GIULIANO SCABIA, MARCO ANTONIO BAZZOCCHI, GIOVANNI BATTISTA MARTINI
DIALOGO SULL'OPERA DI LISETTA CARMI
Giovanni Battista Martini, curatore della mostra di Lisetta Carmi a Foto/Industria, Giuliano Scabia scrittore e drammaturgo, autore dei testi della composizione di Luigi Nono La fabbrica illuminata (1964)  che accompagna l’esposizione all’Oratorio di Santa Maria della Vita e Marco Antonio Bazzocchi, (Università di Bologna) dialogano sull’opera di Lisetta Carmi(1924), tra i fotografi più importanti del Novecento italiano. 
Nell’ambito di Foto/Industria  a Santa Maria della Vita sono esposti due lavori di Lisetta Carmi, entrambi realizzati nel 1964. Il primo è un progetto sul porto di Genova, dove ritrae con la medesima intensità le forme maestose e terrificanti e la fatica degli uomini. Il secondo è una serie sull’Italsider, ugualmente realizzata a Genova, ancora in gran parte inedita e caratterizzata da un evidente slancio sperimentale, per cui astrazione e lavoro sono combinati in una indissolubile quanto potente amalgama.
Accompagna la mostra la musica di Luigi Nono, che visita con Lisetta Carmi gli stabilimenti dell’Italsider nel 1964, ne registra i rumori e li pone alla base de “La fabbrica illuminata” una composizione per voce e nastro magnetico a quattro piste su testi di Giuliano Scabia e u un frammento di Cesare Pavese, dedicata agli operai della Italsider di Genova-Corniglian.

JIM GOLDBERG
I SMELL SMOKE
Il lavoro di Goldberg, sviluppato in oltre quarant’anni di carriera, appare quanto mai attuale: il grande fotografo statunitense affronta le contraddizioni della società contemporanea e il loro impatto sulle persone ai margini delle società. Emarginati presenti in tutti paesi e in tutte le culture, considerati fattori di disturbo, sono specchio delle nostre paure. Jim Goldberg dà un volto a questi uomini e a queste donne, li colloca davanti alla macchina fotografica e li rappresenta con assoluta empatia, rispettandoli nella loro individualità e al tempo stesso rivelandoci qualcosa di noi stessi.

PIETER HUGO
REALTÀ IN SCENA
La ricerca del sudafricano Pieter Hugo si focalizza su specifiche realtà sociali di paesi come il Sudafrica e il Ruanda, sui ritratti di emarginati e outsiders che raccontano una parte fondamentale della storia dell'Africa. Ospite al MAST nel 2017 per un talk, nello stesso anno è stato tra i protagonisti di Lavoro in movimento, il primo progetto espositivo della Fondazione MAST interamente dedicato all'immagine in movimento.

PAUL GRAHAM
LA BIANCHEZZA DELLA BALENA
Figura di spicco della fotografia contemporanea, Graham con il suo lavoro ha contribuito al rinnovamento del documentarismo. In occasione di un talk al MAST nel 2018, racconta 40 anni di progetti fotografici a sfondo sociale, realizzati tra Gran Bretagna e Stati Uniti.

JOAN FONTCUBERTA
PROGETTO X.B. / SFATARE LA LEGGENDA DI VIVIAN MAIER
Se il giornalismo, la politica o la scienza sono talvolta oggetto di azioni di mistificazione o falsificazione, perché il mondo dell’arte dovrebbe esserne esente? In fotografia la misteriosa scoperta del giardiniere-fotografo Charles Jones o della bambinaia-fotografa Vivian Maier ci invitano a interrogarci sui processi di costruzione dell’autorialità, dell’autorevolezza artistica e del riconoscimento che sono alla base del mercato dell’arte. L’artista catalano, ospite del MAST in occasione di Foto/Industria 2017, mostra come funziona la macchina della credulità.

MARTIN PARR
Il famoso fotografo, curatore e collezionista Martin Parr è stato ospite al MAST in occasione della mostra “Dall’album al libro fotografico. L’industria italiana in 120 volumi. Collezione Savina Palmieri” che si è svolta nel 2015 nell’ambito di Foto/Industria, la Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro. In una conversazione con François Hébel, direttore artistico della seconda edizione della biennale, e Urs Stahel, curatore della mostra, racconta l’importanza del libro fotografico nella storia della fotografia e la sua passione per i libri fotografici che lo ha portato a collezionarne circa 12.000.

JEFF WALL
Figura di riferimento della fotografia contemporanea e artista tra i più quotati al mondo, il canadese Jeff Wall ripercorre al MAST la sua carriera e illustra il rapporto che intercorre tra le sue opere fotografiche e la pittura, il cinema e la letteratura.

