Rassegna film spagnoli Rassegna film spagnoli

VISIONES
Il valore del lavoro nella cinematografia di cultura spagnola

La rassegna è organizzata in collaborazione con Exit Media e Hispania Asociación Cultural.

 

Dal 14 maggio al 26 giugno 2022 la Fondazione MAST propone un’ampia rassegna realizzata in collaborazione con Exit Media e Hispania Asociación Cultural dal titolo VISIONES. Il valore del lavoro nella cinematografia di cultura spagnola.

La rassegna in programma è una ricognizione sul cinema e sulla cultura del lavoro nei paesi di lingua spagnola: un calendario di 16 titoli con lungometraggi, documentari e film sperimentali, che raccontano attraverso commedie e drammi il mondo del lavoro.

In particolare, da non perdere alcuni titoli che consentono di capire la transizione avvenuta in ambito cinematografico nel periodo del regime franchista come Cuadecuc-Vampir del regista Pere Portabella del quale sono in programma anche due corti commissionati per commemorare l'artista catalano Joan Miró e O Todos o ninguno di Helena Lumbreras, collaboratrice di Pasolini, che introdusse in Spagna il cinema militante. E ancora, il piccolo capolavoro Los lunes al sol di Fernando León de Aranoa, che ha visto il talentuoso Javier Bardem ricevere il Premio Goya come miglior attore protagonista oltre a vincere il primo premio come miglior opera in gara.

Il cartellone presenta altri importanti film quasi tutti poco distribuiti in Italia e rarissimi da vedere su grande schermo. Sono in programma anche incontri con i registi di alcuni film, che interverranno in Auditorium per presentare il loro lavoro.

Per il cinema latino-americano la regista messicana Lila Avilés, nel lungometraggio d’esordio La camarista, mostra un ritratto al femminile di una lavoratrice in un hotel di lusso di Città del Messico, soggetta ai capricci e al comportamento stravagante dei clienti: un film dedicato a tutte le cameriere del mondo. L'argentino Hernán Guerschuny in El Crítico racconta la vita di uno stereotipo del critico di cinema con leggerezza, intelligenza e senso ironico. Il film ha ricevuto una calorosa accoglienza in vari festival dell’America Latina.

Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.

sabato 25 giugno 2022
Ore 20

Numax presenta...

(Numax presenta)
di Joaquim Jordà, Assemblea dei lavoratori della Numax, Spagna, 1979, 100 min
— DOCUMENTARIO

Nel 1977, i titolari dell’azienda di elettrodomestici Numax S.A., due tedeschi sostenitori in passato del regime nazista trasferiti a Barcellona dagli anni Cinquanta, decidono di chiudere la fabbrica. Un gruppo di lavoratori riprende la produzione in maniera autogestita e dopo due anni di lotte, con le 600.000 pesetas (circa 3.600 euro) della cassa di resistenza, chiede al cineasta Joaquim Jordà di fare un film collettivo che racconti questa esperienza.
La storia della resistenza della fabbrica Numax, una delle più iconiche del cinema militante spagnolo, è quella di un movimento operario che dopo la morte del dittatore Franco aspirava a una trasformazione del sistema politico e sociale. Numax presenta... è diventata la testimone della transizione verso una democrazia che tradì le aspirazioni di cambiamento sociale voluto dalla classe operaia.

Al termine della proiezione verrà offerto un assaggio di gastronomia spagnola in chiusura del festival.

