Rassegna cinematografica Displaced Rassegna cinematografica Displaced

Promossa da Fondazione MAST in collaborazione con la Cineteca di Bologna, la rassegna cinematografica DISPLACED approfondisce i temi e i luoghi al centro delle opere di Richard Mosse in mostra al MAST.
Una rassegna di film, documentari e cortometraggi, tra terre di conflitto e quel confine in cui si scontrano i cambiamenti sociali, economici e politici.

 

VENERDÌ 17 SETTEMBRE 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 20.00

PROIEZIONE - FILM

LA TRAVERSÉE DU CONGO BELGE 
di Pastori
ITA, BE, 1929 / 49’

Film diviso in cinque parti (di cui una è andata perduta), è stato realizzato da due esploratori italiani, i coniugi Pastori. Nel 1929 fu distribuito dall’università Cinégraphique belga. La Traversée du Congo Belge rappresenta uno straordinario documento dell’epoca e della traversata che i coniugi fecero del Congo da Ovest ad Est. Ne fecero dono al Ministero delle Colonie del Belgio.

Il film è stato restaurato da Cinémathèque Royale de Belgique

Accompagnamento al piano di Daniele Furlati


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SABATO 18 SETTEMBRE 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 21.00

PROIEZIONE - FILM

QUANDO ERAVAMO RE

di Leon Gast
USA, 1996 / 89’

La sfida tra Muhammad Alì e George Foreman a Kinsasha, nel 1974, più che un evento sportivo irripetibile è un pezzo importante della storia del Novecento. C’è l’eroismo di un uomo perfetto per diventare simbolo della riscossa black, l’artificio pilotato dai media e dai manager, il profilo straniante di un’Africa ancora lontanissima. Oscar sacrosanto per il miglior documentario. “Quando eravamo re in realtà è due film in uno: è la descrizione seria e talvolta inquietante di uno scontro di culture e di moventi di varia natura ed è anche un film originale e pittoresco su una magnifica avventura africana. In fin dei conti, un film che ritragga Ali con la sua inarrestabile parlantina giovanile non può non mancare del tutto di elementi comici, e quello che piace di questo film è in parte il modo in cui evoca il ruolo buffonesco e impertinente che Ali sceglieva di interpretare anche quando era impegnato in qualcosa di pericoloso come un match contro George Foreman." Kelefa Sanneh

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EVENTI PASSATI

 

VENERDÌ 2 LUGLIO 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.00 

Presentazione della rassegna a cura di Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna

RWANDA
di Riccardo Salvetti 
con Marco Cortesi e Mara Moschini 
produzione HORIZON SRL

ITA / 2018, 90'  

Aprile 1994: la piccola Repubblica del Ruanda è devastata da uno dei genocidi più drammatici, rapidi e sistematici della storia dell’umanità, con quasi un milione di vittime in 104 giorni. Augustin è un giovane operaio, Cécile una giovane maestra. Nella primavera di sangue che si abbatte sul Rwanda, a nessuno interessa la tua famiglia, il tuo lavoro, la tua vita. Ciò che conta davvero è quanto compare sul tuo documento d’identità: se c’è scritto Hutu, devi uccidere. Se c’è scritto Tutsti, devi morire. Sullo sfondo di una delle pagine più sanguinose del XX secolo, il documentario racconta una storia vera di amicizia e solidarietà tra un uomo e una donna capaci di un gesto di straordinario coraggio.
Rwanda non solo narra una vicenda che parla al nostro presente, ma lo fa attraverso meccanismi produttivi nuovi. Il set infatti diviene un laboratorio di integrazione e cooperazione: oltre 480 uomini e donne provenienti da 24 paesi dell’Africa Centrale chiamati ad interpretare una pagina del loro stesso passato. Insieme a loro numerosi cittadini ruandesi nel ruolo che fu loro durante i drammatici eventi che scossero il paese africano nel 1994.

 

IMFURA
di Samuel Ishimwe
CH, RW / 2017, 36'

Gisa, di ritorno al villaggio della madre che non ha mai conosciuto perché scomparsa durante il genocidio ruandese. Si ritrova nel bel mezzo di un conflitto famigliare sul destino della casa costruita dalla donna. Disorientato dalle contraddizioni di una società senza pace, Gisa, che ha la stessa età del nuovo Ruanda, cerca di venire a patti con la memoria e il trauma di un passato terribile, che gli ha lasciato indelebili tracce fisiche ed emotive. Il documentario è la prima produzione ruandese in concorso alla Berlinale nel 2018, e premiata con l’Orso d’argento.

