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IMAGE CAPITAL

A partire dal momento della sua nascita, la fotografia è penetrata progressivamente in ogni ambito della società, infiltrandosi nella scienza, nell’arte, nella politica, nella comunicazione e nell’informazione, così come in ogni genere di commercio e industria.
Nel corso di circa due secoli, questo medium è diventato un dispositivo fondamentale per la nostra relazione visiva con il mondo.
Image Capital racconta una storia della fotografia diversa: quella dei suoi innumerevoli utilizzi pratici e della sua funzione come tecnologia dell’informazione.
La fotografia viene qui investigata come sistema di creazione, elaborazione, archiviazione, protezione e scambio di informazioni visive all’interno di differenti tipologie di processi di produzione, in particolare in ambito scientifico, culturale e industriale. È così che, dentro questo circuito, le immagini fotografiche assumono un peculiare valore descrivibile come una vera e propria forma di capitale, per cui il loro possesso corrisponde all’acquisizione di un autentico vantaggio strategico.
La spinta all’utilizzo della fotografia come tecnologia dell’informazione è avvenuta intorno alla metà del secolo scorso, quando i processi gestionali e amministrativi di aziende e istituzioni si stavano espandendo e necessitavano di essere ottimizzati. Molto prima dell’odierna società dell’informazione, le organizzazioni basate sul modello capitalista dipendevano fortemente dai sistemi di comunicazione e di accesso alle informazioni, che grazie alla fotografia sono migliorati esponenzialmente fino a consentire lo sviluppo delle industrie globali e di vasti apparati governativi.
Poi è venuta la fotografia digitale, che ha svolto i compiti fino a qui descritti in maniera sempre più efficiente, provocando un vero e proprio salto di scala. Le macchine riconoscono automaticamente i soggetti posti davanti all’obiettivo della fotocamera, i software governano interi processi di produzione grazie alle informazioni fornite dagli occhi artificiali montati sui nuovi robot industriali, mentre gli algoritmi collegano tra loro immagini apparentemente lontane e le scelgono al posto nostro. Anziché essere soltanto i soggetti delle fotografie, gli oggetti del nostro mondo vengono oggi costruiti sulla base delle fotografie stesse e delle loro rielaborazioni, invertendo un rapporto precedente unidirezionale. Al di là dello specifico fotografico, queste trasformazioni portano con sé alcune fondamentali ricadute sul piano economico e politico: le grandi masse di immagini che alimentano questo sistema hanno acquisito un valore elevatissimo, conferendo a coloro che le possiedono e sanno come gestirle ed elaborarle poteri ugualmente sterminati. Nella società capitalista la fotografia non domina soltanto l’immaginario, ma molto di più.
 
Image Capital esplora questi processi, la loro storia e la loro attualità, in un percorso suddiviso in sei sezioni:
 
MEMORY: sulla capacità delle immagini di raccogliere e immagazzinare informazioni. 
ACCESS: sulle modalità di archiviazione, indicizzazione e reperimento delle immagini.
PROTECTION: sulle strategie per la conservazione a lungo termine delle immagini e delle informazioni che contengono.
MINING: sull’analisi delle immagini e il loro utilizzo nelle tecnologie per il riconoscimento automatico.
IMAGING: sulla fotografia come sistema di visualizzazione della realtà o di un suo progetto.
CURRENCY: sul valore delle immagini.
 
A partire dalla ricerca condivisa, dai testi di Estelle Blaschke e dalle opere fotografiche di Armin Linke, ideatori del progetto di Image Capital, la mostra comprende una vasta selezione di interviste, video, immagini d’archivio, pubblicazioni e altri oggetti originali. Nonostante la loro diversità, tutti questi materiali sono disposti nello spazio espositivo su uno stesso piano, senza gerarchie né priorità, con l’obiettivo di offrire agli spettatori una narrazione/esperienza tanto immersiva quanto stratificata. Immagini e parole sono qui strettamente legate e interdipendenti, si chiariscono e si modificano a vicenda, in un percorso aperto come le dinamiche in continua trasformazione che raccontano.

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Foto: Armin Linke, Ter Laak Orchids, tecnologia di differenziazione ottica, Wateringen, Paesi Bassi, 2022. Courtesy: l'artista e Vistamare Milano/Pescara