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domenica 26 giugno 2022
Ore 19.30

Bienvenidos a Farewell Gutmann

(Benvenuto alla Farewell Gutmann)
di Xavi Puebla, Spagna 2007, 90 min

Il regista Xavi Puebla presenta l'ultimo film in programma della rassegna Visiones

La multinazionale farmaceutica Farewell-Gutmann ha perso Ruiz, lo stimatissimo direttore generale. Inizia così la corsa alla successione tra Lázaro, Adela e Fernando, interrotta dall’arrivo dell’eccentrico Lúger, il manager, venuto dalla sede centrale per scegliere il nuovo caporeparto e mettere ordine.
I protagonisti dell’opera seconda di Xavi Puebla cercano di nascondere le loro miserie, ma l’unica cosa che ottengono è mostrare il dramma delle loro ambizioni. Condannati a vivere professionalmente all’interno delle stesse quattro mura, finiranno per scoprire che “l’inferno sono gli altri”.
Bienvenido a Farewell-Gutmann è una favola poetica sull’ambizione, sul danno morale causato dalla veemente ricerca del successo professionale e sociale. Un dramma sulle malattie dell’anima e le nevrosi della società contemporanea, espressione di mali più profondi, come il fallimento familiare, il degrado professionale o l’aggressività patologica.

Al termine della proiezione verrà offerto un assaggio di gastronomia spagnola in chiusura del festival.

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EVENTI PASSATI

sabato 14 maggio 2022
Ore 20

La mano invisible

(La mano invisibile)
di David Macián, Spagna, 2016, 90 min

Presenta la rassegna Natalia Marín Sancho

In un capannone industriale, 11 persone vengono reclutate per partecipare a un esperimento di natura sociologica: un reality tv, nel quale ciascuno dovrà semplicemente svolgere il proprio lavoro davanti a un pubblico misterioso.
Sono un muratore, un macellaio, una sarta, un cameriere, un meccanico, un informatico, una donna delle pulizie... I partecipanti non sanno cosa hanno di fronte, né di chi sia la mano che muove i fili di questo perverso teatrino, spietata parabola sulla precarietà lavorativa, di bruciante attualità.
Grazie a una narrazione asciutta, diretta e priva di falsi moralismi, La mano Invisible induce lo spettatore a riflettere sulla cupa direzione verso cui l’umanità sta velocemente scivolando, una traiettoria in picchiata alla vana ricerca di dignità attraverso il lavoro in un agghiacciante sistema produttivo che la dignità non sa neppure dove stia di casa.

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domenica 15 maggio 2022
Ore 20

Esa pareja feliz

(Una coppia felice)
di Luis García Berlanga e Juan Antonio Bardem, Spagna, 1951, 83 min

Nel 1953, Luis García Berlanga e Juan Antonio Bardem, due dei più grandi registi della storia del cinema spagnolo, fanno il loro debutto con il lungometraggio Esa pareja feliz, uniti nella lotta contro la censura e mossi dalla volontà di frugare nelle miserie della Spagna franchista.
Il film racconta la storia di Juan e Carmen, una modesta coppia madrilena. Lei è casalinga e lui lavora come elettricista presso uno studio di produzione cinematografica. Il loro sogno di benessere diventa realtà quando risultano vincitori di un famoso concorso sponsorizzato da una marca di saponi. E così vengono scelti come "la pareja feliz": per 24 ore la coppia sarà ospite di ogni sorta di evento e riceverà in omaggio numerosi regali. Ma, proprio quello stesso giorno, Juan si trova a dover risolvere due seri problemi di cui Carmen non sa nulla.

In collaborazione con:


sabato 21 maggio 2022
Ore 20

La camarista

(La domestica)
di Lila Avilés, Messico, 2019, 89 min

La timida e riservata Eve lavora come cameriera in un hotel di lusso a Città del Messico. Le richieste dei facoltosi ospiti, spesso bislacche e pretenziose, non fanno che sottolineare il divario socioeconomico tra inservienti e clienti dell’albergo, parabola di un’intera nazione divisa più che mai tra chi si trova sempre più in alto e chi può solo aspirare a salire faticosamente un gradino nella scala sociale.
Candidato messicano all’Oscar 2020 come miglior film internazionale, Lila Avilés ha messo a frutto la lunga esperienza teatrale, partendo da una pièce già portata sul palcoscenico dall’attrice e regista. All’origine del film c’è anche il libro L'Hôtel dell’artista Sophie Calle, frutto della sua esperienza come cameriera in un hotel a Venezia. Come una spia, Calle aveva fotografato tutti gli oggetti, i rifiuti e i vestiti che gli ospiti lasciavano nelle loro stanze, ricostruendo il loro comportamento e la loro personalità attraverso i loro effetti personali.