ORE 21.45

HOTEL RWANDA
di Terry George
CAN, UK, ITA, ZA / 2004, 121’

La storia vera di Paul Rusesabagina, direttore di un hotel a quattro stelle di proprietà belga in Ruanda, che aiuta più di un migliaio di rifugiati Tutsi a nascondersi dalle milizie Hutu che negli anni '90 scatenano il terrore nello stato africano. Allo scoppio della guerra civile, Paul non si limita a mettere in salvo i suoi familiari, ma, facendo leva sui suoi privilegi professionali, apre le porte dell'hotel a quanti rischiano di essere uccisi nel terribile genocidio che provocherà quasi un milione di morti. 

 

SABATO 3 LUGLIO 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.30

CONGO
di Frank Marshall
USA / 1995, 109’

L’amministratore delegato della multinazionale delle telecomunicazioni Travicom invia il figlio in Congo in cerca di particolari diamanti blu necessari ad attivare un congegno aerospaziale utile – a suo dire – per il futuro dell'umanità. Quando perde i contatti con il figlio e la sua squadra, chiede alla ex del giovane di andare a cercarlo. La donna, un’ex agente della CIA, parte sulle tracce dell’ex fidanzato in compagnia di un mercenario, un avventuriero e un ricercatore con un gorilla al seguito. Il gruppo scoprirà ben presto che spesso ciò che desideriamo di più è causa della nostra rovina. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Michael Crichton.

 

ORE 21.30

LA BATTAGLIA DI JADOTVILLE
di Richie Smyth
IE, ZA / 2016, 108’

Nel settembre 1961, in piena guerra fredda, la Repubblica Democratica del Congo sta affrontando una sanguinosa guerra civile in seguito all'assassinio del Primo Ministro Patrice Lumumba. Temendo per un nuovo conflitto mondiale, le Nazioni Unite inviano 150 uomini in missione di pace in Katanga, per combattere i ribelli e ristabilire l'equilibrio. In profonda inferiorità numerica e con armi rudimentali, la compagnia A del trentacinquesimo battaglione dell'Irish Army si ritrova a difendere eroicamente il piccolo e strategico lembo di terra di Jadotville, combattendo contro 3000 congolesi guidati da mercenari francesi e coloni belgi assoldati dalle aziende minerarie. Il film è dal libro The Siege of Jadotville – The Irish Army’s Forgotten Battle di Declan Power e ispirato a una storia realmente accaduta.


 

VENERDÌ 9 LUGLIO 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.30

PROIEZIONE - DOCUMENTARIO

HOTEL SPLENDID
di Mauro Bucci
ITA / 2016, 90'  


Introduce il regista Mauro Bucci

Adama ed Essa sono due dei 76 profughi ospitati all’interno dell’Hotel Splendid di Cesenatico, convertito in centro d’accoglienza straordinario. Le loro storie, e quelle di molti altri migranti, sono state catturate dalla telecamera di Mauro Bucci, che a seguito delle sue ricerche nell’ambito del cinema etnografico decide di portare quanto appreso sul piano pratico, realizzando un documentario basato su un’indagine condotta nella città in cui è cresciuto. Hotel Splendid diventa quindi il racconto intimo e corale della vita di una comunità di migranti provenienti dalle coste africane. Il documentario ricostruisce le esperienze quotidiane e il funzionamento di un albergo trasformato in centro di accoglienza per profughi. La narrazione evoca il drammatico viaggio, segnato da violenze e abusi, intrapreso dai migranti per giungere in Europa e il percorso dei richiedenti asilo dall'ingresso nel centro di accoglienza fino alla conclusione dell'iter di valutazione.

