FutureFilmFestival2018
FutureFilmFestival2018

VENERDÌ 25 MAGGIO 2018 
ORE 20.30
MAST.AUDITORIUM

MOON 
di Duncan Jones, USA 2009, 97’

Sam Bell è prossimo alla conclusione di un contratto di lavoro della durata di tre anni come unico residente della base mineraria lunare Sarang della Lunar Industries. Il suo compito è sovrintendere al funzionamento degli estrattori automatici, che estraggono elio-3 dalla superficie lunare, recuperare il carico quando questi raggiungono la quota prestabilita ed inviarlo sulla Terra, dove è utilizzato quale principale fonte energetica. 
Problemi cronici nelle comunicazioni limitano Sam a scambiare solo occasionali messaggi registrati con la sua famiglia, composta da sua moglie Tess e da sua figlia Eve, nata dopo la partenza di Sam per la Luna. La sua unica compagnia nella base è costituita da un'intelligenza artificiale di nome GERTY, che gestisce le automazioni della base stessa. A due settimane dalla data prevista per il suo ritorno sulla Terra, Sam inizia ad avere allucinazioni e a soffrire di forti mal di testa.

Introduce Roy Menarini, Critico cinematografico e Docente universitario

 

SABATO 26 MAGGIO 2018
MAST.AUDITORIUM

+ ORE 20.00

IL PIANETA PROIBITO
di Fred M. Wilcox, USA, 1956, 98’

XXIV secolo, l’incrociatore spaziale C-57-D, capitanato da John J. Adams, è inviato in missione sul pianeta Altair IV, alla ricerca di sopravvissuti della spedizione Bellerofonte, scomparsa misteriosamente vent’anni prima. Appena atterrati, John e il suo equipaggio incontrano il Professor Morbius, unico superstite che vive in una spettacolare residenza con la figlia Altaira e il servitore Robby, un robot parlante. Il Professore si rifiuta di lasciare il pianeta Altair IV poiché sta studiando la tecnologia che ha trovato sul pianeta, unica testimonianza della civiltà Krel un tempo abitante del pianeta. Ma proprio quella tecnologia scatena una creatura di pura energia, inquietante ma allo stesso tempo affascinante. Il robot Robby fu l’oggetto scenico cinematografico più costoso mai costruito fino ad allora, ed è il primo robot della storia del cinema a rispettare le Tre Leggi della Robotica di Isaac Asimov.

Introduce Michele Fadda

 

+ ORE 22.30

IO, ROBOT 
di Alex Proyas, USA, 2004, 115’

Il titolo è ispirato all'antologia
 Io, Robot dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov, in cui vengono descritte le Tre leggi della robotica, che nel film regolano il rapporto tra uomini e robot. Anno 2035, Chicago. I robot positronici ormai sono diventati un articolo domestico come un altro, alla portata di tutti ed in tutte le case, e il mondo aspetta l'arrivo sul mercato dei nuovissimi NS-5, generazione prodotta dalla U.S. Robots, azienda leader nella robotica. Mentre tutti impazziscono per questi aiutanti meccanici, il detective Del Spooner non si fida troppo dei nuovi e avanzatissimi robot. Spooner viene chiamato sulla scena del suicidio del dottor Alfred Lanning, brillante scienziato nonché fondatore della U.S. Robots, dove per l'appunto lavorava; tra l'altro il dottor Lanning è l'ideatore delle famose Tre leggi della robotica nonché dei famosissimi e oramai molto diffusi robot "NeStor classe 5", da cui il nome in codice "NS-5". Lanning lascia a Spooner un dispositivo olografico contenente alcune sue riflessioni che lo spingono a considerare la sua morte come un omicidio.

Introduce Michele Fadda

 

 

DOMENICA 27 MAGGIO 2018
MAST.AUDITORIUM

+ ORE 20.00

GATTACA - LA PORTA DELL'UNIVERSO
di Andrew Niccol, USA, 1997, 108’

In un prossimo futuro nascono esseri umani con un corredo genetico praticamente perfetto, selezionato dai genitori su di un gruppo di cellule embrionali. Tramite questo processo, si possono prevedere in anticipo le future condizioni fisiche e di salute dei nascituri, tanto che, in definitiva, alcuni di loro vengono artificialmente generati senza imperfezioni, come se fossero "costruiti" su misura. Sostanzialmente, la società risulta di fatto divisa in due categorie: i
 validi, cioè esseri dal corredo genetico perfetto, che vengono scelti per ricoprire i lavori più prestigiosi della comunità, e i non validi, ovvero le persone nate coi loro genomi naturali, destinati allo svolgimento dei lavori più umili e relegati ai margini della vita sociale. Per scelta volontaria dei suoi genitori, il protagonista Vincent viene concepito in modo naturale, senza l'intervento della scienza. Fin dalla nascita gli viene diagnosticata la stessa debolezza cardiaca del padre, che lo dovrebbe portare, secondo i calcoli svolti a partire dalle analisi del suo sangue prelevato all'atto della nascita, a morire prima dei trent'anni. Vincent è dunque etichettato come non valido.

Introduce Roy Menarini

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Per registrarsi, cliccare qui

+ ORE 22.30

IN TIME 
di Andrew Niccol, USA, 2011, 109’

Nell’anno 2169, le persone sono geneticamente programmate per invecchiare soltanto fino a 25 anni, quando un timer, posizionato sul loro braccio, inizia un conto alla rovescia che dura soltanto un altro anno, al termine del quale l’individuo morirà all’istante. Questo limite può essere esteso a pagamento, permettendo all’individuo di vivere potenzialmente in eterno.Il tempo quindi è diventato la valuta corrente con cui la gente viene pagata per il proprio lavoro, ed è moneta per le necessità ed i lussi dei ricchi. Infatti, tramite una particolare tecnologia, è possibile immagazzinare il tempo in appositi apparecchi e trasferirlo di persona in persona. Ne risulta così una società squilibrata, dove i ricchi possono vivere per sempre, mentre gli altri cercano di negoziare giorno per giorno la loro sopravvivenza. Il protagonista del film, Will Salas, vive con la madre, ormai cinquantenne, nella zona più povera della città chiamata “il ghetto”. In questa zona le persone vivono alla giornata, cercando di guadagnare un altro po’ di tempo ed evitare di far scadere il loro “orologio vitale”. Will proverà a ribellarsi, diventando un "Robin Hood del tempo".

Introduce Roy Menarini, Critico cinematografico e Docente universitario