all’immagine per le scuole ideate da Ando Gilardi e intendono sollecitare una riflessione su alcuni aspetti che ne hanno contraddistinto la ricerca. Al termine delle attività è previsto un momento di restituzione dei progetti realizzati. 

 

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare:
m.  
workshop@fondazionemast.org 
t.   342 7711557

 


SCUOLA PRIMARIA (secondo ciclo)   

FOTOSTORIE D'ARCHIVIO

I bambini, suddivisi in piccoli gruppi, daranno vita a una storia, utilizzando una selezione di immagini (stampate su cartoncino) provenienti dallaFototeca Gilardi. Incolleranno la loro selezione su un supporto cartaceo A3, accompagnandola con una breve narrazione e confrontandosi così con il valore dell’archivio e con i molteplici significati che una immagine può assumere, a seconda del contesto in cui è inserita.

 

 

 

 


SCUOLA SECONDARIA di 1° grado 

OLTRE L'IMMAGINE

A partire dal dettaglio di una immagine proveniente dallaFototeca Gilardi la classe, suddivisa in piccoli gruppi, ne ripenserà i confini. Utilizzando un supporto cartaceo A3, i partecipanti avranno la possibilità di continuare la rappresentazione con il disegno e con un breve testo di fantasia, per esplorare il rapporto tra immagine e immaginazione e le innumerevoli possibilità di riuso della fotografia.   

 

 

 


Family tour

FAMILY TOUR DAY

VISITA, LABORATORIO E PROIEZIONE
ANDO GILARDI. FOTOTECA


Domenica 5, 12, 19, 26 dicembre 2021 E 2 Gennaio 2022

 

Domenica pomeriggio la Fondazione MAST propone il Family Tour Day: attività didattiche e racconti in forma di film, pensati per le famiglie. Tutte le attività sono gratuite.

Una visita guidata alla mostra e un laboratorio all’insegna della scoperta, della sperimentazione e del divertimento sui temi che hanno contraddistinto il lavoro di Ando Gilardi, uno degli autori più eclettici della storia della fotografia italiana e alle 18.00 una proiezione dedicata ai bambini.

Il Family Tour Day è per un massimo di 10 bambini dai 6 ai 12 anni. I genitori possono partecipare alla visita e all’attività laboratoriale o affidare i bambini ai mediatori culturali e ritrovarli in Caffetteria per la merenda e per accompagnarli al cinema in Auditorium.


Programma

16.00 – 16.30 
Visita guidata alla mostra Ando Gilardi. Fototeca per i bambini e i genitori

16.45 – 17.15
Attività laboratoriale Giovani archivisti

17.20 – 17.50
Merenda in Caffetteria

18.00
Proiezione film rassegna Future Film Kids 2021 (facoltativa)


Family tour 2022

FAMILY TOUR DAY

DOMENICA AL MAST: VISITA/LABORATORIO SULLA MOSTRA IMAGE CAPITAL E PROIEZIONE DELLA RASSEGNA FUTURE FILM KIDS 2022


domenica 16, 23, 30 ottobre 2022
DOMENICA 6, 13, 27 NOVEMBRE 2022
DOMENICA 4, 11, 18, 25 DICEMBRE 2022
DOMENICA 1, 8 GENNAIO 2023

 

Domenica pomeriggio la Fondazione MAST propone il Family Tour Day: attività didattiche e racconti in forma di film, pensati per le famiglie. Tutte le attività sono gratuite.

Una visita guidata alla mostra e un laboratorio in cui i partecipanti, in dialogo con i mediatori culturali, scelgono le immagini per loro più significative e le interpretano disegnando e annotando considerazioni personali. Immagini e note danno vita a una sorta di bloc-notes collettivo della mostra che, offrendo nuovi livelli di lettura, costituisce una testimonianza dell’esperienza di visita e un invito all’approfondimento ulteriore.

Il Family Tour Day è per un massimo di 15 bambini dai 7 ai 12 anni. Durante il laboratorio per i bambini, i genitori possono partecipare a una visita alla mostra a loro dedicata.




Programma

15.00 – 16.30 
Laboratorio e visita guidata alla mostra Image Capital. La fotografia come tecnologia dell'informazione 


16.30 – 16.50
Merenda in Caffetteria

17.00
Proiezione film rassegna Future Film Kids 2022 (facoltativo)


Il Family Tour Day è gratuito e su prenotazione.

Per maggiori informazioni contattare il Team Gallery: workshop@fondazionemast.org – Tel. 342 7711557.

 

 

Domenica 11 dicembre 2022

ORE 15.00 – 16.30: Laboratorio e visita guidata alla mostra Image Capital. La fotografia come tecnologia dell'informazione
ORE 16.30 – 16.50: Merenda in Caffetteria
ORE 17.00: Proiezione del film "Il gigante di ferro" della rassegna Future Film Kids 2022 (facoltativo)



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Domenica 18 dicembre 2022

ORE 15.00 – 16.30: Laboratorio e visita guidata alla mostra Image Capital. La fotografia come tecnologia dell'informazione
ORE 16.30 – 16.50: Merenda in Caffetteria
ORE 17.00: Proiezione del film "Ron, un amico fuori programma" della rassegna Future Film Kids 2022 (facoltativo)



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Domenica 25 dicembre 2022

ORE 15.00 – 16.30: Laboratorio e visita guidata alla mostra Image Capital. La fotografia come tecnologia dell'informazione
ORE 16.30 – 16.50: Merenda in Caffetteria
ORE 17.00: Proiezione del film "I Robinson, una famiglia spaziale" della rassegna Future Film Kids 2022 (facoltativo)