 

ORE 21.45

PROIEZIONE - DOCUMENTARIO

DISTRICT ZERO
di Pablo Iraburu, Jorge Fernández, Pablo Tosco 
SY / 2015, 67’

District Zero racconta di vite sospese e intrappolate in un “punto zero" a causa della guerra siriana. La peggiore emergenza umanitaria degli ultimi tempi, che in oltre quattro anni di guerra ha generato quasi 4 milioni di profughi, e oltre 7,6 milioni di sfollati interni è raccontata attraverso la struggente storia in presa diretta di Maamun Al-Wadi, rifugiato siriano che inizia una nuova vita nel campo profughi di Zaatari, in Giordania, riparando telefonini e aiutando gli amici a stampare foto dei bei tempi andati. Nel campo sono in molti a frequentare il suo negozio, e grazie alle loro schede di memoria scopriamo com'era la loro vita in Siria un tempo: felicità, routine, vita familiare, ma anche guerra, distruzione, conflitti e terrore. 

 


SABATO 10 LUGLIO 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.00

PROIEZIONE - DOCUMENTARIO

VOYAGE AU CONGO
di Marc Allégret
FR / 1927, 117’  

Marc Allégret gira nel 1925 il suo primo film, Voyage au Congo, un documentario sull’Africa equatoriale nel quale esprime con sguardo rispettoso la propria ammirazione per i popoli incontrati, i gesti familiari, i giochi, le danze e i rituali, la bellezza dei corpi e dei paesaggi. L’iniziativa del viaggio è di André Gide, in missione per contro del Ministero delle Colonie. Per organizzare l’avventura africana Gide propone al futuro cineasta un posto di segretario con il compito di aiutarlo a pianificare l’itinerario. Nel 1927, mentre Marc Allégret è impegnato a montare il film, André Gide pubblica per Gallimard il giornale di bordo intitolato Voyage au Congo. Il film è una sorta di testimonianza visiva del diario di viaggio di Gide.

 

ORE 21.30

PROIEZIONE - DOCUMENTARIO

MOHAMED E IL PESCATORE
di Marco Leopardi 
ITA / 2012, 52’

Mohamed è l'unico sopravvissuto tra le 47 persone che hanno tentato di raggiungere l’Italia su un gommone naufragato nel Mediterraneo. Dopo essere rimasto aggrappato ad una tavola di legno per sei giorni, Mohamed è stato tratto in salvo da Vito, il capitano di un peschereccio. Nonostante la fugacità dell’incontro, tra i due si crea subito un forte legame. Sono passati 4 anni da quel giorno, Mohamed si trova di nuovo in difficoltà e Vito, che non lo ha dimenticato, si offre di dargli ancora una mano accogliendolo nella sua famiglia e aiutandolo a cercare un lavoro.


PROIEZIONE - DOCUMENTARIO

WALLAH JE TE JURE

di Marcello Merletto 
NE / 2016, 63’

Le rotte migratorie dall'Africa occidentale all'Italia, passando per il Niger, attraverso le storie e le testimonianze di donne e uomini in viaggio e delle loro famiglie. Villaggi rurali nel Senegal, stazioni degli autobus, ghetti dei trafficanti, case e piazze italiane fanno da sfondo a viaggi coraggiosi dalle conseguenze spesso drammatiche. All’attraversamento della frontiera europea si aggiungono le difficoltà della vita quotidiana in Italia. C'è anche chi, provato dalla strada, riprende la via di casa.

 

VENERDÌ 16 LUGLIO 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.30

PROIEZIONE - DOCUMENTARIO

ELDORADO
di Markus Imhoof
CH, D / 2018, 92’

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la famiglia del regista svizzero Markus Imhoof accoglie Giovanna, una bimba milanese di 8 anni, beneficiaria di un progetto delle Croce Rossa rivolto ai bambini vittime di guerra. La sua permanenza in Svizzera ha però un tempo limite e Giovanna viene rimandata in Italia, dove muore di stenti a soli 13 anni, poco dopo il suo rientro forzato. Imhoof parte da questi dolorosi ricordi d’infanzia, per parlare dell’odierna crisi migratoria, il più grande esodo dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Attraverso le navi italiane dell’operazione Mare Nostrum, i campi dei lavoratori, le strutture d’accoglienza del sud Italia e la Svizzera odierna, emerge la fotografia di un processo tanto assurdo quanto inumano, che non riesce ad affrontare la crisi causata dagli squilibri economici e sociali che trasformano i paesi ricchi del Nord in un Eldorado da raggiungere a tutti i costi.