EDWARD BURTYNSKY E LA FONDAZIONE MAST
La collaborazione tra Edward Burtynsky e Fondazione MAST inizia nel 2015 con la mostra MANUFACTURED LANDSCAPES/PAESAGGI INDUSTRIALIZZATI, una delle 14 mostre di FOTO/INDUSTRIA che documenta gli effetti dell’industrializzazione sull’ambiente e anticipa il progetto ANTHROPOCENE la cui mostra è stata ospitata al MAST nel 2019.

> MOSTRA
MANUFACTURED LANDSCAPES – FOTO/INDUSTRIA Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro
03.10- 21.11. 2015

 

> MANUFACTURED LANDSCAPES
EDWARD BURTYNSKY DIALOGA CON FRANÇOIS HÉBEL

In occasione della proiezione al MAST del film “Manufactured Landscapes” (guarda il trailer), il primo capitolo della trilogia che comprende “Watermark” (2013) e “Anthropocene: The Human Epoch” (2018), l’artista canadese racconta la genesi del suo lavoro incentrato sul rapporto tra l’uomo e la natura in dialogo con François Hébel, Direttore Artistico di Foto/Industria 2015.

 

> MOSTRA
ANTHROPOCENE

Edward Burtynsky – Jennifer Baichwal - Nicholas De Pencier
16.05.2019 – 05.01.2020

 

> EDWARD BURTYNSKY, JENNIFER BAICHWAL E NICHOLAS DE PENCIER
DIALOGO CON URS STAHEL

I tre artisti presentano al MAST in anteprima europea il progetto ANTHROPOCENE frutto di una collaborazione quadriennale che, combinando arte, cinema, realtà aumentata e ricerca scientifica, documenta i cambiamenti che l’uomo ha impresso sulla terra e testimonia gli effetti delle attività umane sui processi naturali.

 

> GABRIELE SALVATORES INCONTRA EDWARD BURTYNSKY, JENNIFER BAICHWAL E NICHOLAS DE PENCIER
PRIVATE INVESTIGATIONS SULLE TRACCE DEL NOSTRO PASSAGGIO SU QUESTO PIANETA. TECNICHE, SGUARDI, ARTE E TECNOLOGIA
Un viaggio alla scoperta dei motivi ispiratori e della ricerca artistica che hanno portato alla realizzazione del progetto multidisciplinare ANTHROPOCENE accompagnati dal regista italiano premio oscar Gabriele Salvatores.

INDUSTRIA, OGGI
FOTOGRAFIE CONTEMPORANEE DALLA COLLEZIONE MAST
La mostra del 2015 al MAST presenta l'immagine dell'industria contemporanea negli scatti di ventiquattro artisti e fotografi, proponendo una riflessione sulla rappresentazione del paesaggio industriale. Sono esposte le immagini di artisti che ritraggono i processi produttivi e il loro legame con la società, indagando sui rapporti di forza e sull'influenza dell'industria sull'uomo e la natura.

> MOSTRA
INDUSTRIA, OGGI - FOTOGRAFIE CONTEMPORANEE DALLA COLLEZIONE MAST

A cura di Urs Stahel  |  MAST 14.05-6.09.2015

 

> VERA LUTTER
LUCE DEI MONDI CAPOVOLTI

Una delle protagoniste della mostra Industria, oggi racconta la sua ricerca fotografica sulle strutture industriali e presenta la grande opera “Battersea Power Station, II: July 3, 2004” esposta al MAST.

 

> TAVOLA ROTONDA
SGUARDO ITALIANO: LA FOTOGRAFIA INDUSTRIALE CONTEMPORANEA

Tavola rotonda con i fotografi Olivio Barbieri, Francesco Jodice, Paola De Pietri e Carlo Valsecchi, tra i protagonisti della mostra Industria, oggi del 2015, moderata da Denis Curti.

EMIL OTTO HOPPÉ: IL SEGRETO SVELATO
FOTOGRAFIE INDUSTRIALI, 1912 - 1937

La mostra del 2015 al MAST porta all’attenzione del pubblico uno dei più importanti fotografi del Novecento la cui opera è rimasta per lungo tempo nascosta in un archivio fotografico londinese. Raccontano la sua incredibile storia Graham Howe, proprietario della E. O. Hoppé Estate Collection e Phillip Prodger, curatore e storico dell’arte.

> MOSTRA
EMIL OTTO HOPPÉ: IL SEGRETO SVELATO. FOTOGRAFIE INDUSTRIALI, 1912 - 1937

A cura di Urs Stahel  |  MAST 21.01-03.05.2015

 

 

> GRAHAM HOWE
LA STORIA PERDUTA E RITROVATA: E.O. HOPPÉ, L’ANELLO MANCANTE

 

 

> PHILLIP PRODGER
VITA E OPERE DI E.O. HOPPÉ

DAYANITA SINGH
L'artista indiana racconta i suoi “Museum of Machine” esposti al MAST nel 2016.