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domenica 22 maggio 2022
Ore 20

El crítico

(Il critico)
di Hernán Guerschuny, Argentina/Cile, 2013, 100 min

Un famoso critico cinematografico dai gusti sofisticati (la Nouvelle vague e Godard su tutto e tutti) incontra casualmente una ragazza e se ne innamora a prima vista: vive così sulla propria pelle una storia d’amore, ovvero una commedia romantica, tutto ciò che ha sempre aborrito nelle sue recensioni.
Opera prima che azzarda con successo il lavoro di un critico cinematografico attraverso un gioco meta-filmico ricco di citazioni. Protagonisti due big del cinema argentino: il celebre drammaturgo Rafael Spregelburd (El hombre de al lado, 2009) e Dolores Fonzi.
Il film ha vinto il Premio della critica al Festival di Gramado in Brasile nel 2014.

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sabato 28 maggio 2022
Ore 20

Cuadecuc-Vampir

(Vampiro)
di Pere Portabella, Spagna, 1970, 110 min

Cuadecuc-Vampir è, con molta probabilità, il film chiave per capire la transizione avvenuta in ambito cinematografico spagnolo che dal periodo dei nuevos cines (intesi come sale cinematografiche, che erano state autorizzate dal governo franchista) va verso le pratiche clandestine, illegali o chiaramente di opposizione al regime stesso. Il lungometraggio viene girato nel 1970 durante le riprese del film commerciale El Conde Drácula di Jess Franco. Portabella applica alla pellicola due tipi di violenza sulla narrativa standard: elimina totalmente il colore e sostituisce la colonna sonora con un paesaggio di collisioni immagine-suono, in collaborazione con il pianista Carles Santos.
Ripreso provocatoriamente in 16mm e con negativo del suono, le tensioni tra il bianco e il nero favoriscono lo strano "materialismo fantasmatico" di questa analisi rivelatrice dei meccanismi di costruzione dell’illusionismo del cinema narrativo dominante, che costituisce un intervento radicale nell’istituzione cinematografica spagnola.

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domenica 29 maggio 2022
Ore 20

Los lunes al sol

(I lunedì al sole)
di Fernando León de Aranoa, Spagna, 2002, 100 min

Spagna, una città del nord deve fronteggiare i problemi della crisi industriale. Santa, José, Lino, Reina, Amador, Serguei: amici da sempre, dopo aver perso il lavoro ai cantieri navali, consumano i giorni tra bevute al bar, discorsi filosofici e improbabili ricerche di nuove occupazioni, fra le malinconie di un futuro difficile e le gioie momentanee che scrosciano all'improvviso. Sempre pronti a non dimenticare l'unico bene prezioso che è rimasto loro: la dignità.
Vincitore di numerosi Premi Goya (gli Oscar spagnoli), il film, che si posiziona fra il Loach meno manicheo (quello di Piovono pietre e Riff raff) e il Kaurismaki più solare, si configura come un piccolo capolavoro: commuove senza indisporre, fa riflettere senza essere saccente e, talora trova anche il tempo di farci divertire.

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sabato 04 giugno 2022
Ore 20

Smoking Room

di Roger Gual e Julio D. Wallovits, Spagna, 2002, 80 min

La filiale spagnola di una multinazionale americana è obbligata a far rispettare il divieto di fumare all'interno degli uffici. D'ora in poi chi vuole fumare durante l'orario di lavoro deve farlo per strada. Ramírez, uno dei dipendenti, decide di raccogliere firme contro ciò che considera ingiusto e fuori luogo. Ciò che Ramírez vuole è che una stanza non occupata dell'ufficio venga utilizzata come sala fumatori, o smoking room, come dicono gli americani. A quanto pare, tutti sono d'accordo e lo sosterranno. Tuttavia, nel tête-a-tête con ciascuno dei colleghi, Ramírez deve affrontare una serie di imprevisti e difficoltà.
L'opera prima del duo Guall-Wallovitz, vincitrice del Premio Goya come miglior esordio del 2002, offe uno squarcio su ambizioni, piccoli intrighi, vendette e invidie di un microcosmo aziendale.