 

ORE 21.30

PROIEZIONE - FILM

IL FIGLIO DELL’ALTRA
di Lorraine Lévy
FR / 2012, 105’

Orith, una dottoressa israeliana, durante la visita militare del figlio scopre che il gruppo sanguigno del ragazzo non è compatibile con il suo né con quello del marito. Infatti, al momento della nascita, avvenuta diciotto anni prima durante la Guerra del Golfo, Joseph è stato scambiato per errore con Yacine, dato a una famiglia palestinese che vive nei territori occupati in Cisgiordania. Con molta prudenza, i due ragazzi vengono informati dello sbaglio, ma la notizia sconvolge la loro vita e quella delle loro famiglie. Tutti sono obbligati a ricostruirsi una propria identità e negli adulti i princìpi si scontrano con l'ostilità che da sempre divide i due popoli. Joseph e Yacine si interrogano invece sulla loro vita e sul loro futuro. Gli incontri tra i due ragazzi si fanno sempre più frequenti, fino a portarli spontaneamente a scoprire la famiglia dell'altro.

 

SABATO 17 LUGLIO 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.30

PROIEZIONE - DOCUMENTARIO

LUMUMBA, LA MORTE DEL PROFETA
di Raoul Peck
HT / 1991, 69’

Introduce Cecilia Cenciarelli, responsabile dei restauri per il World Cinema Project di Martin Scorsese

Nei primi anni sessanta, un bambino haitiano si ricongiunge a suo padre, dirigente emigrato nel Congo. Poco tempo dopo Patrice Lumumba, padre dell'indipendenza congolese, trova la morte nel Katanga. Partendo da una fotografia rinvenuta dalla madre, raffigurante il celebre leader africano, il bambino, divenuto cineasta, 30 anni più tardi realizza un documentario sulla figura di Lumumba, sul suo assassinio politico, i media, la memoria. Attraverso la storia della propria famiglia, il regista elabora un approccio personale ed efficace alla più vasta narrazione storica del Congo, esempio perfetto di tutto ciò che succederà in seguito in altri paesi africani.

 

ORE 21.00

PROIEZIONE - FILM

LUMUMBA
di Raoul Peck
BEL, D, FR, HT / 2000, 114’

Di notte, in piena savana, due militari belgi fanno a pezzi il cadavere di un uomo e ne cancellano per sempre ogni traccia. Si tratta dell’eroe dell’indipendenza congolese, Patrice Lumumba, che dopo soli sei mesi al governo dello stato indipendente del Congo viene brutalmente assassinato. Personaggio scomodo nella scene politica internazionale, Lumumba lascia il posto a Mobutu che imporrà la sua dittatura per più di trent’anni. Il film ne traccia un ritratto appassionante svelando i retroscena privati e politici che l’hanno portato alla sconfitta e alla morte.

 

VENERDÌ 23 LUGLIO 2021
MAST.AUDITORIUM

 

ORE 19.00

PROIEZIONE - FILM

L’ALTRA VERITÀ
di Ken Loach
UK, FR, IT, BE, ESP / 2010, 110’

Fergus Molloy è un militare di ritorno a Liverpool per il funerale di un suo compagno soldato e grande amico, Frankie, morto a Baghdad mentre era in missione. Dopo la funzione, all'uomo si avvicinano Haines e Walker, responsabili della società di sicurezza per la quale i due operavano come contractors, cercando di far passare l'accaduto come un terribile incidente. Ma Fergus non è convinto e decide di vederci chiaro. Mentre sta per andarsene dalla chiesa Rachel, la vedova, gli consegna un pacchetto con dentro un cellulare arabo che era stato spedito per lui da Frankie qualche settimana prima. Per decifrare il contenuto Fergus si fa aiutare da un musicista iracheno, scoprendo qualcosa di terrificante: un video nel quale si vede chiaramente la squadra del collega sterminare una famiglia di innocenti, nonostante le sue proteste. Man mano che Fergus procede con le indagini, si rende conto che quell'episodio è strettamente collegato alla morte dell'amico. Riuscirà a rendergli giustizia?