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Domenica 1 gennaio 2023

ORE 15.00 – 16.30: Laboratorio e visita guidata alla mostra Image Capital. La fotografia come tecnologia dell'informazione
ORE 16.30 – 16.50: Merenda in Caffetteria
ORE 17.00: Proiezione del film "TRON: Legacy" della rassegna Future Film Kids 2022 (facoltativo)



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Domenica 8 gennaio 2023

ORE 15.00 – 16.30: Laboratorio e visita guidata alla mostra Image Capital. La fotografia come tecnologia dell'informazione
ORE 16.30 – 16.50: Merenda in Caffetteria
ORE 17.00: Proiezione del film "Bumblebee" della rassegna Future Film Kids 2022 (facoltativo)



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Family tour 2022 highlight


Visite guidate 2022

 

VISITE GUIDATE

IMAGE CAPITAL. La fotografia come tecnologia dell'informazione


Mercoledì, venerdì, sabato e domenica alle ore 11 e alle ore 16

 

In occasione della mostra Image Capital. La fotografia come tecnologia dell’informazione (22 settembre 2022 - 8 gennaio 2023) del fotografo Armin Linke e della storica della fotografia Estelle Blaschke, a cura di Francesco Zanot, la Fondazione MAST propone delle visite guidate di un'ora, gratuite e su prenotazione, il mercoledì, il venerdì, il sabato e la domenica alle ore 11 e alle ore 16.


Per maggiori informazioni e per prenotazioni per gruppi di più di 15 persone contattare il Team Gallery: workshop@fondazionemast.org – Tel. 342 7711557



PRENOTA LA TUA VISITA GUIDATA A DICEMBRE

 


Aggregatore Risorse

PROIEZIONE / Nino Migliori. Viaggio intorno alla mia stanza

TALK / Adam Lowe

TALK / Roger Ballen

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Vito Mancuso – Etica per giorni difficili

Talk e proiezioni / Welcome Roger Deakins

PROIEZIONE / Into the Weeds

Presentazione editoriale / Serena Dandini

Talk / Georg Vrachliotis

Talk / Linke Zanot

TALK / Livio De Luca / Costanza Caraffa

TALK / Luciano Floridi

Spettacolo teatrale / The Pixelated Revolution

TALK / Franco Farinelli

TALK E PROIEZIONE / John Landis

PRESENTAZIONE EDITORIALE / MASSIMO RECALCATI

Talk / Florian Ebner

Proiezione e talk / Paolo di Paolo - Bruce Weber

Rassegna cinematografica / Visiones

Summer School 2022

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Elsa Osorio

TALK / Joachim Brohm

Laboratorio di Etica 2022

TALK / Martin Roemers

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Massimo Recalcati, IVANO DIONIGI

TALK / Paolo Woods

TALK / Oscar Monzon

Talk / Doug Menuez

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Marco Antonio Bazzocchi. Cento

talk / William Hunt

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Pasolini

TALK / Timothy Prus

PRESENTAZIONE EDITORIALE / VITO MANCUSO - La mente innamorata

PRESENTAZIONE EDITORIALE / MARCO ANTONIO BAZZOCCHI - ALFABETO PASOLINI

TALK / Marin Karmitz, Francois Hébel

TALK / Georges Didi-Huberman

TALK / Matthias Harder, DENIS CURTI

MOSTRA / The MAST Collection

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Bibbia - Enzo Bianchi, Vito Mancuso

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Esiste il rapporto sessuale?

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Lilli Gruber

SPETTACOLO TEATRALE / Retrovie Tita Ruggeri

PROIEZIONI / Future Film Kids 2021

Foto/Industria 2021 — EVENTI

Foto/Industria 2021

MOSTRA / Richard Mosse - Displaced

TALK / Ferdinando Scianna

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Vittorio Lingiardi

talk / SUKETU MEHTA

PROIEZIONE IN ANTEPRIMA / Anamei

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Namsa Leuba

Rassegna cinematografica / Displaced

TALK / RIchard Mosse - Tristes Tropiques

Talk / Christian Viveros-Fauné

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Recalcati - Il grido di Giobbe

PRESENTAZIONE EDITORIALE / Bazzocchi - Con gli occhi di Artemisia

TALK / Nello Scavo

TALK / Stefano Allovio

MOSTRA / Inventions

MOSTRA / MAST Photo Grant 2020

MAST PHOTOGRAPHY GRANT

CONTENUTI VIDEO / INCONTRI SULLA FOTOGRAFIA

Presentazione editoriale / Manuel Vilas

MOSTRA / UNIFORM

CONTENUTI VIDEO / INCONTRI CON GLI ARTISTI DELLA MOSTRA UNIFORM

TALK / Nido delle idee 2020

CONFERENZA / ECOLOGIA DELLA CREATIVITÀ

SCREENINGS / IL CINEMA IN DIVISA

TALK E CONCERTO / CLAUDIO LOLLI'S SOCIAL POETRY

TALK E PROIEZIONE / CRISTINA CATTANEO

MOSTRA / ANTHROPOCENE

TALK E PROIEZIONE / FILIPPO RAVENDA

PROIEZIONE / NOMAD

PROIEZIONE / LEVIATHAN

PROIEZIONI / FORESTE, DAI DESERTI ALLE PRATERIE

PROIEZIONI / SMOG JOURNEYS, AWAKEN