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domenica 05 giugno 2022
Ore 20

En construcción

(In costruzione)
di José Luis Guerín, Spagna, 2001, 125 min
— DOCUMENTARIO

Un emblematico quartiere popolare di Barcellona è oggetto di un piano di riforma urbanistica a partire dall’edificazione di un nuovo condominio. En construcción è un documentario che, accompagnando i lavori in cantiere, ritrae persone, mestieri, rapporti, un vicinato, un quartiere, un’epoca. Si tratta di Barcellona, ma potrebbero essere altri quartieri di tante città europee: gli strati del tempo, il precario equilibrio tra gli abitanti e le loro storie, le trasformazioni e desideri di rinnovarsi, che nel loro insieme costituiscono la genesi di una modifica inesorabile.
Stando alle dichiarazioni del regista, José Luis Guerín: "volevamo conoscere l’intimità di un cantiere, e quindi ci siamo andati quando lo spazio era ancora un piazzale dove i ragazzini giocavano a calcio. Sul luogo, abbiamo cercato un modo di convivere, conoscere e filmare – così, in quest’ordine – che ci permettesse di affrontare sia la quotidianità del cantiere sia la vita che si generava intorno. In quella routine giornaliera rotta dal frastuono delle demolizioni, l’immagine del quartiere si è concretizzata nella manciata di volti che ai nostri occhi lo rappresentavano. In questo processo, presto abbiamo avvertito che la mutazione del paesaggio urbano comportava anche una mutazione del paesaggio umano".

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sabato 11 giugno 2022
Ore 20

A puerta fría

(Vendita porta a porta)
di Xavi Puebla, Spagna, 2012, 80 min

Salvador era considerato il miglior venditore dell’azienda, ma molta acqua è passata sotto i ponti e la grinta degli inizi è ora solo un vago ricordo. La vita stessa del protagonista è nel caos e i giovani colleghi sono sempre più agguerriti. La sua ultima grande occasione è l'imminente fiera campionaria e il capo lo ha chiaramente avvertito: se non è in grado di piazzare duecento televisori al plasma in due giorni, è fuori. Salvador inizialmente accusa il colpo, si sente tradito dopo aver dato i migliori anni della propria vita professionale, ma poi decide che non vuole arrendersi. Durante la fiera, Salva incontra Inés, bella e dinamica hostess, pronta ad aiutarlo nella sua missione.
A puerta fría è una tragicommedia del lavoro e dei rapporti umani in cui sembra quasi che ad avere un cartellino, col prezzo attaccato sopra, non siano soltanto gli elettrodomestici ma anche le persone che li vendono.

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domenica 12 giugno 2022
ore 20

Miró la forja

(Miró la forgia)
di Pere Portabella, Spagna, 1976, 22 min
— DOCUMENTARIO

Film documentario realizzato su commissione della Galleria Maeght per documentare una mostra dell’artista catalano Joan Miró organizzata dal Ministero della Cultura francese presso il Grand Palais di Parigi e inaugurata il 17 maggio 1974. Il filmato, girato in cinque giornate, riprende il processo di fusione e svuotamento delle sculture in bronzo Puertas Mallorquinas di Joan Miró. La troupe cinematografica si trasferì alla fonderia proprietà della famiglia Parellada nella località di Llinars de Munt (Barcellona). Le sculture, che pesano 1200 kg, 800 kg e 650kg, furono fuse in un solo pezzo in un forno appositamente costruito per l’occasione.