 

ORE 21.30

PROIEZIONE - FILM

OMAR
di Hany Abu-Assad
Palestina / 2013, 98’


Omar è un giovane fornaio palestinese abituato a scavalcare il muro di separazione, schivando proiettili e sorveglianti, per far visita alla ragazza di cui è innamorato, la liceale Nadia. Con il fratello di Nadia, Tarek, e un terzo compagno, Amjad, Omar condivide un'amicizia decennale e un'attività clandestina di addestramento per la causa della liberazione della Palestina. Preso prigioniero dopo aver partecipato all'uccisione di un soldato, Omar resiste alla tortura e viene invitato a scegliere tra il carcere a vita o la collaborazione con la polizia israeliana.

 


SABATO 24 LUGLIO 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.00

PROIEZIONE - FILM

AMERICAN SNIPER
di Clint Eastwood
USA / 2014, 133’

Chris Kyle, texano che cavalca tori e non manca un bersaglio, ha deciso di mettere la propria abilità al servizio degli Stati Uniti, fiaccati dagli attentati alle sedi diplomatiche in Kenia e in Tanzania. Arruolatosi nel 1999 nelle forze speciali dei Navy Seal, Kyle ha stoffa e determinazione per riuscire e ottenere l'abilitazione. Perché, come gli diceva suo padre da bambino, lui è nato “pastore di gregge”, votato alla tutela dei più deboli contro i lupi famelici. Operativo dal 2003, parte per l'Iraq e nel giro di sei anni diventa una leggenda per la sua mira infallibile – un colpo, un uomo. Abbattuti centosessanta nemici, Chris Kyle torna a casa, dalla moglie, dai bambini e dai reduci, che adesso protegge dai fantasmi della guerra del Golfo. Una dedizione che gli sarà fatale. 

 

ORE 21.30

PROIEZIONE - DOCUMENTARIO

WHY WE FIGHT
di Eugene Jarecki
USA, FR, GB, CAN, DK / 2005, 98’

Perché combattiamo: una dichiarazione e una domanda. Il titolo del film vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance nel 2005 riprende quello dei documentari di propaganda commissionati nel 1945 a Frank Capra dal Governo degli Stati Uniti per giustificare l’entrata in guerra del paese contro le potenze dell’Asse. Il regista qui parte dal discorso d'addio che il presidente Eisenhower tiene alla nazione nel 1961, nel momento in cui l'America si trova a un bivio: assumere una leadership morale o abdicare ai valori repubblicani per sposare una visione imperialista della storia. La crescita a dismisura del "complesso militare-industriale" americano segna infatti l'inizio di un'era in cui le scelte della politica saranno determinate dal business dell'industria bellica. Il documentario mostra come in ogni decennio dopo la Seconda Guerra Mondiale, il popolo americano viene indotto a credere che il paese debba entrare in guerra, in modo tale da rinvigorire l'economia militare-industriale per mantenere il predominio politico statunitense nel mondo.

 

MERCOLEDÌ 28 LUGLIO 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.00

PROIEZIONE - FILM

NELLA VALLE DI ELAH
di Paul Haggis
USA, 2007 / 120’


Sarà nostro ospite il premio Oscar Paul Haggis che introdurrà il film

Il soldato Mike sparisce una settimana dopo essere tornato dalla guerra in Iraq, senza nemmeno aver comunicato ai genitori il suo ritorno in patria. Il padre Hank, veterano dell'esercito e ardente patriota, era orgoglioso che il figlio avesse seguito le sue orme e confidava nel fatto che sarebbe riuscito a tornare a casa sano e salvo. Di fronte alla sparizione di Mike, Hank ritiene opportuno indagare di persona e si reca a Fort Rudd per scoprire la verità. Intanto in un campo nei pressi della base militare, viene trovato il cadavere del giovane, carbonizzato, fatto a pezzi e lasciato in pasto agli animali. Per superare gli ostacoli frapposti dall'esercito, che tenta di insabbiare la vicenda, Hank riesce a coinvolgere nell'indagine la detective Emily Sanders. Ciò che scopre sulla morte del figlio e sui comportamenti dei soldati americani in Iraq lo porta a domandarsi se la lealtà verso il suo Paese sia ancora una cosa buona e giusta.

 

VENERDÌ 30 LUGLIO 2021
MAST.AUDITORIUM

 

ORE 19.30

PROIEZIONE - FILM

MEDITERRANEA
di Jonas Carpignano
IT, FR, D, USA, Qatar / 2015, 107’

Girato tra il deserto della Mauritania e la Calabria, precisamente a Rosarno, il film narra la vera storia di Koudous Seihon (che interpreta se stesso con il nome di Ayiva), cittadino del Burkina Faso che attraversando il deserto e resistendo agli attacchi dei predoni riesce a lasciare l’Africa e a raggiungere l’Italia insieme all’amico amico Abas. In Calabria trova lavoro come raccoglitore di arance e da lì invia il denaro alla sorella e alla figlia. I due uomini provano a integrarsi, anche se le difficoltà sono tante. Ben presto infatti scoppia una violenta rivolta contro i neri – fatto realmente accaduto nel 2010 quando Rosarno fu teatro di scontri cruenti tra migranti e cittadini. Mantenendo un equilibrio perfetto tra invenzione e realtà, lo sguardo del regista segue i personaggi e ci porta con semplicità nel mondo di due immigrati africani che dopo un pericoloso viaggio sono alla ricerca di una nuova vita in Italia.
 

 

ORE 21.30

PROIEZIONE - DOCUMENTARIO

IRAQ IN FRAGMENTS
di James Longley
USA, 2006 / 94’

Opera in tre parti, il documentario posa lo sguardo sulla guerra voluta dagli Stati Uniti in Iraq attraverso i ritratti toccanti e appassionati di alcune persone: un orfano undicenne che entra al servizio del prepotente proprietario di un garage di Baghdad; seguaci di Al-Sadr manifestano per le elezioni regionali in due città sciite facendo valere la legge islamica a colpi di pistola; una famiglia di contadini curdi accetta con sollievo la presenza statunitense che permette di ritrovare piccole libertà fino ad allora precluse. Il regista James Longley ha trascorso oltre due anni  in Iraq per girare un documentario dalla fotografia straordinaria e dal tono poetico, restituendo un paese dilaniato dalla guerra visto attraverso gli occhi dei sunniti, degli sciiti e dei curdi. L’opera ha vinto il premio per la miglior regia, le migliori riprese e il miglior montaggio nella sezione Documentari al Sundance Film Festival del 2006.

 


SABATO 31 LUGLIO 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.30

PROIEZIONE - FILM

INTERVENTO DIVINO
di Elia Suleiman
Palestina, FR, D, MO, 2002 / 100’

A Nazareth un anziano palestinese si ammala dopo aver visto distrutta la sua attività a causa dell'occupazione israeliana. Il figlio lo accudisce, ma anche il ragazzo ha dei problemi, essendo innamorato di una palestinese di Ramallah, che per via dei posti di blocco israeliani può incontrare solo in un parcheggio deserto vicino al checkpoint. La situazione complicata aguzza l'ingegno dell'uomo, che riuscirà a forzare il blocco con uno stratagemma. Il secondo film di Elia Suleiman, palestinese cresciuto a New York, si caratterizza per il forte impegno civile nella condanna dell'assurdità della guerra annosa tra Israele e Palestina, privilegiando uno stile narrativo surreale, che talvolta strappa il sorriso anche nelle situazioni più tragiche.

 

ORE 21.30

PROIEZIONE - FILM

PARADISE NOW
di Hany Abu-Assad
Palestina, 2005 / 91’

Khaled e Saïd, due giovani palestinesi amici fin da piccoli, sono stati reclutati come kamikaze per un attentato a Tel Aviv. Dopo aver passato la loro ultima notte di vita insieme alle rispettive famiglie, i due vengono sottoposti dall'Organizzazione al rito preparatorio nel corso del quale indossano i congegni esplosivi. Tuttavia, mentre i ragazzi si preparano al momento decisivo, qualcosa non va come previsto e si ritrovano da soli a fare i conti con i propri ideali e le proprie paure. Mentre Khaled vorrebbe scegliere la vita, Saïd ha bisogno di riscattare l'onore della sua famiglia dopo il tradimento del padre. L'incontro con l'amica Suha, figlia di un eroe della resistenza palestinese, aiuterà entrambi a decidere il proprio destino...