Miró tapís

(Miró arazzo)
di Pere Portabella, Spagna, 1976, 24 min
DOCUMENTARIO

Il film documentario è stato girato in sei giornate a Montroig del Camp, tra la casa di campagna di Miró, il Mas Miró, e Tarragona, e riprende Josep Royo impegnato nell’elaborazione di un arazzo su disegno originale di Joan Miró. Cinque persone lavorarono per otto mesi nella realizzazione di questo magnifico arazzo per il quale furono necessari 1200 kg di lana e 600 kg per l’ordito, oltre alla costruzione di un apposito telaio per poter eseguire il lavoro di tessitura. Una volta terminato il lavoro, l’arazzo pesava 3500 kg e misurava 6 metri di larghezza per 11 di lunghezza.
Questo filmato, insieme a Miró la forja, è stato commissionato dalla Galleria Maeght per documentare mostra di Joan Miró al Grand Palais organizzata dal Ministero della Cultura francese nel 1974. Il giorno dell’attentato alle torri gemelle del World Trade Center di New York, l’11 settembre 2001, l’arazzo che decorava la hall di una delle torri è andato perduto.

O todos o ninguno

(Tutti o nessuno)
di Helena Lumbreras, Colectivo Cine de Clase, Spagna, 1976, 41min
DOCUMENTARIO

Le lotte operaie s’intensificano in Spagna dopo la morte di Franco nel 1975. Nella periferia industriale di Barcellona, gli operai della società siderurgica FORSA proclamano uno sciopero, prendono il controllo dei mezzi di produzione e decidono di lottare per la loro condizione e i loro diritti.
Due giovani registi, Helena Lumbreras e Mariano Lisa, appartenenti al Colectivo Cine de Clase, parteciparono attivamente allo sciopero, uno dei più simbolici della storia recente della Spagna, decidendo in assemblea, insieme agli altri "compagni" come girare le riprese dell’occupazione. Helena Lumbreras, ex studentessa del Centro Sperimentale di Roma, personaggio di spicco nel panorama del cinema militante europeo, introdusse per prima in Spagna il cinema nelle fabbriche, ritenendolo una pratica di urgenza, un’arma politica, uno strumento al servizio della lotta di classe. Collaboratrice di Pasolini, imbevuta della sua visione epico-religiosa del mondo, Lumbreras costruisce con O todos o ninguno un’utopia filmica di vocazione politica e rivoluzionaria.

In collaborazione con:


sabato 18 giugno 2022
Ore 20

Los santos inocentes

(I santi innocenti)
di Mario Camús, Spagna, 1984, 98 min

Ambientato nella Spagna rurale del franchismo, Los santos inocentes racconta l’intenso e straziante rapporto – una sorta di schiavitù consensuale – tra i padroni di una tenuta in Estremadura e la famiglia di fattori al loro servizio: contadini il cui destino è segnato dalla loro origine e condizione sociale e da un futuro senza sogni né speranze.
Il film di Mario Camus ha riscosso successo al Festival di Cannes, con il premio ex aequo ai due attori principali, Alfredo Landa e Paco Rabal. La storia della famiglia di Paco, el Bajo, commuove ancora oggi per il racconto di una Spagna rurale e selvaggia, che purtroppo non è così lontana nel tempo.

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domenica 19 giugno 2022
Ore 20

El método

(Il metodo)
di Marcelo Piñeyro, Spagna/ Italia/ Argentina, 2006, 110 min

Mentre le strade di Madrid sono invase da dimostranti no-global, sette candidati partecipano a una selezione per una posizione di dirigente in una multinazionale. Tra i partecipanti c'è una tensione palpabile e un'atmosfera competitiva. I sentimenti di sfiducia aumentano quando i candidati scoprono di essere lì per lo stesso motivo e che per valutarli verrà utilizzato il “Metodo Grönholm”, una strategia adottata negli Stati Uniti per valutare le risorse umane, dove sono loro stessi a decidere da soli chi meriti quel posto. Osservati senza saperlo, si ritroveranno coinvolti in una sfida psicologica giocata fino all’ultimo minuto. Tratto dall'opera teatrale Il metodo Grönholm di Jordi Galceran, il film si è aggiudicato il Premio Goya (gli Oscar spagnoli) per la miglior sceneggiatura non originale.

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