 

VENERDÌ 3 SETTEMBRE 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.00

PROIEZIONE - FILM

IL TEMPO CHE CI RIMANE
di Elia Suleiman
FR, BEL, ITA / 2009, 105’

Il tempo che ci rimane è un film semiautobiografico, in quattro episodi, su una famiglia, la mia famiglia, dal 1948 fino a tempi recenti. Il film è ispirato ai diari privati di mio padre, a partire da quando si è unito alla resistenza nel 1948, e alle lettere inviate da mia madre a membri della famiglia che furono costretti a lasciare il paese. Associando questi materiali ai miei ricordi intimi di tutti loro e del tempo trascorso insieme, nel film ho voluto ritrarre la vita quotidiana di quei Palestinesi che decisero di restare e che furono etichettati come ‘arabi israeliani’, vivendo da stranieri nella loro stessa patria. In Il tempo che ci rimane mi sono messo davvero a nudo. Sono andato più a fondo possibile nella mia vita privata, intima, con tutta la gioia e il dolore che questo comporta. Credo che sia un film non da capire ma da sentire, un film da cui bisogna farsi coinvolgere emotivamente.”

Elia Souleiman


 

ORE 21.30

PROIEZIONE - FILM

TICKET TO JERUSALEM
di Rachid Masharawi
NL, Palestina / 2002, 90’

Jaber è un proiezionista palestinese che porta, con i suoi film, un po' di serenità ai bambini dei campi di rifugiati nella zona di Ramallah. Mano a mano che l'occupazione militare israeliana si fa più dura il suo lavoro diventa sempre più pericoloso. Sua moglie, un'infermiera, comincia ad avere dubbi sul suo stato di salute mentale quando Jaber manifesta l'intenzione di organizzare una proiezione a Gerusalemme Est dove ai palestinesi è vietato l'ingresso. A mezza via tra il documentario e la fiction questo film si segnala per uno sguardo diverso e intenso sulla situazione mediorientale in cui il cinema può diventare uno strumento di distesione.


SABATO 4 SETTEMBRE 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.30

PROIEZIONE - FILM

WAJIB – INVITO AL MATRIMONIO
di Annemarie Jacir
Palestina / 2017, 96’

Abu Shadi, 65 anni, divorziato, professore a Nazareth, prepara il matrimonio di sua figlia. Shadi, il figlio, architetto a Roma da anni, rientra qualche giorno per aiutarlo a distribuire a mano, uno per uno, gli inviti del come vuole la tradizione palestinese del wajib. Tra una visita e l'altra, le vecchie tensioni tra padre e figlio ritornano a galla in una sfida costante tra due diverse visioni della vita. I due uomini ci guidano, a bordo della loro vecchia Volvo, in un road movie urbano tra lo spazio di una città ferita e il tempo di una famiglia distrutta. Nazareth, la più grande città della Palestina storica, pietrificata dall'occupazione israeliana in cui tensioni permanenti infiammano la popolazione, è la terza protagonista di cui la regista mette in evidenza le eterne contraddizioni.


 

ORE 21.30

PROIEZIONE - DOCUMENTARIO

LA STRADA DEI SAMOUNI
di Stefano Savona
ITA / 2018, 128'

Da quando la piccola Amal è tornata nel suo quartiere, ricorda solo un grande albero che non c’è più. Un sicomoro su cui lei e i suoi fratelli si arrampicavano. Si ricorda di quando portava il caffè a suo padre nel frutteto. Dopo è arrivata la guerra. Amal e i suoi fratelli hanno perso tutto. Sono figli della famiglia Samouni, dei contadini che abitano alla periferia della città di Gaza. È passato un anno da quando hanno sepolto i loro morti. Ora devono ricominciare a guardare al futuro, ricostruendo le loro case, il loro quartiere, la loro memoria. Sul filo dei ricordi, immagini reali e racconto animato si alternano a disegnare un ritratto familiare prima, dopo e durante i tragici avvenimenti che hanno stravolto le loro vite in quel gennaio del 2009, quando, durante l’operazione Piombo fuso, vengono massacrati ventinove membri della famiglia.

 

VENERDÌ 10 SETTEMBRE 2021

MAST.AUDITORIUM

ORE 19.00

PROIEZIONE - FILM

MIRAL
di Julian Schnabel
IND, ISR, FRA, ITA 2010 / 112’

Gerusalemme 1948. Hindi Hussein trova per strada 55 bambini palestinesi orfani che hanno perso i loro cari in un attacco israeliano. Li porta a casa sua e offre loro rifugio. Nel giro di pochi mesi gli orfani che ricevono aiuto da lei raggiungono il numero di 2000. La casa di Hindi si trasforma nell'Istituto Al-Tifl Al-Arabi (La Casa dei Bambini) divenendo simbolo di speranza e di istruzione per i piccoli travolti dal conflitto. Trent'anni dopo sarà ospite della Casa una bambina di sette anni la cui madre si è suicidata. Si tratta di Miral, che una volta diventata grande decide di impegnarsi attivamente rischiando in prima persona e vivendo sulla propria pelle le contraddizioni di una complessa condizione politica e sociale.

Il film è tratto dal libro La strada dei fiori di Miral scritto da Rula Jebreal.

 

ORE 21.30

PROIEZIONE - FILM

SARAH & SALEEM – LÀ DOVE NULLA È POSSIBILE
di Muayad Alayan
Palestina, 2018 / 127’

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola di nome Flora e un marito nell'esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese. I due s'incontrano, si piacciono, intraprendono una relazione clandestina che si consuma con cadenza settimanale nel furgone di lui. Basta una rissa in un pub a Betlemme per accendere la miccia: ne scaturirà un'indagine più politica che privata in cui tutti sono contemporaneamente colpevoli e innocenti.
 

 


SABATO 11 SETTEMBRE 2021
MAST.AUDITORIUM

ORE 19.30

PROIEZIONE - FILM

ARAB ISRAELI DIALOGUE
di Lionel Rogosin
USA, 1974 / 40’

“Nel 1974 ho girato Arab Israeli Dialogue, un film su una tematica che mi stava a cuore da molto tempo avendo io forti legami con Israele fin dalla fondazione dello stato nel 1948. Mio padre vi aveva avviato un’importante azienda tessile nel 1957 su mio incoraggiamento, e io avevo tentato di mettere insieme un film a basso costo per il decimo anniversario di Israele. Nei primi anni settanta a New York ho assistito a un’appassionata conversazione tra due miei amici, il poeta palestinese Rashid Hussein e il giornalista israeliano Amos Kenan, e ho deciso di girare Arab Israeli Dialogue. Il film – le cui riprese sono durate due pomeriggi, mentre il montaggio mi ha preso un paio di settimane – era composto da una conversazione spontanea tra Hussein e Kenan e da filmati da me girati in Israele nel 1953. Era un film molto semplice, molto crudo ma anche molto onesto e molto diverso da quello che si faceva all’epoca. Fu criticato dagli estremisti di entrambe le parti, ma a molti piacque perché era diverso. La televisione pubblica me lo rimandò indietro, manco fosse stato una bomba.”
Lionel Rogosin

Restaurato da Fondazione Cineteca di Bologna
 

 

ORE 20.30

PROIEZIONE - FILM

IMAGINE PEACE
di Michael Rogosin
USA, 2019 / 79’

Nel 1973 Lionel Rogosin, pionieristico cineasta indipendente americano, autore di On the Bowery e Come Back Africa, realizzò il primo documentario su un dialogo israelo-palestinese, quello tra il giornalista/pacifista/patriota iconoclasta Amos Kenan e il poeta/portavoce dell’OLP Rashid Hussein. Fu anche l’ultimo film di Rogosin. Suo figlio Michael gira un film commovente e stimolante su quel progetto e lo intitola Imagine Peace. Di recente Michael ha proiettato le immagini del film originale sul muro della sede del “Palestine-Israel Journal” a Gerusalemme Est, l’unica testata israelo-palestinese, e ha raccolto i commenti dei redattori, alcuni dei quali conoscevano Kenan e Hussein, sul dialogo del 1973 e la situazione odierna. Vediamo Hussein dire “le vittime sono diventate carnefici” e Kenan osservare che “tutti dovrebbero essere liberi”. La figlia di Kenan, Shlomzion, racconta che “Kenan introdusse il termine ‘occupazione’ nel lessico israeliano”. Lionel Rogosin era chiaramente ispirato dall’ottimismo americano, dalla convinzione che tutti i conflitti possano essere risolti. Suo figlio Michael segue le orme del padre e tenta di capire se ciò oggi sia ancora possibile.